martedì 24 gennaio 2017

UNA LETTERA A BEPPE SALA PER SALVARE CITTÀ STUDI

Condividiamo (sia fisicamente che idealmente) la lettera che il Gruppo di Cittadinanza Attiva Che ne sarà di Città Studi? ha scritto e inviato in data 18 gennaio 2017 al sindaco di Milano Beppe Sala, per ammonirlo sulle politiche urbanistiche in atto in Città Studi. Il timore è che il trasferimento delle facoltà scientifiche dell’Università Statale nell’area Expo e quello dell’Istituto Nazionale dei Tumori e Besta nell’area ex Falck di Sesto San Giovanni, possano portare al declino socio-culturale ed economico di tutta la zona. Ma lasciamo spazio all’articolo comparso sul blog chenesaradicittastudi.wordpress.com che oltre a dare l’allarme propone una possibile soluzione…

Foto di Adriana Berra del gruppo
Che ne sarà di Città Studi
Copiamo qui di seguito il testo dell’articolo “La nostra lettera aperta a Beppe Sala – già inviata al sindaco e in arrivo ai media” che riassume i punti fondamentali della lettera integrale che trovate linkata più sotto.

“Un invito a riconsiderare le sue politiche nei confronti di Città Studi e del post-Expo: è questo l’appello rivolto nella lettera aperta inviata oggi al sindaco di Milano dal nostro Gruppo di Cittadinanza Attiva “Che ne sarà di Città Studi?” (2400 cittadini iscritti su Facebook e 4500 firmatari a sostegno del nostro Comitato FAI).

Paventiamo il possibile declino socio-culturale ed economico dei nostri quartieri – Città Studi, Lambrate e Rubattino – a seguito del trasferimento delle facoltà scientifiche dell’Università Statale ad Expo e degli Istituti di eccellenza Tumori e Besta a Sesto San Giovanni. Ma anche l’assenza di interventi strategici e risolutivi dei cronici problemi dell’area ex-industriale di Rubattino (aree abbandonate al degrado, alle occupazioni abusive e alla microcriminalità) concorrerà al disastro che, a nostro avviso, incombe sul futuro della periferia di Zona 3 se le politiche urbanistiche – e non solo – della Giunta Sala non saranno seriamente riviste.

Foto di Adriana Berra
Noi la soluzione per salvare e riqualificare la zona l’avremmo trovata: realizzare il nuovo campus dell’Università Statale e tutto lo Human Technopole proprio sulle grandi aree industriali e civili dismesse (c’è anche lo scalo ferroviario) a Lambrate-Rubattino, area tra l’altro vicinissima alle sedi storiche dell’Università a Città Studi e anche al Politecnico. Una grande opportunità per Zona 3 ma anche per la ricerca e per tutto quel considerevole bacino di imprese che si sviluppa nella parte orientale della Regione, se la si volesse vedere…

In ogni caso, come abbiamo scritto a Sala, noi del gruppo “in rappresentanza dei cittadini della periferia e dell’intera Zona 3, vigileremo con massima attenzione su tutte le ulteriori vicende e fasi che riguarderanno la dismissione di Università e Ospedali da Città Studi, adoperandoci per difendere la storia e l’identità del nostro territorio”.

Il testo integrale della lettera è scaricabile qui: letteraapertasindacosala_18_01_2017

Per la cronaca (fonte LaRepubblica), pochi giorni dopo il sindaco Beppe Sala ha fatto sapere che “Non abbandoneremo il Municipio 3! Stiamo ragionando sul tema, chiaramente c'è un'opportunità per la Statale e per gli ospedali. Però quella è una zona importante per Milano e certamente non la abbandoneremo. Ho già avviato i primi incontri con l'assessore Maran per capire quello che si potrà fare”.

E Maran (Assessore all’Urbanistica) dice: “Bisogna capire con precisione che cosa si sposterà a Rho e cosa rimarrà nel quartiere. Il nostro intento è quello di fare in modo che la vocazione universitaria e giovanile rimanga. Per questo stiamo studiando soluzioni che siano legate ai servizi universitari come le residenze, ma anche al mondo sportivo e al sistema bibliotecario”.

Foto di Adriana Berra
Fa loro eco la presidente del Municipio 3 Caterina Antola “Le preoccupazioni espresse dai cittadini sul futuro di Città Studi sono anche le nostre. Ci stanno a cuore tre questioni: il mantenimento della qualità e vitalità di Città Studi, il contrasto a operazioni edilizie che snaturerebbero la vocazione del quartiere e la necessità di continuare a garantire l’offerta dei servizi”.

Preso atto di queste risposte il gruppo Che ne sarà di Città Studi si è espresso nuovamente chiedendo al Municipio 3 – citiamo da un commento nel gruppo la convocazione di una seduta straordinaria ed urgente con all’O.d.G. l'adesione ed il sostegno alle richieste formulate nella lettera che il gruppo ha inviato al sindaco di Milano. Un atto dal valore squisitamente politico non soggetto ai limiti regolamentari dei Municipi che risulterebbe molto apprezzato da questa comunità”.

Insomma, tanta acqua ancora bolle in pentola...Per rimanere aggiornati seguite il gruppo Facebook Che ne sarà di Città Studi.

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