mercoledì 25 maggio 2016

LA NUOVA PIAZZA LEONARDO DA VINCI: FOTOGALLERY

Piazza Leonardo da Vinci torna a vedere la luce del sole dopo la riqualificazione voluta da Comune di Milano e Politecnico nell'ambito del progetto “Città Studi Campus Sostenibile”, avviato nel 2011 insieme all’Università degli Studi di Milano. L’opera, costata circa 1,8 milioni di euro (750 mila euro messi dal Politecnico e 1 milione e 50 mila euro dal Comune), prevedeva un importante intervento su pavimentazione ed aree verdi, allo scopo di ripristinare il disegno storico della piazza ed agevolare l’accessibilità di pedoni e diversamente abili.

In questa fotogallery i primi scatti della nuova piazza Leonardo da Vinci
(Fonte: milano.repubblica.it)


Photo Gallery by QuickGallery.com


La rinnovata piazza Leonardo da Vinci diventerà presto teatro di spettacoli e iniziative culturali. In programma anche una piccola rassegna di cinema all'aperto. Questo il calendario degli eventi:

martedì 10 maggio 2016

OMAR HASSAN RACCONTA COM’È NATO IL MURALES DI VIA CONTE ROSSO

Lo scorso 2 maggio il bellissimo murales dei parchetti di via Conte Rosso veniva rovinato con una grossa tag nera, la firma di un writer. Nel giro di poche ore, grazie anche all’opera informativa della social street Residenti in Lambrate, quasi tutti sapevano dell’accaduto e un moto di indignazione cresceva unanime contro questo atto di vandalismo che sporcava una delle opere d’arte più care agli abitanti del quartiere.

Fortunatamente in breve tempo veniva avvisato anche Omar Hassan, ovvero l’artista nato a Lambrate autore del murales in via Conte Rosso. La sera del 3 maggio (con una tempestività che ha dell’incredibile) il murales veniva restaurato dallo stesso Omar Hassan e da alcuni aiutanti. Grande la gioia dei residenti espressa sulla social street di Lambrate con sinceri ringraziamenti ad Omar e a tutti coloro che avevano reso possibile e rapido l’intervento di restauro.

Noi di Lambrate On Air, affezionatissimi al murales, ci uniamo ovviamente ai ringraziamenti, ma spinti dalla curiosità abbiamo voluto chiedere proprio a Omar Hassan di raccontarci la storia del murales di via Conte Rosso.

“Io sono cresciuto a Lambrate molto prima che questa zona venisse rivalutata e considerata come cool – comincia Omar – Anzi posso dire di essere cresciuto proprio in quel parchetto in via Conte Rosso e sentivo la necessità di cambiare questo posto in meglio. Così, senza alcun permesso e tantomeno sponsor, mi sono armato di 987 spray e in 20 giorni ho realizzato questo murales che ho voluto dedicare alla persona che mi ha fatto capire con la sua disgrazia cosa dovevo fare nella vita”. Parla di Marco Zuanazzi in arte KIERE di cui molti conoscono la triste storia.

Il pallino di vernice che compone il murales – prosegue Omar – rappresenta la prima lettera di un alfabeto, che racconta un’intera cultura sulla street art, ma non solo. Uscendo dell'Accademia delle belle arti di Brera, e dopo aver studiato i grandi maestri, ho voluto trovare nella mia ricerca pittorica un gesto di sintesi semplice ed efficace che racchiudesse ognuno di noi”.

Dietro la moltitudine di colori di questo parchetto – ci spiega Omar – si identifica la società di oggi: una folla che si accalca, una persona sopra l'altra fanno a gara a chi è più fluo e colorato, a chi si evidenzia prima, con questa sovrapposizione di colore uno sopra l'altro...Ma in realtà, staccandosi un attimo e guardando questa folla da fuori non può che vedersi una moltitudine meravigliosa di colori diversi che si uniscono insieme nel loro ripetersi ricreando una piacevole armonia”.

Ma veniamo ai fatti di cronaca sopra descritti, abbiamo voluto chiedere a Omar: come hai vissuto questa situazione e cosa diresti al writer che ha sporcato la tua opera?

Innanzitutto l’affetto dimostrato degli abitanti per la mia opera mi ha dato una carica pazzesca. E l’emozione è stata ancora più forte perché sono passati già cinque anni dalla realizzazione ed erano quasi due anni che non capitavo a Milano. Inoltre è stata una piccola conferma del fatto che ciò che produco entusiasma ed emoziona le persone e credo che per un artista questo sia il settimo cielo”.

“Per quanto riguarda il writer…Grazie a una rapida indagine sui social e conoscenze sono risalito subito alla crew di ragazzini che ha fatto la tag. Li ho contatti immediatamente ed ho cercato una soluzione educativa data anche la giovanissima età dei writers (14/15 anni). Ho detto loro che capisco perfettamente la voglia di esprimersi e trasgredire, è quella voglia che mi ha portato a intraprendere poi la carriera da artista. Ma ho cercato anche di far capire l'errore di non aver rispettato un lavoro dedicato a un ragazzo che per questa passione ha perso la vita e in secondo luogo l'errore di aver offeso un intero quartiere. Ho infine proposto ai ragazzi di conoscerci e parlarne, ma non si sono presentati. Uno di loro però mi ha scritto scusandosi e a me basta che capiscano che è importante dare rispetto per ottenere rispetto. Credo che l'arte sia un'esperienza di vita conoscitiva quindi qualche energia buona a questi ragazzi è arrivata”.

Proviamo ad abbassare il livello culturale della conversazione con una domanda banale: quale colore preferisci? “Amo tutti i colori ma prediligo l'arancione” risponde Omar.

E se ti chiedono che lavoro fai? “Generalmente rispondo: dipingo. Rispondere subito artista mi sembra un po' presuntuoso, preferisco che lo dicano gli altri...Ma la prima risposta nella mia mente è artista”.

Cos'è Lambrate per te? “Per me Lambrate rappresenta la mia casa, le mie radici. Ora per lavoro vivo tra Londra, Miami e New York, ma ho ancora qui il mio studio e la mia famiglia, quindi tornare è sempre un respiro”.

Se volete vedere altre opere di Omar Hassan vi consigliamo di visitare il suo sito web www.omarhassan.biz.