martedì 5 aprile 2016

CON SO LUNCH LA PAUSA PRANZO È A CASA DEI VICINI

Dove passi la tua pausa pranzo? In un bar o ristorante? In mensa? In ufficio con la schiscetta? Bè presto avrai una nuova scelta: è SO Lunch, una community in rete che ti offre la possibilità di pranzare a casa di una persona vicina al tuo luogo di lavoro. Abbiamo parlato di questa iniziativa con la fondatrice di SO Lunch Luisa Galbiati, che si è presentata al quartiere in occasione dell’ultimo Sabato di Lambrate.

Innanzitutto che cos’è So Lunch e com’è nata questa idea?

“SO Lunch – comincia Luisa – è una cucina diffusa dove chi è a casa all’ora di pranzo ospita, dietro rimborso della spesa, chi lavora nelle vicinanze, permettendo così di pranzare come a casa propria in un ambiente familiare. L’idea è nata da una situazione personale: dopo esperienze manageriali e attività imprenditoriali mi sono trovata momentaneamente a casa e ciò mi ha fatto pensare a come socializzare in maniera diversa usando la tavola in modo innovativo. SO Lunch è stata la soluzione e confido che, come per me, possa rappresentare la soluzione anche per molte altre persone.

SO Lunch ha già ottenuto numerosi riconoscimenti fra cui il premio Il coraggio di Innovare Digital Awards 2015 di Regione Lombardia e UnionCamere e attualmente è fra i 30 semifinalisti dell’European Social Innovation Competition. Abbiamo dunque chiesto a Luisa: perché SO Lunch è innovazione sociale?

“Con SO Lunch – risponde Luisa – tutti ottengono benefici perché diventano parte attiva del processo. Chi ospita (i So Chef) gode di un introito aggiuntivo, del mantenimento della relazioni sociali ed ha la possibilità di rendersi ancora utile per la comunità. Chi va a pranzo (i So Diner) gode di un pranzo sano, in un ambiente familiare, sostenendo e facendo proprie tematiche di miglioramento ambientale e sociale. L’intera comunità diventa voce autorevole e attiva a sostegno di una nutrizione più sana e della lotta allo spreco alimentare”.

SO Lunch è in fase di sperimentazione e questa sperimentazione parte proprio da Lambrate. “Lambrate è casa mia – dice Luisa – e poi è un quartiere di grande fermento produttivo e sociale con un forte tessuto sociale di residenti, lavoratori, pendolari e studenti. Insomma il contesto ideale per questo progetto. La fase di test di SO Lunch durerà circa 2 mesi e il nostro obiettivo è di avere almeno un centinaio di iscritti e organizzare una cinquantina di pranzi.

Cosa succederà se il test andrà bene? E se andrà male?

“Se il test andrà bene l’obiettivo è di espanderci in altre zone, certo a quel punto serviranno investimenti poiché al momento l’attività è fatta a livello di volontariato e attingendo ai risparmi personali. Però abbiamo già conferme che il progetto sia valido, infatti siamo stati scelti nell’ambito del Crowdfunding Civico del Comune di Milano e tra qualche giorno partirà la campagna di raccolta fondi. Se il test non dovesse avere i risultati ipotizzati, invece, ci fermeremo per capire se e come è possibile modificare qualcosa e nel caso faremo un nuovo test”.

Per iscriversi a SO Lunch bisogna accedere a una piattaforma online che rappresenta il luogo di incontro tra domanda e offerta, ovvero tra So Chef e So Diner. Il So Chef pubblica la propria offerta con menù e prezzo, mentre il So Diner sceglie il pranzo che più preferisce. Il pagamento avviene online  e il So Chef è tenuto a consegnare una ricevuta al So Diner. Alla fine del mese il So Chef riceve sul proprio conto corrente la somma dei rimborsi della spesa e viene emessa fattura.

“L’obiettivo di SO Lunch – spiega Luisa – è diventare il riferimento del mangiare sano e della lotta allo spreco alimentare: si stima infatti che ogni anno le famiglie italiane gettino 5/600€ di prodotti. I So Chef quindi cucineranno solo prodotti di stagione e l'idea per il futuro è un accordo coi negozianti per avvisare i So Chef dei prodotti vicini alla scadenza in vendita nella zona.

Sulla social street Residenti in Lambrate un ristoratore del quartiere ha criticato l’iniziativa poiché secondo lui SO Lunch andrà a sottrarre clienti al ristorante. Abbiamo dunque voluto chiedere a Luisa: pensa che la sharing economy possa danneggiare alcune categorie di lavoratori? In particolare SO Lunch ruberà clienti ai ristoranti?

La Sharing Economy – risponde Luisa – promuove forme di consumo più consapevoli basate sul riuso invece che sull’acquisto e sull’accesso piuttosto che sulla proprietà. Questa nuova modalità di consumo sta aprendo nuove opportunità di sviluppo e crescita economica. Se gli imprenditori tradizionali riescono a cogliere queste richieste e ad adeguarsi soddisfano i clienti, diversamente i clienti si rivolgono altrove. Alla fine comunque sono i clienti che decidono cosa e dove acquistare, dove trovano il valore che cercano. Tornando a SO Lunch escludo possa sottrarre clienti ai ristoranti. Per prima cosa per un fatto di numeri: ogni giorno pranzano fuori casa 12 mila persone, come puoi capire la percentuale che utilizzerà questo servizio sarà infinitesimale. Inoltre è necessariamente un utilizzo occasionale: quando decidi di andare a pranzo spesso cambi locale. Ecco, una volta ogni tanto andrai a mangiare in una casa”.

Per sostenersi economicamente SO Lunch tratterrà una piccola percentuale dal pagamento del So Diner e dal versamento al So Chef. Per tutta la durata del test però il servizio sarà completamente gratuito.

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