martedì 8 marzo 2016

CAMPUS CASCINA ROSA, PREVENZIONE DEI TUMORI E CORSI DI CUCINA

In occasione di questo 8 marzo – Festa della Donna vogliamo dare visibilità a una realtà molto importante, ma poco conosciuta nella zona: parliamo del campus Cascina Rosa di via Vanzetti 5, una struttura che da oltre 30 anni si occupa di ricerca nel campo dell’epidemiologia e della prevenzione dei tumori.

L’epidemiologia, per chi non lo sapesse, è una disciplina strettamente legata alla prevenzione poiché si occupa della frequenza delle malattie e della relazione tra malattie e fattori di rischio.

Diversi sono i progetti attivi presso il campus Cascina Rosa, ma da sempre un forte impegno è rivolto in particolare alla ricerca sul tumore al seno che purtroppo continua a rappresentare il nemico più pericoloso per le donne. Secondo l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), infatti, 1 donna su 8 nell'arco della vita è colpita dal tumore al seno, che è la forma tumorale più frequente e più letale nel sesso femminile. Basti pensare che nel 2014, in Italia, il tumore della mammella è stato diagnosticato a più di 48 mila donne.

Alla Cascina Rosa da svariati anni sono in corso progetti sperimentali sulla prevenzione del tumore al seno e questi progetti prendono il nome di DIANA (che oltre ad essere la dea protettrice delle donne è anche l’acronimo di Dieta e Androgeni). L’obiettivo di questi progetti è veder diminuire l’incidenza di tumori nelle donne che adottano un cambiamento dell’alimentazione e uno stile di vita sano.

Cosa mangiare dunque in un’ottica di prevenzione dei tumori? Le indicazioni di massima sono: ridurre il più possibile il consumo di carne (soprattutto carni rosse e insaccati), evitare i prodotti particolarmente raffinati (ad esempio pane bianco e dolci confezionati), adottare un’alimentazione varia ed equilibrata con prodotti di origine vegetale (frutta e verdura di stagione, legumi, cereali, pane integrale, ecc.). Per saperne di più, seguite il dottor Franco Berrino (epidiemologo presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) mentre fa la spesa…


Cambiare alimentazione però significa anche cambiare abitudini ai fornelli e per questo ogni mese viene organizzato dall’associazione Salute Donna Onlus un corso di cucina di 3 lezioni (il giovedì oppure nel weekend) per conoscere nuove ricette ed approfondire le proprietà terapeutiche degli alimenti. I corsi sono aperti a tutti e sono tenuti da cuochi certificati dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Per info e iscrizioni chiamate il numero verde 800 223295 o scrivete all’indirizzo corsicucina@salutedonnaonlus.it. A questo link trovate il calendario dei corsi 2016 www.istitutotumori.mi.it/upload_files/Corsi_Cucina_2016.pdf.

Qui sotto trovate il video reportage "Donne coraggiose" realizzato presso il campus Cascina Rosa da Bruno Grande e Nadia Carminati per il progetto TWB - Tv Web Biblioteca della Biblioteca Valvassori Peroni.



APPROFONDIMENTI:
Risultati del progetto DIANA 5
Salute Donna Onlus www.salutedonnaonlus.it
Orto Sinergico di Cascina Rosa www.youtube.com/watch?v=br_8vfwVjS8

martedì 1 marzo 2016

QUALE FUTURO AL DI QUA DELLA FERROVIA? REPORT DELL'INCONTRO

Venerdì 19 febbraio allo Spazio Lambrate si è tenuto l’incontro pubblico “Al di qua della ferrovia”, un convegno organizzato da ViviLambrate per fare chiarezza sulle trasformazioni urbanistiche in programma nei prossimi anni nei quartieri di Lambrate e Rubattino. All’incontro, davanti a una folta platea, sono intervenuti Gabriele Mariani (Presidente della Commissione Urbanistica di Zona 3), Piero Nobile (Ricercatore PIM - Centro Studi Programmazione Intercomunale dell’area Metropolitana) e Gianni Dapri (Associazione Grande Parco Forlanini).

Helga Sirchia, del Coordinamento del gruppo ViviLambrate, ci ha gentilmente inviato un report dell’incontro (a cui noi non abbiamo assistito) ponendo l’attenzione sulla riqualificazione di piazza Rimembranze di Lambrate, progetto che ha curato personalmente insieme al team di Made in Lambrate e che oggi è sostenuto da ViviLambrate.

PREMESSA – Le trasformazioni urbanistiche di cui si è parlato durante l’incontro si circoscrivono entro il quadrilatero compreso fra via Rombon a nord, via Corelli a sud, la cinta ferroviaria e il confine con Segrate, che forma i quartieri di Lambrate, Rubattino e Ortica. Una zona residenziale con oltre 10 mila abitanti, molte aree industriali dismesse, uno scalo ferroviario e una caserma militare da riqualificare.

PIAZZA RIMEMBRANZE DI LAMBRATE – Come anticipato, un tema caldo dell’incontro “Al di qua della Ferrovia” è stato quello della riqualificazione di piazza delle Rimembranze di Lambrate. Su questo tema insieme ad Helga Sirchia è intervenuto l’architetto Mariano Pichler, Presidente di Made in Lambrate, che ha illustrato (insieme all'arch. Claudio Larcher) il progetto urbanistico originale in un una prospettiva di trasformazione del luogo (oggi un non-luogo) in piazza quindi spazio aperto e vivibile dalla cittadinanza. Helga Sirchia, che ha curato la prospettiva sociale del progetto, ha invece focalizzato l'attenzione sulla visione della piazza come agorà e punto di riferimento per il quartiere, dove i bisogni dei cittadini vanno dalla semplice aggregazione spontanea alla risposta di istanze specifiche.

COME CAMBIERÀ PIAZZA RIMEMBRANZE DI LAMBRATE – La prima parte dell'intervento  ha spiegato Pichler  prevede la ridefinizione e l'ampliamento degli spazi agibili ai cittadini, con l'abbattimento della balaustra interna e la creazione di una pavimentazione omogena, con un intervento che non intaccherà il patrimonio verde della piazza e in particolare gli alberi secolari. In una seconda e conseguente fase saranno inseriti nella piazza uno o due elementi di presidio social, attraverso l’installazione di uno/due volumi multi-funzionali, casette probabilmente in legno, dove progressivamente saranno attivati servizi e proposte culturali, sociali e aggregative”.

“Il progetto – precisa Helga – è stato condiviso nei principi con il Comune di Milano e definito nei dettagli esecutivi con l'Assessorato all'urbanistica e l'Assessorato al verde. Il ruolo di ViviLambrate insieme a Made in Lambrate sarà quello di facilitatore e attivatore delle risorse locali, intese come enti pubblici e privati, associazioni e scuole, ma anche i residenti che saranno coinvolti attivamente nella costruzione di un sistema partecipato di gestione delle attività”. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, Pichler ha dichiarato che i rilievi tecnici sono già stati fatti e l'ipotesi del Comune è che i lavori poossano partire in primavera.

GLI ALTRI TEMI: SCALO FERROVIARIO, CASERMA, PRU RUBATTINO – Per approfondire il tema della riqualificazione di scalo ferroviario, caserma e PRU Rubattino ci affidiamo all’intervento di Gabriele Mariani, Presidente della Commissione Urbanistica di Zona 3, che ha sintetizzato i suoi spunti in questo interessante articolo www.faper3.com/Al-di-qua-della-ferrovia-i-numeri-di-un-futuro-impossibile/.

“Sono attualmente previste 7 grandi trasformazioni urbanistiche che interesseranno 653.000 m² di suolo urbano sul quale si realizzeranno 440.000 m² di abitazioni ad altre attività – scrive Gabriele Mariani – Due trasformazioni di natura diciamo “pubblica” (Scalo Ferroviario e Caserma) prevedono 93.000 m² di abitazioni e altre funzioni; il loro futuro potrebbe però ancora essere riscritto dipendendo la loro trasformazione da specifici accordi fra Comune di Milano e proprietà (FS e Demanio). Cinque  trasformazioni di natura privata prevedono 347.000 m² di abitazioni ed altre funzioni”.

Fra queste la più importante è il Programma di Riqualificazione Urbana (PRU) Rubattino fase 2, eredità della giunta Moratti, che ha visto in questo quinquennio i proprietari (e le banche dietro di essi) non avviare l’operazione e non adempiere ai propri obblighi. Su questo tema il pubblico intervenuto all’incontro ha sottolineato l'urgenza di una risoluzione al grave problema della mancanza di scuole primarie e medie previste nel Piano.

“Se si realizzerà tutto ciò che è attualmente previsto (fra teorici Accordi di Programma, PII, PRU e PGT) – conclude Mariani – si insedieranno qui circa 6/8 mila nuovi abitanti e 4 mila city users, quasi un raddoppio della popolazione attuale: più case e più funzioni significherà anche più spostamenti”.

COSA NE PENSIAMO – La morfologia del quartiere nei prossimi 10/15/20 anni (è difficile stimare i tempi) potrebbe mutare sensibilmente. Come sottolinea Mariani, ospitare 6/8 mila abitanti in più significa dover garantire anche più servizi e infrastrutture e la cintura ferroviaria rappresenta sempre più un ostacolo a un coerente sviluppo. Come cambierà dunque Lambrate? Difficile da dire in questa fase e ammettiamo che i grandi numeri un po’ ci spaventano…Quello che ci auguriamo è che tutte le decisioni a livello politico vengano prese ascoltando e rispettando le esigenze degli attuali cittadini, in totale trasparenza e in un’ottica di migliorare la vivibilità del quartiere (che fra le righe significa più verde e meno cementificazione/edificazione a soli fini speculativi). Questo è il commento della redazione di Lambrate On Air, non dev'essere attribuito a ViviLambrate o alle persone citate nell'articolo.

ViviLambrate ha chiuso i lavori annunciando che fra un mese organizzerà una vera e propria assemblea dei cittadini con l'intento di proseguire il servizio d'informazione avviato e continuare un percorso di dialogo e confronto.

Per seguire l’attività di ViviLambrate e Made in Lambrate vi rimandiamo alle pagine Facebook e al sito web.