domenica 11 dicembre 2016

IL CANTIERE DELL’ORTICA, PARTECIPA AL CROWDFUNDING E DAI UNA CASA AGLI ARTISTI EMERGENTI

Mancano pochi giorni al termine della campagna di crowdfunding de Il Cantiere dell’Ortica, un progetto realizzato dalla cooperativa sociale Il Melograno Onlus per supportare gli artisti emergenti. A questo link puoi contribuire al progetto (sono previste 10 tipi di offerte e ricompense) www.eppela.com/it/projects/10568-il-cantiere-dell-ortica, mentre continua a leggere se vuoi saperne di più.

Innantitutto che cos’è Il Cantiere dell’Ortica

“Il Cantiere dell’Ortica – si legge sul testo del crowdfunding – è un luogo dove i professionisti de Il Melograno Onlus accoglieranno, senza distinzione alcuna, le passioni e le idee di potenziali artisti. Tali idee artistiche, dalla musica al teatro, dalla poesia alla pittura, verranno ascoltate, studiate, fatte emergere nella maniera più consona in base al singolo soggetto, per poi essere meticolosamente indirizzate verso uno dei tanti nodi e partner interni ed esterni che compongono la rete del Cantiere”.

Ma quale sarà il contributo concreto dato agli artisti e quali figure professionali li aiuteranno a raggiungere i propri obiettivi?
“Il Cantiere dell’Ortica – risponde Giovanni Carissimo dell'ufficio comunicazione e progettazione sociale – offrirà servizi di tre tipi:
  1. promozione degli artisti tramite lo sviluppo di siti web e profili social e ottimizzazione della loro presenza in ambito digitale;
  2. organizzazione di eventi artistici (concerti, mostre fotografiche, presentazioni di libri, ecc.) sia nel quartiere che nel resto della città, in collegamento con i contenitori culturali di a Milano metropolitana (ad esempio festival);
  3. produzione di contenuti audio-video di qualità professionale da destinare ai servizi di cui sopra.
Come anticipato, queste attività saranno supportate da professionisti come esperti di pubbliche relazioni e organizzazione di eventi, tecnici web e gestori di piattaforme sociali, tecnici audio-video”.

Come Il Cantiere dell’Ortica può portare valore al nostro territorio?

“Vogliamo diventare un punto di riferimento – ci spiega Giovanni – uno spazio fisico accogliente per mettere in collegamento artisti e abitanti del quartiere di tutte le età, provenienze e discipline. Quando un artista starà registrando un video, ad esempio, il divano del Cantiere potrà ospitare gli amici, ragazzi o pensionati di passaggio quel pomeriggio, altri artisti seguiti dal progetto. Un altro punto fondamentale è quello della costruzione di reti sul territorio: in primo luogo con il tessuto associativo del quartiere (ad esempio la storica Cooperativa Edificatrice dell’Ortica, che ha accolto favorevolmente il progetto) e poi allargando anche ai contatti che Il Melograno Onlus ha costruito nel corso dei suoi anni di attività”.

Nella descrizione del progetto si parla giustamente di un quartiere caratterizzato dalla “mescolanza culturale”. Chiediamo dunque: come contribuirete all’integrazione culturale?

“Innanzitutto una precisazione: Il Cantiere dell’Ortica nasce come progetto inclusivo, dove l’inclusione va intesa nel senso più ampio possibile; rivolta, cioè, a tutte le categorie svantaggiate presenti nel quartiere, coerentemente con la missione e l’identità de Il Melograno Onlus. Arrivando al concreto, il Cantiere si propone di stimolare occasioni di incontro e di avvicinamento tra persone di culture e provenienze diverse sulla base delle arti (dalla musica al cibo, che si può considerare una vera e propria forma d’arte): la chiave è proporre un fare insieme che avvicini le persone”.

Cosa succede se non si raggiunge l’obiettivo di crowdfunding? (oltre 22 mila euro)

“Siamo fortemente convinti del valore del progetto e quindi motivati a realizzarlo – risponde Giovanni – In caso non raggiungessimo l’obiettivo del crowdfunding, il Consiglio di Amministrazione de Il Melograno Onlus si muoverà per reperire i fondi necessari con altri canali”.

Insomma come recita l’appello al crowdfunding: “Non restare al palo: entra nel Cantiere dell’Ortica”.

Si può contribuire con offerte da 5€ in su e ad ogni offerta corrisponde una ricompensa ad esempio una targa dedicata ai sostenitori, una cena per due persone o i biglietti per uno spettacolo teatrale. Scopri di più su www.eppela.com/it/projects/10568-il-cantiere-dell-ortica e guarda il video qui sotto!

mercoledì 2 novembre 2016

SCALI FERROVIARI MILANO E LAMBRATE, A CHE PUNTO SIAMO?

Martedì 25 ottobre presso la sala consiliare del Municipio 3 si è svolto l’incontro pubblico Oltre il ponte, ma dentro al cuore della città con sottotitolo Ragioniamo assieme sul futuro degli scali ferroviari. Durante l’incontro sono intervenuti Gabriele Pasqui (Le tappe del processo, il percorso di ascolto attivo e i temi emersi), Arturo Lanzani (La riqualificazione degli scali, limiti e potenzialità per la città), Antonio Longo e Gianni Dapri (Lambrate, Lambretta, Lambro....il fiume non è verde), Antonella Bruzzese (Lo scalo di Lambrate) ed Emilio Ballarè (Il documento di Sinistra x Milano sugli Scali Ferroviari).

È stato un incontro interessante che mi ha fatto capire soprattutto quali sono le basi su cui si sviluppa l’attuale dibattito, quali sono le potenzialità e quali le criticità del progetto di riqualificazione degli scali ferroviari. In particolare molto utile è stato l’intervento introduttivo ad opera di Gabriele Pasqui che, aiutato da alcune slide, ha illustrato una breve cronostoria della vicenda dal 2005 ad oggi. Ve la riproponiamo qui sotto.

2005: avvio della contrattazione tra Comune di Milano e Ferrovie dello Stato

2008: prima bozza dell’accordo di programma

2009: variante urbanistica che anticipa le scelte del redigendo Pgt (piano di governo del territorio)

2011: al compimento dell’amministrazione Moratti il tema degli scali è un processo incompiuto, anche se con il nuovo Pgt (approvato nel 2011, ma mai pubblicato e pertanto mai entrato in vigore) i sette scali sono classificati tra gli Ambiti di Trasformazione Urbana (ATU)

2011/2012: in sede di emendamenti consiliari nel dispositivo di piano viene inserita la destinazione obbligatoria di un 20% circa della slp complessiva ad housing sociale, edilizia convenzionata, agevolata e affitto, per un totale di 223.000 m². Le previsioni di aree a verde ammontano a 757.000 m², con una percentuale minima del 30% di superficie territoriale negli scali di Porta Romana e Greco-Breda e massima dell’80% a San Cristoforo

Novembre 2012: si riavvia la contrattazione tra Comune di Milano e Ferrovie dello Stato

Settembre/ottobre 2015: sottoscrizione del nuovo testo dell’Accordo di Programma

Dicembre 2015: l’accordo non viene ratificato dal Consiglio Comunale di Milano www.affaritaliani.it/milano/scali-ferroviari-maggioranza-battuta-in-consiglio-396958.html

I dati quantitativi principali del testo dell’accordo di programma erano i seguenti:
  • 1.250.000 m² di superficie complessiva, di cui 193.800 di aree da mantenere strumentali all'esercizio ferroviario
  • 674.460 m² di slp totale prevista, con un indice medio UT di 0,65 m²/ m²
  • 155.644 m² di edilizia residenziale sociale (23% del totale della slp)
  • 545.000 m² di nuove aree a verde pubblico

Per chi non lo sapesse questi sono gli scali da riqualificare:
  • scalo merci di Porta Romana
  • scalo ferroviario e della stazione di Porta Genova
  • aree ferroviarie e scalo di San Cristoforo
  • scalo basso di Lambrate (è una delle aree più piccole con circa 70.000 m²)
  • scalo di Rogoredo
  • scalo di Greco-Breda
  • scalo merci Farini

(Se volete ricevere il documento completo scrivete a lambrateonair@tiscali.it)

ED ARRIVIAMO AD OGGI. Pochi giorni dopo l’incontro, giovedì 27 ottobre, sono state presentate in Consiglio Comunale le linee guida per un nuovo accordo di programma da proporre alle Ferrovie dello Stato. “La speranza – scrive il Corriere della Sera – è di arrivare a un testo bipartisan, con il quale l’assessore Maran potrà più facilmente andare a trattare con le Ferrovie. Un central park sul modello di New York è la suggestione che conquista tutti”.

mercoledì 28 settembre 2016

ARRIVA IN VIA VENTURA REAL BODIES, LA MOSTRA DEDICATA AL CORPO UMANO

Dopo il successo di Lisbona, con oltre 200 mila visitatori, e Dresda arriva anche a Milano Real Bodies, la mostra dedicata all’anatomia del corpo umano con un corredo di oltre 40 cadaveri interi e più di 300 organi. L’esposizione si terrà nel quartiere di Lambrate e più precisamente negli spazi dell'ex Faema in via Ventura 15 (2.000 m2 di fronte alla location dell'East Market), a partire dall'1 ottobre 2016 fino al 29 gennaio 2017.

Il tema della mostra sarà “La salute e come allungare la vita” e lo scopo dell'esposizione sarà principalmente educativo: infatti al centro dell'attenzione ci saranno i danni derivati dalle cattive abitudini come alcolismo e tabagismo. A far passare la voglia di attaccarsi alla bottiglia o di fumarsi una sigaretta, secondo gli organizzatori, saranno ad esempio un fegato ingrossato dalla cirrosi o un polmone annerito dal fumo.

Ma i punti di interesse dell'esposizione non saranno solo quelli dedicati alla salute (e alla malattia). Real Bodies, infatti, dedica un'intera sezione allo sport e al movimento per mostrare anatomicamente il funzionamento dell'apparato muscolo-scheletrico. Ci saranno quindi corpi intenti a praticare calcio, basket, scherma, arti marziali, atletica, tiro con l’arco e molte altre attività sportive. Per la prima volta, poi, la mostra ospiterà il corpo di un anziano di oltre 100 anni.

“Si tratta di un pezzo della collezione molto fragile e delicato - commentano gli organizzatori di Venice Exhibition - Arriverà da un'università degli Stati Uniti e non era mai stato esposto prima d'ora. Un pezzo originale dall'immenso valore anatomico oltre che economico: per realizzarlo infatti ci sono voluti tre anni con un investimento di 450 mila euro".

Molto scalpore ha infine creato la sezione della mostra dedicata alla riproduzione che ospita anche il corpo di un ermafrodita, ovvero un individuo dotato sia degli organi genitali maschili che femminili. A quanto pare gli organizzatori hanno ricevuto oltre 1.800 mail di protesta, ma l'allestimento non è stato modificato: “Nonostante le polemiche - hanno dichiarato - crediamo che il pubblico milanese sia pronto a vedere unicità di questo genere”.

Per realizzare la mostra sono serviti i corpi di 165 persone che, prima del decesso, hanno dichiarato di voler donare i propri resti mortali alla ricerca scientifica. Organi e tessuti, poi, sono stati oggetto di un processo chiamato plastinazione che permette la conservazione del corpo umano tramite la sostituzione dei liquidi con polimeri di silicone.

Come anticipato, Real Bodies sarà in mostra a Milano in via Ventura 15 dall'1 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017. Gli orari di apertura sono:

  • da lunedì a venerdì dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18)
  • sabato e domenica (ultimo ingresso ore 19)

Il costo di ingresso è di 18 euro per gli adulti e 15 euro per bambini 6-12 anni, over 65, studenti, disabili, accompagnatori di disabili non autosufficienti, militari, forze dell’ordine, giornalisti, dipendenti pubblica amministrazione (dietro esibizione tesserino). Si consiglia il noleggio dell'audioguida con la voce e le spiegazioni del testimonial della mostra Alessandro Cecchi Paone :)

Per maggiori informazioni visita il sito www.realbodies.it.

martedì 20 settembre 2016

COSA SAPPIAMO (FINORA) SUL TRASFERIMENTO DELLA STATALE NELL'AREA EXPO

Per qualcuno è ormai cosa fatta, per qualcun altro non si farà mai. Per qualcuno rappresenta una grande opportunità, per qualcun altro sarebbe una sciagura. Quel che è certo è che il (al momento ipotetico) trasferimento dell'Università Statale nell'area Expo fa discutere...forse fin troppo. Abbiamo quindi voluto dare il nostro contributo alla causa riunendo in un singolo post tutte (o quasi) le principali NOTIZIE sul trasferimento della Statale da Città Studi a Rho in quello che fu il sito di Expo 2015.

Scriviamo NOTIZIE in maiuscolo perché l'ambizione è quella di raccogliere SOLO notizie documentate o provenienti da fonti autorevoli come personaggi pubblici, quotidiani quali Corriere della Sera, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, ecc. o siti istituzionali. Di grande aiuto per la nostra ricerca è stato il gruppo Facebook Che ne sarà di Città Studi che, grazie al contributo dei suoi oltre 1.300 membri, viene aggiornato quasi quotidianamente con notizie relative al trasferimento di Città Studi nell’area Expo.


1. Partiamo dal principio: nel 2011 Arexpo* acquista un'area di circa 1 milione di m2 dalla famiglia Cabassi e dalla Fondazione Fiera Milano. Il costo? 142,6 milioni di euro (ma secondo questa fonte ne bastavano 20/25). Già nel 2014, invece, viene lanciato un bando per la vendita dell'area - base d'asta 315,4 milioni di euro!!! - ma ovviamente non arriva nessuna offerta...

*Arexpo è una società partecipata da: 35% Regione Lombardia, 35% Comune di Milano, 28% Fiera Internazionale Milano, 2% Provincia di Milano, 1% Comune di Rho (abbiamo arrotondato per eccesso). Nei prossimi mesi ci si aspetto un ingresso in Arexpo anche del Governo, ma la cosa non è stata ancora ufficializzata.

2. Nel giugno 2011, è bene ricordarlo, si è svolto un referendum consultivo per "garantire la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito EXPO" (quesito 3). Questa proposta fu approvata col SÌ dal 95% dei votanti. Ma la voce del popolo ancora una volta non sembra esser stata ascoltata...

3. Nel febbraio 2015 si comincia a parlare di un interesse dell'Università Statale verso i terreni di Expo. Il trasferimento riguarderebbe le facoltà di: fisica, matematica, chimica, biologia, scienze della terra, agraria, farmacia e informatica. Il pacchetto non comprende la facoltà di medicina (che dovrebbe mantenere la collocazione attuale) e di veterinaria (che dovrebbe trasferirsi nel nuovo polo di Lodi entro il 2017).

4. Il 19 luglio 2016 la Statale formalizza la manifestazione d'interesse verso l'area che ha ospitato Expo 2015. Il piano di fattibilità è affidato alla Boston Consulting Group e considera un'area di 150 mila m2 contro i 250 mila m2 dell'attuale Città Studi. In sostanza i metri quadri a disposizione di ogni persona (studenti e personale) passeranno dagli attuali 12,8 a 5 o 6. Il rettore della Statale Gianluca Vago giustifica così la scelta: "So che molti miei colleghi non saranno d’accordo ma credo che oggi grandi biblioteche scientifiche non servano più, tutto è tecnologizzato, basta un iPad. Per questo potremo avere una riduzione degli spazi del 40%".

5. Quanto costerà il trasferimento della Statale? Sempre secondo la Boston Consulting Group servirà un investimento tra i 340 e i 380 milioni di euro così suddivisi:

  • 130 milioni quota di finanziamento sostenibile dall'Ateneo
  • 100-120 milioni da ottenere con l'alienazione di Città Studi
  • 130 milioni di cofinanziamento di istituzioni pubbliche

Ma nel progetto non si parla ad esempio dei costi di acquisizione dell'area, né di residenze, arredi o infrastrutture...Al rettore Vago però queste cifre non fan paura perché, a quanto dichiara, ristrutturare gli edifici di Città Studi costerebbe tanto quanto trasferirsi a Rho e la riorganizzazione degli spazi porterà a un risparmio di 8-9 milioni l’anno. Il problema ora è che alcuni edifici di via Celoria e dintorni sono già in ristrutturazione (con parecchi milioni di euro già messi a bilancio) e uno in particolare (la sede di Informatica) è in fase di costruzione ex novo.
Qui trovate il progetto della Boston Consulting Group:
Qui il programma delle opere di ristrutturazioni messe a bilancio dalla Statale:

giovedì 7 luglio 2016

JOY BAR, IL NUOVO BAR DELLA BIBLIOTECA VALVASSORI PERONI: INTERVISTA E FOTOGALLERY

Dopo una lunga attesa, finalmente a maggio ha aperto il Joy Bar, alias il nuovo bar della biblioteca Valvassori Peroni. Ve ne siete accorti? Bè, se siete passati da quelle parti sono sicuro di sì. Il cortile della biblioteca si è improvvisamente riempito di gelsomini e gli studenti sono tornati a gozzovigliare ai tavoli come qualche tempo fa. Tutto merito dei ragazzi del Joy Bar e di un gruppo di studenti di urbanistica che si sono occupati dell’allestimento del locale. Per saperne di più, come è ormai nostra consuetudine, abbiamo chiesto un’intervista a Francesca e Giorgio, i gestori del Joy Bar.

Il Joy Bar è per molti “il bar della biblioteca”, il luogo dove approdare in pausa studio, pranzare, drogarsi di caffè o semplicemente sedersi a fare due chiacchiere con gli amici. Vogliamo dunque chiedervi: come pensate che il Joy Bar possa dare valore a questa struttura?

“Innanzitutto portando verde, cultura e bellezza in un luogo che prima era solo cemento – risponde Francesca – E poi con prodotti di qualità, gentilezza nel servizio e accoglienza. E abbiamo anche tanti libri! Qualche volta ne spariscono e noi allora ne compriamo di nuovi: siamo convinti che se ci rubano un libro vuol dire che abbiamo proprio vinto”.

Per quanto tempo potrete gestire questo spazio? È stato difficile ottenere la concessione di questa struttura?

“La concessione è per 6 anni e rinnovabile per altri 3 – ci spiega Giorgio – Per ottenerla abbiamo partecipato ad una gara pubblica insieme ad altre realtà. Abbiamo vinto perché ci abbiamo lavorato con convinzione per 9 mesi. Basti pensare che la notte prima di presentare la nostra proposta non siamo andati a dormire, abbiamo controllato e ricontrollato ogni cosa un milione di volte. Quando l'abbiamo depositata ci hanno presi un po' in giro dicendo che era la busta più grossa. Ci piace pensare che, oltre alla ricchezza delle idee, si sia percepito il cuore che ci abbiamo messo”.

Fra i requisiti del bando c’era anche scritto: il partecipante dovrà presentare un progetto culturale, gestito in proprio o attraverso associazioni collegate, per arricchire l'offerta culturale della struttura e degli spazi collegati, voi cosa proponete?

“Uh, guarda, un delirio di cose – risponde Francesca – Ci siamo dati l'obiettivo di trasformare la struttura di via Valvassori Peroni in un luogo di aggregazione che copra a 360 gradi gli interessi dei cittadini (di tutte le età!). Deve esserci sempre qualcosa di interessante e le persone si abitueranno al fatto che avrà senso venire qui in qualsiasi momento.

Abbiamo in programma corsi (di alimentazione e spesa, di fotografia, di ballo, di scrittura, di recitazione, di gestione del cane urbano, di comunicazione, di bridge...), terremo e stiamo già tenendo concerti all'aperto e al chiuso (jazz, elettronica, rock, davvero tutti i generi), e poi teatro (drammatico, cabaret, corti, rivisitazioni, contest), tornei di burraco, presentazioni di libri, lectio magistralis (sociologia, economia, storia…) e tanto altro. Siamo apertissimi a tutte le buone idee e ai suggerimenti che arriveranno. Stiamo organizzando ora le collaborazioni e l'agenda che partirà dopo l'estate”.

giovedì 16 giugno 2016

IL RITMO DELLE CITTÀ 2016: IL JAZZ SEI TU...SCOPRI IL PROGRAMMA

Dopo il grande successo dello scorso anno, torna in Città Studi dal 18 giugno al 13 luglio Il Ritmo delle Città, il festival jazz di Milano che ospita alcuni degli artisti più importanti della scena jazzistica nazionale e internazionale. La rassegna musicale, parte del più ampio progetto Area M, si svolgerà presso Villa Simonetta (via Stilicone 36, MM Cenisio), il Politecnico di Milano (piazza Leonardo da Vinci 32) e l’Orto Botanico Città Studi (via Golgi 18).

“La decima edizione de Il Ritmo delle Città  ci spiega il direttore artistico Emilio Sioli – ha come sottotitolo Il Jazz sei tu e rappresenta un importante momento di transizione verso nuove modalità di partecipazione all’evento musicale. Pensiamo che sia arrivata l'ora di rompere il tradizionale rapporto di fruizione della musica dal vivo - io suono tu ascolti - per renderlo maggiormente interattivo. Durante questo festival si ascolterà, si imparerà, si fotograferà, si ballerà, si mediterà e si gusterà”.

Il Ritmo delle Città 2016, infatti, è ricco di iniziative collaterali ai concerti come ad esempio la serata inaugurale Orto Botanico Ballroom (sabato 18 giugno) con i ballerini della Golden Swing Society che oltre ad esibirsi coinvolgeranno il pubblico in vere e proprie mini-lezioni di swing (Ingresso 15 euro con consumazione, il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Francesca Rava).

mercoledì 25 maggio 2016

LA NUOVA PIAZZA LEONARDO DA VINCI: FOTOGALLERY

Piazza Leonardo da Vinci torna a vedere la luce del sole dopo la riqualificazione voluta da Comune di Milano e Politecnico nell'ambito del progetto “Città Studi Campus Sostenibile”, avviato nel 2011 insieme all’Università degli Studi di Milano. L’opera, costata circa 1,8 milioni di euro (750 mila euro messi dal Politecnico e 1 milione e 50 mila euro dal Comune), prevedeva un importante intervento su pavimentazione ed aree verdi, allo scopo di ripristinare il disegno storico della piazza ed agevolare l’accessibilità di pedoni e diversamente abili.

In questa fotogallery i primi scatti della nuova piazza Leonardo da Vinci
(Fonte: milano.repubblica.it)


Photo Gallery by QuickGallery.com


La rinnovata piazza Leonardo da Vinci diventerà presto teatro di spettacoli e iniziative culturali. In programma anche una piccola rassegna di cinema all'aperto. Questo il calendario degli eventi:

martedì 10 maggio 2016

OMAR HASSAN RACCONTA COM’È NATO IL MURALES DI VIA CONTE ROSSO

Lo scorso 2 maggio il bellissimo murales dei parchetti di via Conte Rosso veniva rovinato con una grossa tag nera, la firma di un writer. Nel giro di poche ore, grazie anche all’opera informativa della social street Residenti in Lambrate, quasi tutti sapevano dell’accaduto e un moto di indignazione cresceva unanime contro questo atto di vandalismo che sporcava una delle opere d’arte più care agli abitanti del quartiere.

Fortunatamente in breve tempo veniva avvisato anche Omar Hassan, ovvero l’artista nato a Lambrate autore del murales in via Conte Rosso. La sera del 3 maggio (con una tempestività che ha dell’incredibile) il murales veniva restaurato dallo stesso Omar Hassan e da alcuni aiutanti. Grande la gioia dei residenti espressa sulla social street di Lambrate con sinceri ringraziamenti ad Omar e a tutti coloro che avevano reso possibile e rapido l’intervento di restauro.

Noi di Lambrate On Air, affezionatissimi al murales, ci uniamo ovviamente ai ringraziamenti, ma spinti dalla curiosità abbiamo voluto chiedere proprio a Omar Hassan di raccontarci la storia del murales di via Conte Rosso.

“Io sono cresciuto a Lambrate molto prima che questa zona venisse rivalutata e considerata come cool – comincia Omar – Anzi posso dire di essere cresciuto proprio in quel parchetto in via Conte Rosso e sentivo la necessità di cambiare questo posto in meglio. Così, senza alcun permesso e tantomeno sponsor, mi sono armato di 987 spray e in 20 giorni ho realizzato questo murales che ho voluto dedicare alla persona che mi ha fatto capire con la sua disgrazia cosa dovevo fare nella vita”. Parla di Marco Zuanazzi in arte KIERE di cui molti conoscono la triste storia.

Il pallino di vernice che compone il murales – prosegue Omar – rappresenta la prima lettera di un alfabeto, che racconta un’intera cultura sulla street art, ma non solo. Uscendo dell'Accademia delle belle arti di Brera, e dopo aver studiato i grandi maestri, ho voluto trovare nella mia ricerca pittorica un gesto di sintesi semplice ed efficace che racchiudesse ognuno di noi”.

Dietro la moltitudine di colori di questo parchetto – ci spiega Omar – si identifica la società di oggi: una folla che si accalca, una persona sopra l'altra fanno a gara a chi è più fluo e colorato, a chi si evidenzia prima, con questa sovrapposizione di colore uno sopra l'altro...Ma in realtà, staccandosi un attimo e guardando questa folla da fuori non può che vedersi una moltitudine meravigliosa di colori diversi che si uniscono insieme nel loro ripetersi ricreando una piacevole armonia”.

Ma veniamo ai fatti di cronaca sopra descritti, abbiamo voluto chiedere a Omar: come hai vissuto questa situazione e cosa diresti al writer che ha sporcato la tua opera?

Innanzitutto l’affetto dimostrato degli abitanti per la mia opera mi ha dato una carica pazzesca. E l’emozione è stata ancora più forte perché sono passati già cinque anni dalla realizzazione ed erano quasi due anni che non capitavo a Milano. Inoltre è stata una piccola conferma del fatto che ciò che produco entusiasma ed emoziona le persone e credo che per un artista questo sia il settimo cielo”.

“Per quanto riguarda il writer…Grazie a una rapida indagine sui social e conoscenze sono risalito subito alla crew di ragazzini che ha fatto la tag. Li ho contatti immediatamente ed ho cercato una soluzione educativa data anche la giovanissima età dei writers (14/15 anni). Ho detto loro che capisco perfettamente la voglia di esprimersi e trasgredire, è quella voglia che mi ha portato a intraprendere poi la carriera da artista. Ma ho cercato anche di far capire l'errore di non aver rispettato un lavoro dedicato a un ragazzo che per questa passione ha perso la vita e in secondo luogo l'errore di aver offeso un intero quartiere. Ho infine proposto ai ragazzi di conoscerci e parlarne, ma non si sono presentati. Uno di loro però mi ha scritto scusandosi e a me basta che capiscano che è importante dare rispetto per ottenere rispetto. Credo che l'arte sia un'esperienza di vita conoscitiva quindi qualche energia buona a questi ragazzi è arrivata”.

Proviamo ad abbassare il livello culturale della conversazione con una domanda banale: quale colore preferisci? “Amo tutti i colori ma prediligo l'arancione” risponde Omar.

E se ti chiedono che lavoro fai? “Generalmente rispondo: dipingo. Rispondere subito artista mi sembra un po' presuntuoso, preferisco che lo dicano gli altri...Ma la prima risposta nella mia mente è artista”.

Cos'è Lambrate per te? “Per me Lambrate rappresenta la mia casa, le mie radici. Ora per lavoro vivo tra Londra, Miami e New York, ma ho ancora qui il mio studio e la mia famiglia, quindi tornare è sempre un respiro”.

Se volete vedere altre opere di Omar Hassan vi consigliamo di visitare il suo sito web www.omarhassan.biz.

martedì 26 aprile 2016

100 WHISKY NIGHT, DEGUSTAZIONE ALL’HARP PUB GUINNESS

Dopo il successo della prima edizione, tenutasi il 25 febbraio scorso, torna a grande richiesta l’evento 100 Whisky Night, una degustazione dei migliori whisky dello storico Harp Pub Guinness di piazza Leonardo da Vinci 10. Quest’anno la famiglia Corbetta festeggia i primi 40 anni di gestione del pub (fondato nel 1976!) e quale migliore occasione per rispolverare bottiglie distillate negli anni '60 ed assaggiare i pezzi pregiati della collezione?

La serata di degustazione si terrà giovedì 28 aprile (a partire dalle 21.30) e a fare gli onori di casa ci saranno i ragazzi di Whisky Facile, un blog dedicato alle recensioni (in italiano!) dei migliori whisky. Abbiamo dunque chiesto a Jacopo e Giacomo di Whisky Facile una piccola anticipazione di questo evento con qualche consiglio di bevuta e di acquisto…

Innanzitutto che tipo di whisky troveremo alla 100 Whisky Night e quanto ci costa un assaggio?

L'Harp Pub Guinness – comincia Jacopo – colleziona whisky da due generazioni e quindi avremo la possibilità di assaggiare bottiglie distillate negli anni '60, ma anche prodotti dei giorni nostri. Parliamo in ogni caso di whisky molto difficili da reperire e soprattutto molto costosi, ma il prezzo deciso dai proprietari del locale è assolutamente ridicolo rispetto al valore del prodotto: si va dai 3 ai 7 euro a bicchiere. La volontà è quella di far conoscere le tante chicche nascoste nella cantina a prezzi abbordabili”.

Potete farci qualche nome?

martedì 5 aprile 2016

CON SO LUNCH LA PAUSA PRANZO È A CASA DEI VICINI

Dove passi la tua pausa pranzo? In un bar o ristorante? In mensa? In ufficio con la schiscetta? Bè presto avrai una nuova scelta: è SO Lunch, una community in rete che ti offre la possibilità di pranzare a casa di una persona vicina al tuo luogo di lavoro. Abbiamo parlato di questa iniziativa con la fondatrice di SO Lunch Luisa Galbiati, che si è presentata al quartiere in occasione dell’ultimo Sabato di Lambrate.

Innanzitutto che cos’è So Lunch e com’è nata questa idea?

“SO Lunch – comincia Luisa – è una cucina diffusa dove chi è a casa all’ora di pranzo ospita, dietro rimborso della spesa, chi lavora nelle vicinanze, permettendo così di pranzare come a casa propria in un ambiente familiare. L’idea è nata da una situazione personale: dopo esperienze manageriali e attività imprenditoriali mi sono trovata momentaneamente a casa e ciò mi ha fatto pensare a come socializzare in maniera diversa usando la tavola in modo innovativo. SO Lunch è stata la soluzione e confido che, come per me, possa rappresentare la soluzione anche per molte altre persone.

martedì 8 marzo 2016

CAMPUS CASCINA ROSA, PREVENZIONE DEI TUMORI E CORSI DI CUCINA

In occasione di questo 8 marzo – Festa della Donna vogliamo dare visibilità a una realtà molto importante, ma poco conosciuta nella zona: parliamo del campus Cascina Rosa di via Vanzetti 5, una struttura che da oltre 30 anni si occupa di ricerca nel campo dell’epidemiologia e della prevenzione dei tumori.

L’epidemiologia, per chi non lo sapesse, è una disciplina strettamente legata alla prevenzione poiché si occupa della frequenza delle malattie e della relazione tra malattie e fattori di rischio.

Diversi sono i progetti attivi presso il campus Cascina Rosa, ma da sempre un forte impegno è rivolto in particolare alla ricerca sul tumore al seno che purtroppo continua a rappresentare il nemico più pericoloso per le donne. Secondo l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), infatti, 1 donna su 8 nell'arco della vita è colpita dal tumore al seno, che è la forma tumorale più frequente e più letale nel sesso femminile. Basti pensare che nel 2014, in Italia, il tumore della mammella è stato diagnosticato a più di 48 mila donne.

Alla Cascina Rosa da svariati anni sono in corso progetti sperimentali sulla prevenzione del tumore al seno e questi progetti prendono il nome di DIANA (che oltre ad essere la dea protettrice delle donne è anche l’acronimo di Dieta e Androgeni). L’obiettivo di questi progetti è veder diminuire l’incidenza di tumori nelle donne che adottano un cambiamento dell’alimentazione e uno stile di vita sano.

Cosa mangiare dunque in un’ottica di prevenzione dei tumori? Le indicazioni di massima sono: ridurre il più possibile il consumo di carne (soprattutto carni rosse e insaccati), evitare i prodotti particolarmente raffinati (ad esempio pane bianco e dolci confezionati), adottare un’alimentazione varia ed equilibrata con prodotti di origine vegetale (frutta e verdura di stagione, legumi, cereali, pane integrale, ecc.). Per saperne di più, seguite il dottor Franco Berrino (epidiemologo presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) mentre fa la spesa…


Cambiare alimentazione però significa anche cambiare abitudini ai fornelli e per questo ogni mese viene organizzato dall’associazione Salute Donna Onlus un corso di cucina di 3 lezioni (il giovedì oppure nel weekend) per conoscere nuove ricette ed approfondire le proprietà terapeutiche degli alimenti. I corsi sono aperti a tutti e sono tenuti da cuochi certificati dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Per info e iscrizioni chiamate il numero verde 800 223295 o scrivete all’indirizzo corsicucina@salutedonnaonlus.it. A questo link trovate il calendario dei corsi 2016 www.istitutotumori.mi.it/upload_files/Corsi_Cucina_2016.pdf.

Qui sotto trovate il video reportage "Donne coraggiose" realizzato presso il campus Cascina Rosa da Bruno Grande e Nadia Carminati per il progetto TWB - Tv Web Biblioteca della Biblioteca Valvassori Peroni.



APPROFONDIMENTI:
Risultati del progetto DIANA 5
Salute Donna Onlus www.salutedonnaonlus.it
Orto Sinergico di Cascina Rosa www.youtube.com/watch?v=br_8vfwVjS8