mercoledì 1 aprile 2015

INDAGINE SUGLI OSTELLI A MILANO (E LAMBRATE)

L’EXPO 2015 è alle porte e Milano è pronta ad ospitare oltre 24 milioni di visitatori, secondo le stime. Dove alloggeranno questi visitatori? Bè in appartamenti, alberghi e…ostelli. Sembra un’affermazione banale, ma non lo è affatto perché fino a pochi anni fa di ostelli a Milano praticamente non vi era traccia, o meglio ne esisteva soltanto uno: l’ostello Piero Rotta di via Salmoiraghi (quartiere Portello) di cui parleremo più avanti…

Gli ostelli sono strutture ricettive molto diffuse nelle città europee e gli ospiti sono prevalentemente giovani turisti. L’ostello permette di pernottare a basso costo condividendo una stanza con altri ospiti ed è una soluzione gettonata  soprattutto da chi vuole fermarsi pochi giorni. Nonostante la generale penuria cittadina, Lambrate vanta un discreto numero di ostelli: Hostel Colours in via Desiderio 24, New Generation Hostel in via Ponzio 75, Hostel California in via Lambrate e Milano Hostel in via Porpora 26.

“Il nostro è un ostello di ultima generazione – ci racconta Umberto Ciribuchi, proprietario di Hostel Colours – e tutte le camere hanno bagno privato, aria condizionata e wi-fi. A disposizione degli ospiti abbiamo spazi comuni di 250 m² e un servizio reception multilingue h24. I nostri clienti sono giovani provenienti da tutte le parti del mondo e crediamo che Lambrate sia una location strategicamente perfetta per raggiungere tutta la città con metropolitana, tram e bus”.

Ma perché fino a qualche anno fa a Milano non esistevano ostelli?

La risposta è tanto semplice quanto inquietante: la gestione degli ostelli era in mano esclusivamente a  enti pubblici, associazioni o enti religiosi operanti senza scopo di lucro (vedi Legge Regionale 16 luglio 2007, art. 35). Insomma i privati erano completamente tagliati fuori da questo mercato gestito da associazioni come l’AIG (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù) che ancora oggi in molte regioni italiane detiene il monopolio.

“Fino a marzo 2012 – conferma Umberto Ciribuchi – di fatto la legge impediva l'apertura di ostelli. Si potevano aprire solo come associazione ONLUS con un minimo di 13 soci e questo ovviamente scoraggiava i potenziali imprenditori.

"Io mi occupo del settore alberghiero dal 1997 – continua Umberto – e so cosa significa gestire un albergo. Aprire un ostello è tuttora più difficile, ci sono molte più leggi da rispettare”.

Per avere una seconda opinione abbiamo scritto ai gestori di Ostello Bello, dei pionieri a Milano, e anche loro hanno confermato che la legge sugli ostelli è cambiata solo da pochi anni. La storia dell’Ostello Bello è un esempio di quanto sia difficile aprire un ostello a Milano…ma la determinazione può tutto!

Da un comunicato di Ostello Bello di maggio 2012: “La prima volta che siamo andati in Asl, planimetrie dell'immobile alla mano, ci è stato detto: Volete fare un ostello? Le leggi ci sono, dovete conoscerle. Noi non diamo pareri preventivi. Voi fate l'ostello e poi noi usciamo per il controllo. Se ci piace ok, altrimenti ve lo chiudiamo”.

Alla fine Ostello Bello ce l’ha fatta ed oggi è uno degli ostelli più famosi a Milano. I prezzi? Dai 28 euro in su, alti in confronto alla media europea. Il motivo? Bè forse a causa delle molte imposizioni previste per legge (vedi Regolamento Regionale 14 febbraio 2011, pag. 6-7 art. 7-8-9-10) e sicuramente per il tetto massimo di 6 posti letto per stanza…stiamo parlando di un ostello!

Per saperne di più consigliamo la lettura dell’articolo: La lezione di Ostello Bello: in Italia la burocrazia uccide le imprese.

Ma torniamo ora a parlare dell’ostello Piero Rotta, l’ostello di EXPO 2015 secondo l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti.

L’ostello Piero Rotta esiste da più di 45 anni e fino a qualche anno fa accoglieva il 60% del totale dei visitatori ospitati in tutte le strutture analoghe in Lombardia. E grazie tante era l’unico ostello a Milano…

Secondo il sito dell’AIG (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù) l’ostello Piero Rotta rappresenta la soluzione ideale per chi cerca un alloggio economico, confortevole, pulito e sicuro. Ma non la pensano così la maggior parte degli ospiti, che riempiono Tripadvisor di recensioni dai titoli inquietanti come “Tre notti da incubo” “Evitatelo a tutti i costi” “Terribile” “Awefull” o “Incredibile a meno di un anno dall’EXPO”. Poi ognuno è libero di farsi la sua opinione…(Leggi le recensioni)

Sempre secondo l’AIG, la posizione dell’ostello Piero Rotta è ideale per tutte le esigenze (fermata della metro QT8…) e lo staff dell’ostello è multilingue e particolarmente qualificato (rimandiamo alle recensioni su Tripadvisor). In ogni caso, se volete pernottare dovete procurarvi la tessera AIG che costa 2 euro.

In vista di EXPO 2015, però, l’ostello Piero Rotta si è rifatto il look, aumentando il numero delle stanze private e dotandosi di pannelli fotovoltaici, piastrelle ecologiche, illuminazione a led e chi più ne ha più ne metta. Insomma un bell’investimento green a spese pubbliche, poiché il Comune di Milano (proprietario dell’immobile) ci ha messo ben 850 mila euro. Evidentemente era considerato un investimento strategico per la città…

Ma smettiamola di pensare in malafede e pensiamo positivo: ora le cose sono cambiate e anche Milano e Lambrate hanno dei veri ostelli della gioventù (con buone recensioni su Tripadvisor!). Buon EXPO a tutti!!

PS: se volete aprire un ostello date un’occhiata al video qui sotto ;)



Un ringraziamento a Umberto di Hostel Colours e a Federico di Ostello Bello

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