giovedì 8 gennaio 2015

COME CAMBIERÀ PIAZZA LEONARDO DA VINCI?

Mai più macchine in piazza Leonardo da Vinci e una definitiva pedonalizzazione che permetterà di organizzare iniziative scientifiche e artistiche, installazioni e spettacoli, incontri e sport. Questo il succo della delibera con cui il Comune di Milano sancisce l’accordo fra amministrazione pubblica e Politecnico per la riqualificazione di piazza Leonardo da Vinci, un progetto partito da lontano e giunto finalmente a una soluzione condivisa.

“Abbiamo approvato il programma di interventi che faremo insieme al Politecnico per la nuova riqualificazione della piazza Leonardo da Vinci – ha dichiarato il vicesindaco, Lucia De Cesaris – La piazza diventerà un luogo di sperimentazione di forme di cooperazione tra università e città”.

I lavori possono cominciare da subito e la speranza è di riuscire a terminare il cantiere durante i mesi di Expo, ha spiegato Alessandro Balducci, prorettore del Politecnico. Per la riqualificazione di piazza Leonardo da Vinci, infatti, sono già stati messi a bilancio 400 mila euro dal Comune di Milano e ben 700 mila euro dall’università che si adopererà per trovare sponsor in grado di coprire l’investimento. In particolare, i soldi pubblici verranno impiegati per il verde, mentre il Politecnico si occuperà soprattutto della pavimentazione.

Ma come cambierà effettivamente piazza Leonardo da Vinci? Dopo la chiusura al traffico avvenuta circa un anno e mezzo fa, l’obiettivo è quello di trasformare l’area antistante il Politecnico in un vero e proprio campus universitario, un luogo di divulgazione scientifica e non solo. La volontà, infatti, è quella di far vivere la piazza con iniziative artistiche e culturali e, chissà, magari anche un cinema all’aperto durante l’estate.

Perché ciò si realizzi, tuttavia, servono interventi strutturali: per questo motivo gli spazi verdi saranno ridisegnati e allargati, mentre la pavimentazione attualmente in cemento armato verrà sostituita da una più elegante pietra. Il progetto finale è ancora in fase di definizione e la speranza è quella di vedere i lavori finiti in breve tempo senza troppi disagi per i residenti.

Capitolo Piscina Ponzio

Prosegue il dialogo fra Comune di Milano e Politecnico anche in merito alla Piscina Ponzio. Dopo anni di tira e molla sembra sia stato raggiunto un accordo e il Politecnico avrebbe ottenuto il via libera per realizzare una serie di interventi sul centro balneare Guido Romano. L’obiettivo primario è quello di costruire una residenza studentesca con circa 80 alloggi innalzando la struttura degli attuali spogliatoi. Il Comune di Milano ha però posto come condizione la ristrutturazione e riqualificazione dell’intera piscina, degli stessi spogliatoi e dell’area verde, ribadendo la volontà di mantenere la struttura sotto gestione pubblica.

Il costo dell’intera operazione è stimato in 15.800.000 euro, ma il Comune di Milano non dovrà mettere un centesimo. Sarà infatti il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha coprire gran parte delle spese con un investimento di 8 milioni di euro. I restanti 7.800.000 euro saranno invece messi a disposizione dal Politecnico (700 mila euro con il contributo di partner istituzionali come la Regione Lombardia) e soprattutto da partner privati (ancora da individuare).

Si segnala infine l’ipotesi di spostamento del comando di Polizia Municipale attualmente all’interno della palazzina di via Ponzio 35. L’idea nasce dall’esigenza di valorizzare un edificio dall’importante valore storico e architettonico. Questo progetto però dovrebbe essere finanziato dal Comune di Milano.

2 commenti:

  1. Ma perché non cominciate a pensare di fare a meno del Politecnico?
    Quando si parla di riqualificazione mi viene la pelle d'oca.
    Riqualificare per quelli del Poli significa fare un campus all'interno della città. Significa privatizzare vie pubbliche, vedi via Pascal, impedendo la libera circolazione delle persone.
    Significa fare "oasi" che altro non sono che erezione di steccati.
    Continuano a "privatizzare" spazi pubblici. Fanno progetti con il Comune e poi non ci mettono mai un becco di un quattrino.
    Voi stessi scrivete che il Comune a messo a bilancio 400mila euro e il Politecnico si è impegnato a trovarne 700mila che non ha. Ovvero il Comune spende soldi pubblici, su suolo pubblico per fare quello che vuole il Politecnico che non ha i soldi ma si impegna a prendere soldi dalla Regione, dal Ministero per fare cosa? Aumentare le tasse agli studenti ed espropriare i cittadini delle loro vie e delle loro piazze.
    Sono anni che rompono con un pensionato attaccato all'università, sulla piscina Ponzio. Ma chi poi ci andrà nel "pensionato" gli studenti o illustri accademici?
    Quanti pensionati ha costruito il Politecnico nei suoi 151 anni di vita? Ve lo dico io 1 e vuole fare un campus universitario!!!
    Finite con il commento che in tutto ci vorranno un tot di milioni. Gli accademici hanno un solo modo per trovarli vendersi vendendo la ricerca, gli studenti e i ricercatori che la fanno a qualche multinazionale.

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    1. Innanzitutto, come sempre, grazie per il commento!

      Sul Politecnico credo vada fatto un discorso più ampio e probabilmente anche per quanto riguarda i progetti del Politecnico ci vorrebbe più trasparenza su dove finiscono i soldi pubblici.

      Detto questo, nella fattispecie, credo che questo progetto di riqualificazione di piazza Leonardo da Vinci sia una cosa positiva per il quartiere e non credo che la piazza diventerà "proprietà privata", anzi la riqualificazione potrebbe incentivare tante iniziative aperte al pubblico (qualcosa abbiamo già visto in questi anni).

      Per quanto riguarda la piscina Ponzio, invece, la questione è un po' più complessa e ciò è testimoniato anche dalla lunga trattativa fra Politecnico e amministrazione pubblica. Ora (secondo anche quanto riportato da alcuni consiglieri di zona) sembra si sia trovato un buon accordo che tutela l'accesso pubblico alla struttura. La piscina Ponzio comunque andava ristrutturata e grazie a questo accordo ciò verrà fatto a costo zero per il Comune. Può piacere o no, ma credo che bisognerà sempre più "accontentarsi" del contributo privato per i lavori pubblici, ovviamente mantenendo il controllo e la gestione pubblica (cosa che avverrà per la piscina Ponzio secondo quanto riportato).

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