mercoledì 10 dicembre 2014

TIM #WCAP, UN ACCELERATORE DI START UP A LAMBRATE

TIM #WCAP è il programma con cui Telecom Italia supporta la crescita del mercato italiano favorendo la nascita e lo sviluppo di start up in ambito digitale. Il progetto TIM #WCAP è partito nel 2009 e da allora sono state aperte quattro sedi fisiche nelle città di Milano, Roma, Bologna e Catania. In particolare, la sede di Milano ha visto la luce nel maggio 2013 proprio a Lambrate in via Rombon 52. Curiosi di capire cosa accade in questo luogo abbiamo incontrato i responsabili, i mentor e gli startupper dell’acceleratore TIM #WCAP di Milano.

“L’acceleratore TIM #WCAP contribuisce concretamente alla crescita di una start up – ci ha detto Lisa Di Sevo, associate dPixel a capo del programma di accelerazione – Per farti capire qui si entra con un’idea e si esce con un progetto d’impresa. Solo quest’anno TIM #WCAP ha sostenuto più di 40 start up dando 25 mila euro a team di ragazzi con 3 mesi di tempo per testare il loro business”.

Ma come si fa ad entrare in TIM #WCAP? “Ogni anno Telecom Italia lancia una  Call for ideas – ci ha spiegato Anna Testa, head of TIM #WCAP Milan – si tratta in sostanza di una campagna di scouting sul territorio dove si raccolgono idee e si incontrano gli startupper. I team selezionati ottengono un Grant d’impresa da 25 mila euro ed entrano nel programma di accelerazione curato da dPixel, i top player nel settore”.

“Oltre a ciò – aggiunge Federico SolinasCommunication and Event Manager – i ragazzi possono usufruire di un ufficio di coworking gratuito offerto da Telecom Italia ed entrano a far parte di un network importante per fare impresa. I nostri eventi, ad esempio, vantano partner prestigiosi come Adecco, Facebook, Twitter, Linkedin, Groupon, Air Bnb, Blablacar e molti altri”.

Insomma TIM #WCAP rappresenta una rampa di lancio per le start up italiane, ma può anche essere un’importante risorsa per il quartiere. “Qui si fanno moltissime attività in ambito digitale – sottolinea Anna Testa – e si organizzano dei corsi di formazione aperti a tutti. Il sabato mattina, poi, c’è CoderDojo, un’attività dedicata ai bambini che apprendono i meccanismi della programmazione attraverso il gioco”.

Il valore di TIM #WCAP, però, è rappresentato dai team di ragazzi con le loro idee. Fra i tanti progetti abbiamo conosciuto più da vicino Horus e il suo giovanissimo team composto da Saverio Murgia, Luca Nardelli e Benedetta Magri. “Horus – ci hanno raccontato – è un dispositivo pensato per le persone non vedenti e ipovedenti. In concreto, si tratta di una piccola scatoletta applicata alla montatura degli occhiali che fa un’analisi della realtà circostante e dà informazioni all’utente tramite parola attraverso la conduzione ossea. In pratica, Horus trasforma le immagini in parole, rende ascoltabile l'invisibile”.

Horus permetterà un miglioramento drastico nella vita quotidiana del non vedente aiutandolo per esempio ad attraversare la strada in sicurezza, leggere la posta e la data di scadenza dei prodotti alimentari. A sviluppo terminato questo dispositivo sarà infatti in grado di riconoscere testi, oggetti, strisce pedonali e anche i volti delle persone. Per realizzare dei prototipi, però, servono un po’ di soldi e per questo il team di Horus ha lanciato una campagna di crowdfunding per raccogliere i 20 mila euro necessari.

“Con questi soldi – ci ha spiegato Benedetta MagriStrategy and Business Developer – potremo realizzare dei modelli da affidare alle persone non vedenti che potranno testarli durante la giornata e raccontarci le loro impressioni. Il crowdfunding può essere un modo atipico per fare una donazione sotto Natale ottenendo reward a tema come ad esempio un paio di occhiali stampati in 3D oppure la partecipazione a un concerto al buio”.

In questo caso più delle parole fanno le immagini.


“Sono tanti i progetti di innovazione sociale a TIM #WCAP – aggiunge Anna Testa – ed è possibile fare donazioni a moltissime start up tramite la nostra piattaforma di crowdfunding, che tra l’altro è stata creata da un team di ragazzi cresciuti qui dentro. Il programma di accelerazione però non si ferma qui e nei prossimi tre anni il fondo Tim Ventures è pronto a investire 4,5 milioni di euro”.

“Sono moltissime le start up di successo in Italia – conclude Lisa Di Sevo – soltanto che nessuno ne parla. Se si ha una buona idea non è impossibile fare impresa in Italia, ma bisogna avere più fiducia”.

LINK UTILI:
www.wcap.tim.it
crowdfunding.wcap.tim.it/projects/270/horus

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