domenica 8 giugno 2014

MADE IN LAMBRATE, IL QUARTIERE CHE VIVE, PROGETTA E PRODUCE 365 GIORNI L’ANNO

Molti milanesi pensano che Lambrate sia un quartiere animato solo nei giorni del Fuorisalone, ma chi ci abita sa bene che non è così. Lambrate è un quartiere in grande evoluzione urbanistica e sociale, Lambrate è un quartiere che vive, progetta e produce 365 giorni l’anno.

Questo è un po’ il motto di Made in Lambrate, il progetto di valorizzazione del quartiere nato proprio nei giorni del Fuorisalone. Made in Lambrate è anche un’associazione, creatasi poche settimane fa, che riunisce una trentina di realtà della zona allo scopo di unire le forze e collaborare per migliorare il quartiere creando un network di persone, associazioni, aziende e chiunque abbia a cuore il mondo di Lambrate.

Spiegare che cos’è Made in Lambrate non è facile, perché non è mai facile spiegare un’idea e un progetto in divenire. Per questo abbiamo pensato di chiederlo direttamente al team dell'Associazione Made in Lambrate.

Innanzitutto perché “Made in Lambrate”: Lambrate deve diventare un brand?

Made in Lambrate non è un brand, ma un’idea strutturata volta a significare un’identità precisa e fondata sul tema del fare, nel senso di produrre, creare, lavorare. Tema che sia in passato sia oggi denota un valore importante del quartiere, quello appunto di accogliere attività diverse di produzione, prima industriale, oggi creativa, mentale e sociale in forte legame con il territorio e appunto con la volontà di generare sempre più connessioni e scambi locali, tesi verso l’esterno e certamente “Made in Lambrate”.

Quali sono gli obiettivi del progetto e cosa significa per voi valorizzazione del territorio?

Un primo obiettivo, in parte già raggiunto, è certamente quello di mettere in contatto chi vive, lavora o transita a Lambrate e di sensibilizzarci tutti riguardo al potenziale ancora in parte inespresso e alle criticità di questa periferia per noi tanto speciale. Un obiettivo concreto è quello di rendere Lambrate più bella, di proseguire sulla strada delle contaminazioni e installazioni artistiche che già popolano il quartiere e di cui si può potenziare, rinnovare e arricchire la fruizione anche con nuovi inserimenti.

Valorizzazione del territorio significa attivare energie e progetti in grado di fare di Lambrate un luogo in cui si possa vivere bene, godere di servizi, essere accolti, conoscere la storia e il presente di chi vive il quartiere, aprirsi al mondo, proporre iniziative di qualità e differenziati per rivolgersi ai residenti e anche a chi non conosce ancora Lambrate o vorrebbe viverla più assiduamente.

Lambrate ha vissuto grandi mutamenti negli ultimi anni ed è passata dalle grandi aziende come la Innocenti al Fuorisalone. La chiusura di una fabbrica e l'apertura di studi professionali e piccole imprese sono la conseguenza di un processo naturale o di fatto grandi le produzioni del territorio sono state abbandonate?

La dismissione dell’industria pesante è ormai da tempo un dato di fatto per le grandi città europee. La riconversione degli spazi industriali in spazi creativi e luoghi per le piccole imprese è un processo in parte naturale, ma che in parte può essere guidato. Il Fuorisalone di Ventura Lambrate rappresenta un buon esempio di questo processo grazie al suo approccio sperimentale, coordinato e attento alla cultura contemporanea di avanguardia.

Al di là del Fuorisalone, la presenza di studi e imprese creative, di grafica, comunicazione, architettura, design di servizi, dei co-working, delle gallerie di arte contemporanea e delle imprese sociali esprime la capacità di Lambrate di trasformarsi e accogliere, capacità che crediamo debba essere ulteriormente sostenuta e sviluppata comunicando all’esterno e all’interno del territorio e proponendo iniziative coerenti, in grado di accendere i riflettori su questo quartiere, nel rispetto della sua identità e storia.

Nell'articolo sul Fuorisalone ho scritto che il design per i "non addetti ai lavori" appare spesso come qualcosa di molto lontano come qualcosa di aristocratico. Secondo voi è così o invece il design è molto più vicino di quanto si pensi?

Il Fuorisalone, pur presentando progetti non comuni e a volte concettuali, è un evento tutt’altro che aristocratico, anzi la sua cifra distintiva è proprio il fatto di nascere dal basso e aprirsi democraticamente a tutti. In particolare il Fuorisalone si rivolge a un pubblico di professionisti che vogliono scoprire le novità del design, ma è anche un’occasione per i “non addetti ai lavori” di conoscere un mondo nuovo, soddisfare la propria curiosità, incontrare idee e culture differenti. Si tratta di un mix unico e spontaneo; certo alcuni progetti possono sembrare difficili, concettuali o addirittura strampalati, lontani dall’idea comune di design, ma il lato divertente è anche questo!

Gli abitanti del quartiere possono dare un contributo al progetto o collaborare con Made in Lambrate?

Certamente, l’associazione Made in Lambrate è appena nata, ci stiamo strutturando e stiamo individuando i progetti da realizzare. Come detto, il primo obiettivo è creare una rete di contatti e quindi tutti gli abitanti interessati possono scriverci alla mail hello@madeinlambrate, seguirci sulla pagina facebook Made in Lambrate, su Twitter @madeinlambrate tramite il sito www.madeinlambrate.com.

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