mercoledì 18 giugno 2014

UNA SOCIAL STREET ANCHE A LAMBRATE, RUBATTINO E DINTORNI

Vuoi conoscere i tuoi vicini di casa? Crea una social street. L’esperimento “social”, partito in un piccolo quartiere di Bologna, si è ormai diffuso a macchia d’olio in tutta Italia e adesso è arrivato anche a Lambrate. Ma che cos’è una social street?

Una social street, in sostanza, è un semplice gruppo su Facebook che ha lo scopo di far incontrare (virtualmente e fisicamente) gli abitanti di un quartiere, di una determinata via, o anche di un singolo condominio. Ovviamente più grande sarà la rete di contatti creata, più vivace e attiva sarà la social street e la vita dei suoi abitanti.

Come detto, questo esperimento è iniziato a Bologna con la social street di via Fondazza. Da lì però la “febbre social” ha contagiato moltissime città e moltissimi quartieri in Italia e non solo. Oggi nel nostro Paese si contano centinaia di social street e anche gli abitanti di Lambrate si sono attivati creando diversi gruppi su Facebook.

Nel nostro quartiere, infatti, ci sono gruppi Facebook per i residenti di piazza Piola, via Ponzio, via Ingegnoli, via Valvassori Peroni, piazza Udine e adesso anche per via Rubattino e dintorni. Domenica 22 giugno tra piazza Vigili del Fuoco e via Cutuli si terrà una cena di presentazione in cui i “socialstreeters” di via Rubattino si potranno conoscere condividendo un piatto di pasta, una torta o una bottiglia di vino.

Una social street, però, è molto di più che una cena per conoscersi (che comunque rimane il modo più divertente e facile di incontrarsi). Una social street serve anche a creare un legame pratico fra vicini di casa per aiutarsi nelle faccende domestiche, organizzare gruppi di acquisto e ad esempio scambiarsi i contatti di una baby sitter o di un buon idraulico o imbianchino.

Le social street funzionano e a dimostrarlo ci sono buoni esempi come quello di via Maiocchi a Milano, uno dei primi esperimenti della città. Grazie all’iniziativa di alcuni residenti come Lucia Maroni, di professione organizzatrice di eventi teatrali, è stato possibile creare una social street molto attiva fortemente legata anche alle attività commerciali come bar o negozi di abbigliamento.

Insomma, in una società dove sembra sempre più raro avere un reale contatto umano con gli altri, le social street rappresentano il modo migliore per far sì che il vicino non sia più uno sconosciuto. Quindi, informati se nel tuo quartiere o nella tua via esiste una social street e se non c’è creala!

venerdì 13 giugno 2014

LA BALERA DELL’ORTICA, RIAPRE LA STAGIONE ESTIVA BALLERINA

Se cercate un luogo dove mangiare, bere, ma soprattutto ballare come si faceva una volta, allora dovete assolutamente passare una serata alla Balera dell’Ortica. La Balera dell’Ortica nasce (o meglio rinasce) in quella che fu la storica dimora del Dopolavoro Ferroviario, l’associazione culturale e ricreativa dedicata ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Dopo circa 15 anni di silenzio questo luogo riprende vita nell’estate del 2012, grazie all’impegno della famiglia Di Furia e dell’associazione DLF Milano.

La Balera dell’Ortica di via Amadeo 78 era uno dei locali culto della Milano degli anni ‘80: qui si veniva per mangiare, bere, giocare a bocce, ascoltare la musica del Juke Box e ovviamente per ballare al ritmo degli anni ‘30. Liscio, Swing, Boogie Woogie, questi i generi praticati, dimenticatevi musica house, dance o elettronica. Gino Reggiani, memoria storica del DLF e “custode” della sede all'Ortica, racconta che la Balera veniva presa d'assalto ogni giorno, compreso il martedì che in teoria era il giorno di chiusura.

Nei primi anni ’90, tuttavia, la Balera chiudeva i battenti e bar e bocciofila rimanevano praticamente abbandonati. Il silenzio è durato fino a un paio d’anni fa quando, come detto, la famiglia Di Furia si è attivata per ristrutturare e riaprire la Balera dell’Ortica. Grazie all’impegno del nuovo proprietario Antonio Di Furia e grazie al contributo del Dopolavoro Ferroviario, oggi la Balera ritrova i grandi fasti dell’epoca e attira anche le nuove generazioni.

Adesso è anche ripartita la “stagione estiva ballerina”. La Balera dell’Ortica è dunque aperta tutta l’estate con serate a tema e musica dal vivo: il martedì e la domenica si balla Boogie Woogie, il venerdì e il sabato è dedicato al Liscio, mentre tutti i giovedì di luglio e agosto si potrà sperimentare lo Swing. Accedendo a questo LINK si può vedere il programma delle serate.

La novità della gestione Di Furia, però, è la cucina a prezzi popolari con la cuoca Rita che prepara piatti tipici delle sue regioni, Abruzzo ed Emilia Romagna: da provare, quindi, arrosticini e gnocco fritto! Una cena completa con menù a scelta e vino a volontà costa solo 15 o 17 euro (è gradita la prenotazione).

domenica 8 giugno 2014

MADE IN LAMBRATE, IL QUARTIERE CHE VIVE, PROGETTA E PRODUCE 365 GIORNI L’ANNO

Molti milanesi pensano che Lambrate sia un quartiere animato solo nei giorni del Fuorisalone, ma chi ci abita sa bene che non è così. Lambrate è un quartiere in grande evoluzione urbanistica e sociale, Lambrate è un quartiere che vive, progetta e produce 365 giorni l’anno.

Questo è un po’ il motto di Made in Lambrate, il progetto di valorizzazione del quartiere nato proprio nei giorni del Fuorisalone. Made in Lambrate è anche un’associazione, creatasi poche settimane fa, che riunisce una trentina di realtà della zona allo scopo di unire le forze e collaborare per migliorare il quartiere creando un network di persone, associazioni, aziende e chiunque abbia a cuore il mondo di Lambrate.

Spiegare che cos’è Made in Lambrate non è facile, perché non è mai facile spiegare un’idea e un progetto in divenire. Per questo abbiamo pensato di chiederlo direttamente al team dell'Associazione Made in Lambrate.

Innanzitutto perché “Made in Lambrate”: Lambrate deve diventare un brand?

Made in Lambrate non è un brand, ma un’idea strutturata volta a significare un’identità precisa e fondata sul tema del fare, nel senso di produrre, creare, lavorare. Tema che sia in passato sia oggi denota un valore importante del quartiere, quello appunto di accogliere attività diverse di produzione, prima industriale, oggi creativa, mentale e sociale in forte legame con il territorio e appunto con la volontà di generare sempre più connessioni e scambi locali, tesi verso l’esterno e certamente “Made in Lambrate”.

lunedì 2 giugno 2014

BIKEMI ARRIVA A LAMBRATE E CITTÀ STUDI

Stazione BikeMi via Bassini-Grossich (122)
Quattro nuove stazioni di BikeMi a Lambrate e Città Studi. Il servizio di bike sharing del Comune di Milano si diffonde dal centro alle periferie e tocca finalmente anche il nostro quartiere. Le nuove stazioni sono tutte già attive e si trovano all’incrocio via Bassini-Grossich (stazione numero 122), viale Lombardia-Vallazze (145), piazza Gorini-Strambio (159), piazza Aspromonte-Pecchio (210).

Con questi nuovi arrivi, BikeMi raggiunge le 197 stazioni attive in città per un totale di 3.587 biciclette in condivisione. L’abbonamento annuale costa 36 euro, ma venerdì 6 giugno si potrà usufruire del pezzo scontato di 25 euro in occasione del Green Office Day, ovvero la giornata dedicata alla mobilità sostenibile.

Stazione BikeMi piazza Leonardo-Politecnico (215)
“Prosegue la strategia di portare BikeMi fuori dal centro – spiega l'assessore alla Mobilità e ai Trasporti, Pierfrancesco Maran – e così dopo aver raggiunto Brenta ora arriviamo a Lambrate e a Città Studi. Una scelta premiata anche dai numeri perché sono sempre di più le persone che lo utilizzano: il record è di 12.400 prelievi in un giorno e quest'anno gli utilizzi by night sono aumentati di quasi il 60%”.

Aumentano quindi le biciclette di BikeMi a Lambrate e Città Studi che già contava tre stazioni in piazza Leonardo-Politecnico (215), viale Romagna-Pascoli (216) e piazza Bernini (211). Per trovare le bike sharing più vicine a casa tua basta andare sul sito BikeMi-Mappa Stazioni e zoomare sulla tua zona di residenza.