lunedì 10 marzo 2014

MENO SLOT MACHINE E PIÙ LUDOTECHE

“Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un gioco d'azzardo o lo agevola è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a 206 euro”. Così recita il Codice Penale all’articolo 718. Ma l’Italia è un paese straordinario, lo sappiamo, e troviamo sempre il modo di fare come ci pare, ad esempio, di spianare la strada al perverso mercato delle slot machine che nel nostro Paese miete vittime fra i poveri disgraziati e alimenta le lobby mafiose.

La domanda è: perché in Italia i bar sono pieni di slot machine, ma non si può fare una partita a carte? La risposta se la dia ogni lettore, ma è bene sapere che il gioco d’azzardo di fatto è ancora illegale. Purtroppo però la grande opera legislativa dei nostri ministri e parlamentari è riuscita nell’arduo compito di bypassare il Codice Penale “liberalizzando” il mercato di slot machine e video poker. Il motivo? Ovviamente la strenua lotta all’evasione fiscale, un impegno nobilissimo, ma che ha provocato qualche piccolo effetto collaterale.

Quando non si tratta di marijuana o di prostituzione, infatti, i nostri governanti si dimostrano dotati di buon senso e lucidità: il proibizionismo ha fallito, meglio liberalizzare. Chiedetelo all’ex ministro Pierluigi Bersani, principale fautore del “pacchetto liberalizzazioni” che ha fatto tanto bene all’economia e anche alle lobby del gioco d’azzardo (per non parlare delle associazioni mafiose). Liberalizzare è giusto quando il proibizionismo fallisce, ma allora perché SÌ alle slot e NO a “case chiuse” e marijuana di Stato?

Forse non siamo ancora pronti, “il Paese non è ancora maturo per questo”…o forse ci sono interessi dietro che non si vogliono toccare. Tornando al tema iniziale, comunque, i nostri bar si riempiono di slot machine e spariscono mazzi di carte, tavoli da biliardo, calcetti balilla, freccette e pure giochi in scatola (temibili strumenti di degrado sociale). Per averli bisogna pagare! E, ovviamente, conviene pagare per un investimento redditizio (come le macchinette da gioco) piuttosto che per inutili gingilli ludici.

Esemplare è il caso di Stefano Ceolin, proprietario di un ristorante di Mestre, recentemente multato con una sanzione da 1.400 euro per aver messo un calcetto balilla nel proprio locale, ad uso gratuito ma senza l’autorizzazione della Questura. A fare notizia (probabilmente l’avrete letta sui giornali) non è poi tanto l’ingente somma da pagare, quanto il fatto che l’uomo era stato indicato per ricevere un premio dall'associazione “Slot Mob” per il suo impegno come gestore anti slot machine.


Qualcuno ha anche parlato di una piccola ritorsione nei suoi confronti poiché, dalle dichiarazioni rilasciate, il proprietario si era precedentemente accertato presso gli uffici comunali del Commercio se fosse necessaria una autorizzazione per avere nel locale un calcio balilla ad uso gratuito, quindi senza gettoniera. Stefano Ceolin pensava dunque di poter star tranquillo, ma si sbagliava di grosso. E a Milano cosa dice la normativa? Abbiamo chiesto anche noi agli uffici del Commercio e alla Questura.

Ci è stato assicurato che giocare a carte o a biliardino (ma anche a biliardo o coi semplici giochi in scatola) è assolutamente legale e consentito (in Lombardia vige una normativa diversa rispetto al Veneto). Inoltre non occorre nessuna autorizzazione e nessun esercente può essere punito o multato a meno che non venga dimostrato un traffico di scommesse o denaro legato al gioco. Tuttavia rimangono banditi giochi quali Poker, Sette e mezzo, Ventuno (o Black Jack), Ramino e anche il Mercante in Fiera!

Baristi e birrai di Lambrate, proprietari di pub e ristoranti, cinesi e italiani, dite NO alle slot machine e SÌ alle carte! Ricordatevi però di esporre la “Tabella dei giochi proibiti” reperibile a questo link
http://fareimpresa.comune.milano.it/joomla/index.php?option=com_docman&task=cat_view&gid=162&Itemid=8

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