giovedì 30 gennaio 2014

ADDIO ALER, PRESTO UNA NUOVA SOCIETÀ PER LE CASE POPOLARI

Addio Aler e a non rivederci! Saranno in molti a gioire, dopo l’annuncio del sindaco di Milano Pisapia e del governatore della Lombardia Maroni, riguardo al cambio di gestione delle case popolari nella città meneghina. Mai più l’Aler, ma una nuova compagnia che si prenderà in carico circa 68 mila alloggi popolari sparsi per i quartieri.

La decisione di interrompere il rapporto con l’azienda di edilizia residenziale (i cui uffici fra l’altro stanno in viale Romagna) è giunta al termine di un incontro fra Pisapia e Maroni che hanno dichiarato la loro volontà di voltare pagina dopo la scellerata gestione Aler. “Vogliamo guardare avanti – ha detto Pisapia – entro due mesi al massimo nascerà una nuova società congiunta di gestione delle case popolari, per dare un segnale forte di attenzione e per arrivare in tempi relativamente brevi a dare case dignitose”.

Già, case dignitose, perché fra degrado, disservizi e canoni d’affitto spropositati, gli “inquilini popolari” la dignità l’avevano persa da un pezzo. La colpa? Una gestione scriteriata segnata da scandali, corruzione, appalti pilotati e sprechi di denaro che hanno generato un buco enorme nel bilancio, giustificato maldestramente colpevolizzando morosi e occupazioni abusive.

Maroni e Pisapia, quindi, sembrano lavorare in sintonia verso questa soluzione che porterà anche nuovi fondi per interventi di manutenzione ordinaria del patrimonio edilizio. Una revisione sistematica, poi, andrà fatta anche sui canoni d’affitto “per risolvere la situazione di morosità, adeguando le tariffe alla situazione economica attuale che non è più quella di sei anni fa” ha aggiunto Maroni.

L’Aler, la cui sede fra l’altro è in zona Lambrate, ha nel nostro quartiere il possesso e la gestione di decine di immobili e abitazioni, con una forte densità dalle parti di piazza Ferravilla, dove ormai da quasi due anni si sono insediati i ragazzi del collettivo Lambretta, restituendo alla collettività alcune bellissime villette popolari.

La notizia dell’interruzione dei rapporti fra Comune di Milano e Aler, anticipata dalle dichiarazioni di Pisapia e Maroni, comunque non è ancora stata convertita in fatti e per avere l’ufficialità della nascita di una nuova compagnia bisognerà aspettare ancora un po’, almeno fino a marzo. L’importante, secondo noi, è che a cambiare non sia solo il nome della società, ma anche i metodi di gestione dell’edilizia popolare, da anni vittima della cattiva politica e del diffuso menefreghismo.

lunedì 27 gennaio 2014

CHE COS'È IL COWORKING? LO ABBIAMO CHIESTO AI RESPONSABILI DI WORK ON

Il coworking si sta diffondendo a macchia d’olio e gli “uffici in condivisione” hanno trovato terreno fertile a Lambrate dove numerosi sono gli spazi aperti ai lavoratori e alle piccole imprese. Ma che cos’è più precisamente il coworking? Il coworking è uno spazio di condivisione, un luogo dove lavoratori autonomi e free lance si ritrovano per dare vita ai propri progetti e anche per risparmiare sui costi di affitto dei locali.

Il coworking, però, è molto di più: è uno stile di vita, una cultura e un modo di pensare il lavoro. Bè, visto che nello specifico non lo sappiamo spiegare nemmeno noi cosa sia il coworking, abbiamo deciso di chiederlo ai responsabili di Work On, uno spazio di coworking aperto in via Lambrate 11 (zona Casoretto).

In breve, cos'è per voi il coworking? E cos'è Work On?

Per noi il coworking e Work On si possono spiegare in tre parole: condivisione, flessibilità e risparmio.

Com'è partito il progetto di Work On?

Work On nasce dall'idea di alcuni amici e colleghi in cerca di uno spazio dove poter svolgere la propria attività. Da qui si sono appassionati al progetto del coworking e all'idea di trovare uno spazio da poter condividere anche con altri giovani professionisti come loro. Dopo qualche mese dedicato ai lavori di ristrutturazione dello spazio in locazione Work On apre nel settembre 2012.

Chi lavora a Work On?

Molti lavoratori autonomi (il coworking risponde perfettamente ai bisogni dei free lance), ma anche dipendenti di piccole e medie imprese.  Attualmente ospitiamo circa una dozzina di coworkers fissi con professionalità che spaziano fra la creatività, la grafica, il design per il web, l'architettura, ma anche la consulenza legale, economica o di servizi, e startup. Oltre a questi lavoratori che occupano una postazione fissa, ci sono anche altri clienti che utilizzano le sale meeting saltuariamente in base alle loro necessità.

È vero che col coworking si ha diritto a un incentivo comunale di 1500 euro?

Assolutamente sì! L'incentivo economico di 1500 euro è un'opportunità molto importante che il Comune di Milano unitamente alla Camera di Commercio ha dato; molti dei nostri coworkers hanno inoltrato la richiesta e stanno già usufruendo dell'incentivo.

Si parla molto di spazio lavorativo: quanto è importante lavorare in uno spazio "fatto su misura" e anche bello esteticamente? (qui alcune foto dell'ufficio)

Le caratteristiche dello spazio di lavoro sono molto importanti per il coworking. Già in fase di progetto abbiamo cercato di vedere Work On come uno spazio che potesse accogliere al meglio i coworkers. Uno dei nostri punti di forza per quanto riguarda l'estetica dello spazio è la luminosità, che rende l'ambiente piacevole e stimolante, condizioni che incidono molto e in maniera positiva nel vivere un posto di lavoro.

Il nucleo del concetto di coworking è la condivisione: oltre allo spazio fisico che cosa si condivide con gli altri coworker? Che tipo di rapporti/contatti ci sono fra loro?

Al di là dello spazio fisico i nostri coworkers condividono anche obiettivi, spesso sono nate collaborazioni, partnership o anche rapporti personali. Ad esempio si organizzano aperitivi o cene di Natale e in pausa pranzo si può partecipare al torneo di playstation!

Siete soddisfatti degli obiettivi raggiunti finora e quali progetti avete per il futuro?

Sicuramente in un anno e mezzo di attività gli obiettivi raggiunti sono stati soddisfacenti, in particolare quello di essere stati riconosciuti come spazio di coworking accreditato dal Comune di Milano e aver trovato rapporti con una rete di coworking in città molto efficace. L'idea per il futuro è quella di ampliare il concetto di coworking, che non sia solo inteso come "luogo di lavoro", ma anche come spazio dove condividere progetti e idee; oltre ai corsi di formazione più canonici vorremmo dare spazio anche ad eventi che mirino a trasmettere lo spirito e i valori di Work On.

Ma veniamo al concreto: quali servizi offrite ai coworkers?

Work On offre in primo luogo un pacchetto di servizi che comprende l'utilizzo di una o più postazioni di lavoro, di due sale riunioni, degli spazi comuni e delle dotazioni condivise a disposizione (rete WiFi, stampante condivisa). Inoltre offriamo una serie di servizi aggiuntivi pensati per corrispondere ad alcune esigenze dei nostri coworkers, come ad esempio la mailbox per ricevere la posta, uno spazio di storage, un servizio di backup e altro ancora.

domenica 19 gennaio 2014

RIGENERIAMO LAMBRATE, IN VIA FOLLI NASCE UN LABORATORIO DI RICICLO E CREATIVITÀ

Lambrate è sempre più la capitale del design e del riciclo. Da anni ormai il nostro quartiere è uno dei principali poli attrattivi per artisti, creativi e artigiani di tutto il mondo, grazie soprattutto al “fuorisalone” della Milano Design Week. Ora, o meglio da febbraio, Lambrate ospiterà un altro luogo di creazione artistica con la nascita del progetto RigeneriAMO promosso dall’Istituto Oikos, un'organizzazione non-profit impegnata nella diffusione di modelli di vita sostenibili.

Ma chi l’ha detto che per fare “design” bisogna essere per forza artisti affermati (possibilmente anche scandinavi)? Nessuno e il progetto RigenariAMO vuole proprio dare la possibilità, grazie all’aiuto di professionisti del settore, di creare oggetti di design a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e abbia interesse verso le tematiche del riciclo e riuso.

Il riciclo è infatti al centro del progetto RigeneriAMO che ha come finalità il recupero e riutilizzo di quegli oggetti solitamente destinati a diventare rifiuti.

“Ogni anno in Europa – si legge nel progetto – si producono 3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi, 6 tonnellate pro-capite. Nonostante i passi avanti fatti grazie alla raccolta differenziata, la gestione dei rifiuti continua a rappresentare un problema grave, sia dal punto di vista ambientale sia economico”.

In cosa consiste concretamente il progetto RigeneriAMO?

Uno scorcio dello spazio di via Folli
“Il progetto RigeneriAMO mira a coinvolgere gli abitanti di Milano in una serie di attività volte a diffondere la conoscenza e favorire l’adozione di strategie per allungare il ciclo di vita di alcuni prodotti”.

Verranno in pratica organizzati incontri, laboratori e workshop sul tema del riciclo e verrà concesso uno spazio con varie attrezzature e materiali a tutti coloro che vogliono re-inventare mobili e oggetti. Il luogo d’incontro sarà una vera e propria officina, in via Folli 32, messa a disposizione dall’artista lambratese Manuel Felisi che ha scelto di contribuire al progetto.

Dal 5 febbraio, dunque, via a un ciclo di incontri e laboratori su vari temi quali: biciclette, mobili, accessori di arredamento, sartoria, casalinghi, motocicli ed elettronica. Oltre a questi, come detto, non mancheranno i momenti dedicati al riciclo e riuso creativo di materiali di scarto grazie al contributo dei designer di SpazioStreetStudio e alle associazioni Altrementi e ilVespaio.

Periodicamente, poi, verranno allestiti dei mercatini dello scambio, finalizzato al baratto degli oggetti riciclati usciti dall’officina creativa. Al termine del progetto, inoltre, sarà realizzata una mostra di quartiere sul tema del riuso che valorizzerà il territorio e i risultati dell’iniziativa.

L’officina di RigeneriAMO verrà inaugurata mercoledì 29 gennaio con un aperitivo a ingresso gratuito dalle ore 18. Lo spazio di via Folli 32, poi, sarà aperto ogni mercoledì dal 5 febbraio dalle ore 15 alle 22. Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo mail alessia@streetstudio.it.

venerdì 17 gennaio 2014

THE APPRENTICE 2, IL TALENT SHOW DI BRIATORE GIRATO NELLA "CASA BIANCA" DI LAMBRATE


Molti lambratesi, soprattutto frequentatori della biblioteca di via Valvassori Peroni, si sono sicuramente chiesti almeno una volta cosa ci fa questa “casa bianca” in mezzo ai condomini. Si tratta di un edificio particolarmente curato e dall’aspetto lussuoso che cresce fra semplici palazzi di periferia. L’edificio ha sempre destato curiosità, sia per la sua forma esterna, sia per il fatto che risulta perennemente vuoto e inutilizzato. Io non ci ho mai visto entrare nessuno e le finestre sono sempre chiuse con le tapparelle abbassate.

Alcuni residenti della zona mi hanno raccontato che tempo fa si erano insediati dei ragazzi stranieri, forse inglesi, ma che dopo poco tempo avevano fatto perdere le proprie tracce. Qualche mese fa, però, sono comparsi degli espliciti documenti affissati a cartelli di divieto di sosta, che recitavano: “Richiesta di occupazione temporanea di suolo pubblico per effettuare le riprese televisive per il Reality Tv ‘The Apprentice Italia’”.

Insomma all’interno della misteriosa “casa bianca” sono state girate le nuove puntate di “The Apprentice 2”, ovvero l’edizione 2014 del talent show condotto dal “boss” Flavio Briatore alla ricerca dei nuovi imprenditori e top manager di successo (perché se ne sentiva fortemente il bisogno!). Ecco il trailer del programma dell’edizione precedente.


Avere fame, non arrendersi, masticare filo spinato! Questo quello che occorre per diventare un imprenditore di successo e raggiungere il top secondo il “boss”. Il programma andrà in onda da stasera per 10 puntate su Sky Uno, ma che cosa rimane alla “casa bianca”? È un immobile in vendita o in affitto? Solo voci finora. Secondo qualcuno è il covo segreto dei vecchi frequentatori del Desirè Club Privè che sorgeva fino a qualche anno fa a pochi metri di distanza. Altri, invece, parlano di riciclaggio di denaro sporco. Insomma tante chiacchiere, ma poca sostanza: se qualcuno ha informazioni a riguardo ovviamente può scriverci o commentare il post.

mercoledì 15 gennaio 2014

SVINCOLO LAMBRATE E BREBEMI, (POCHE) NOTIZIE DAL FRONTE ORIENTALE

Avevamo iniziato il 2013 augurando un buon anno allo svincolo di Lambrate, affinché potesse essere veramente l’anno buono per il completamento dei lavori… --> LINK

Come ampiamente previsto i lavori non sono ancora terminati, ma forse fa più notizia che tutto sommato qualcosa si è mosso e il cantiere ha lentamente ripreso vita. Per la gioia dei lambratesi è stata anche inaugurata una passerella pedonale con tanto di luci natalizie per collegare Lambrate, tramite via Rombon, a Segrate. Le uscite ed entrate della tangenziale est già fruibili dagli automobilisti, però, sono ancora poche. Vediamo allora uno schema illustrativo.

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Questo è quello che dovrebbe essere il progetto definitivo dello svincolo Lambrate della tangenziale est (è possibile vedere l'immagine ingrandita a questo LINK). Come è possibile vedere si tratta di uno schema complesso con 8 rampe collocate su diversi livelli. Ma in sostanza, quante sono le entrate ed uscite “Lambrate” ad oggi aperte? Noi ne abbiamo contate 3 ovvero: la rampa C da Agrate a Milano (via Rombon), la rampa E provenendo da Segrate in direzione Agrate/A4 e la rampa H per chi esce dalla tangenziale sempre in direzione Segrate.

Ma veniamo a parlare di un’altra “grande opera” della Milano Est: la Brebemi. Di cosa si tratta? È un investimento realmente utile? La Brebemi è un’autostrada che collegherà Brescia, Bergamo e Milano (come da acronimo BreBeMi). Lo scopo principale dell’opera è quello di ridurre i tempi di percorrenza fra le varie località grazie a un percorso che alleggerisca la viabilità sulla A4 (Milano-Venezia).

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La realizzazione dell’autostrada riguarderà anche i collegamenti col nostro quartiere e ovviamente col cruciale svincolo di Lambrate. La Brebemi, tuttavia, non raggiungerà direttamente la tangenziale est, ma si fermerà all’altezza di Melzo dove incrocerà una nuova strada tangenziale, la TEM. Grazie a questo percorso si potrà dunque raggiungere, a scelta, le strade SP 103 "Cassanese" (proseguendo in direzione nord) oppure la SP 14 "Rivoltana" (in direzione sud).

Ma si tratta di un’opera utile alla comunità? Come per lo svincolo di Lambrate, non c’è che dire, il progetto è ambizioso, ma misurare l’indice di gradimento facendo una media fra disagi creati dai lavori e reali benefici è difficile ad ora. Questo sarà oggetto di un articolo futuro, quello che però accomuna la Brebemi con lo svincolo di Lambrate è il cronico ritardo dei lavori che come data di scadenza avevano l’appena concluso 2013.

Cosa aggiungere…bé l’opera è costata oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro, ma non vi indignate, si tratta completamente di fondi privati e finanziamenti bancari. Insomma lo Stato non ci ha messo un centesimo (almeno così si legge sul sito brebemi.it). C’è da crederci? Perché no, tanto i soliti furbetti ci guadagnano sempre e chi se ne frega se i costi di questa strada li pagheranno i cittadini fra 10 o 15 anni. Loro saranno già fuggiti col malloppo.

Liberi tutti, comunque, di giudicare l’opera come più ci piace anche se la puzza di speculazione la sentiremo per molto tempo. Il nostro ultimo pensiero, però, non può non andare ai lavoratori pendolari che ogni giorno si fanno un viaggio d’inferno fra ritardi e resse nella speranza di non tardare in ufficio. Chi glielo spiega il concetto di “priorità” dopo i numerosi tagli sulla tratta Milano-Venezia proprio negli orari di punta?

LINK UTILI:
- Inchiesta sullo svincolo di Lambrate LINK 1 - LINK 2
http://www.urbanfile.org/project/europe/italy/milano/riqualificazione-svincolo-lambrate-tangenziale-est
http://www.brebemi.it/