mercoledì 17 dicembre 2014

A SCUOLA CON IL PEDIBUS: MA QUALI SONO I PERCORSI A LAMBRATE?

Come porti tuo figlio a scuola? Fai una scelta ecologica e divertente: prendi il Pedibus, lo scuolabus a piedi. Si tratta di un’azione partecipata che promuove la mobilità pedonale nel tragitto casa-scuola. In pratica, i bambini iscritti al Pedibus sono accompagnati da genitori o nonni volontari e si recano da casa a scuola seguendo itinerari definiti e certificati dai vigili, ovvero le “linee Pedibus”.


Oggi sono 78 le linee Pedibus attive a Milano e partecipano 31 scuole primarie con quasi 700 bambini iscritti. Per il 2015, poi, sono già pronte 15 nuove linee e la prossima la puoi organizzare tu. Come fare? Guarda questo bel video realizzato da ABCittà, la cooperativa sociale che cura il progetto.


mercoledì 10 dicembre 2014

TIM #WCAP, UN ACCELERATORE DI START UP A LAMBRATE

TIM #WCAP è il programma con cui Telecom Italia supporta la crescita del mercato italiano favorendo la nascita e lo sviluppo di start up in ambito digitale. Il progetto TIM #WCAP è partito nel 2009 e da allora sono state aperte quattro sedi fisiche nelle città di Milano, Roma, Bologna e Catania. In particolare, la sede di Milano ha visto la luce nel maggio 2013 proprio a Lambrate in via Rombon 52. Curiosi di capire cosa accade in questo luogo abbiamo incontrato i responsabili, i mentor e gli startupper dell’acceleratore TIM #WCAP di Milano.

“L’acceleratore TIM #WCAP contribuisce concretamente alla crescita di una start up – ci ha detto Lisa Di Sevo, associate dPixel a capo del programma di accelerazione – Per farti capire qui si entra con un’idea e si esce con un progetto d’impresa. Solo quest’anno TIM #WCAP ha sostenuto più di 40 start up dando 25 mila euro a team di ragazzi con 3 mesi di tempo per testare il loro business”.

Ma come si fa ad entrare in TIM #WCAP? “Ogni anno Telecom Italia lancia una  Call for ideas – ci ha spiegato Anna Testa, head of TIM #WCAP Milan – si tratta in sostanza di una campagna di scouting sul territorio dove si raccolgono idee e si incontrano gli startupper. I team selezionati ottengono un Grant d’impresa da 25 mila euro ed entrano nel programma di accelerazione curato da dPixel, i top player nel settore”.

“Oltre a ciò – aggiunge Federico SolinasCommunication and Event Manager – i ragazzi possono usufruire di un ufficio di coworking gratuito offerto da Telecom Italia ed entrano a far parte di un network importante per fare impresa. I nostri eventi, ad esempio, vantano partner prestigiosi come Adecco, Facebook, Twitter, Linkedin, Groupon, Air Bnb, Blablacar e molti altri”.

Insomma TIM #WCAP rappresenta una rampa di lancio per le start up italiane, ma può anche essere un’importante risorsa per il quartiere. “Qui si fanno moltissime attività in ambito digitale – sottolinea Anna Testa – e si organizzano dei corsi di formazione aperti a tutti. Il sabato mattina, poi, c’è CoderDojo, un’attività dedicata ai bambini che apprendono i meccanismi della programmazione attraverso il gioco”.

Il valore di TIM #WCAP, però, è rappresentato dai team di ragazzi con le loro idee. Fra i tanti progetti abbiamo conosciuto più da vicino Horus e il suo giovanissimo team composto da Saverio Murgia, Luca Nardelli e Benedetta Magri. “Horus – ci hanno raccontato – è un dispositivo pensato per le persone non vedenti e ipovedenti. In concreto, si tratta di una piccola scatoletta applicata alla montatura degli occhiali che fa un’analisi della realtà circostante e dà informazioni all’utente tramite parola attraverso la conduzione ossea. In pratica, Horus trasforma le immagini in parole, rende ascoltabile l'invisibile”.

sabato 22 novembre 2014

THE SLOW RUN AL PARCO LAMBRO PER AIUTARE L’EXODUS

“VINCE CHI ARRIVA ULTIMO!” ...avete capito bene. Questo è lo slogan di The Slow Run, la gara di corsa più lenta del mondo. L’appuntamento è domenica 23 novembre al parco Lambro presso La Capanna dello Zio Tom in via Licata.

Per iscriversi scrivete a siabbottoni@gmail.com. Il costo dell’iscrizione è di 10 euro e include la partecipazione alla gara The Slow Run, la consegna di gadget e un pranzo a buffet seguito da un DJ Set di balli...LENTISSIMI! Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alla Fondazione Exodus per aiutare gli “Ultimi”.

giovedì 20 novembre 2014

ROSSOCINQUE, SERATE ALTERNATIVE AL CIRCOLO ACLI LAMBRATE

Abbiamo conosciuto RossoCinque qualche mese fa, scoprendo la pagina Facebook e un ricco programma di eventi creativi e culturali. Dopo molti tentativi, questa domenica siamo finalmente riusciti a incontrarci di persona e abbiamo scambiato quattro chiacchiere sul progetto e sulle sempre più numerose iniziative del quartiere.

Per chi ancora non lo conoscesse RossoCinque è un gruppo di 15 ragazzi a cui è stato affidato uno spazio al Circolo ACLI Lambrate di via Conte Rosso 5. Ogni settimana (in genere il martedì sera) viene organizzato un evento  a tema con diversi ospiti a seconda dell’attività. L’invito è ovviamente aperto a tutti e per partecipare non occorre alcuna tessera associativa.

“RossoCinque è nato da una proposta – ci ha raccontato Simone – una proposta fatta dal Circolo ACLI Lambrate che voleva coinvolgere i giovani del quartiere mettendo a disposizione uno spazio con il bar. Noi abbiamo accettato volentieri e abbiamo deciso di organizzare una serata a settimana pianificando un programma mensile”.

“Il senso del progetto – continua Simone – è quello di proporre degli eventi non legati alla logica di profitto dei locali. Quando si esce alla sera, infatti, ci si sente quasi obbligati a entrare in un bar o in una discoteca e consumare. Noi vogliamo offrire al quartiere serate alternative, eventi artistici e culturali. Ovviamente non ce l’abbiamo con gli esercizi commerciali che per stare in vita devono per forza guardare al profitto; noi però facciamo qualcosa di diverso”.

Gli eventi di RossoCinque infatti vanno dal cineforum alla degustazione vini, passando per un workshop dedicato all’illuminazione. “Ma c’è anche molto altro – ci spiega Matilde – come per esempio le serate Ludoteca con giochi in scatola autoprodotti, oppure un corso di cucina coreana come è stato questa settimana. E poi ovviamente musica dal vivo (nel rispetto del vicinato), teatro e la poesia di strada di Tempi diVersi con cui collaboriamo dall’inizio del progetto”.

Insomma chi più ne ha più ne metta. “L’importante è partecipare – insiste Matilde – Tutti possono partecipare come pubblico o proponendo eventi che siano in linea con il nostro progetto. Purtroppo è difficile farlo capire e coinvolgere le persone che non conosci, ma noi ci speriamo sempre”. Forse un’occasione potrà essere l’evento di sabato 22 novembre “C’è vita in piazza” organizzato dalle associazioni della zona fra cui anche RossoCinque.

Seguite il calendario di RossoCinque sulla pagina Facebook www.facebook.com/www.rossocinque.it e sul profilo Twitter twitter.com/Rosso_Cinque.

venerdì 14 novembre 2014

IL LAMBRO DEVASTA L’EXODUS E IL CEAS: RICHIESTA DI AIUTO


“É successo ancora! Ed è ancora peggio dell’ultima grande esondazione del novembre 2002”. Comincia così lo sfogo di don Antonio Mazzi, presidente e fondatore di Exodus. La cascina Molino Torrette, sede storica della comunità, è stata infatti sommersa dall’esondazione del fiume Lambro mercoledì 12 novembre verso le ore 20. Incalcolabili i danni provocati dalla piena che ha raggiunto impianti, computer, fotocopiatrici, cucina, mobili e laboratori, costringendo anche i ragazzi ospitati ad abbandonare gli spazi e le loro camere.

“Ora bisognerà darsi da fare per recuperare il più possibile e trasferire per qualche giorno i ragazzi nelle comunità vicine – dice don Mazzi – Preoccupa però la perturbazione prevista nel weekend, la paura e l’emergenza sono ancora alte e l’inverno è appena iniziato”. Il livello del Lambro infatti è ancora molto alto, come testimoniano i residenti della zona, e il rischio di una nuova esondazione è concreto.

Purtroppo durante l’esondazione il fiume ha raggiunto anche la cascina Molino San Gregorio e la Capanna dello Zio Tom, struttura assegnata all’Exodus in corso di ristrutturazione. Il cortile esterno è diventato il letto del fiume e anche in questo caso il calcolo dei danni è altissimo. “Faccio appello al sindaco, al prefetto, al presidente della Regione, al magistrato del Po, perché intervengano in modo strutturale per prevenire ed evitare simili disastri – ha aggiunto don Mazzi – nell’immediato servono attrezzature, suppellettili, mobili per ripristinare il prima possibile la piena funzionalità della Comunità. Grazie a tutti quelli che ci sosterranno”.

La piena del Lambro non ha risparmiato neanche il CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà che ospita 73 persone tra adulti con problemi di salute mentale, mamme sole con figli, ex tossicodipendenti e famiglie rom in difficoltà. Purtroppo questa comunità si trova nelle condizioni già descritte prima per Exodus con ingenti danni materiali e spazi inagibili per un periodo non ancora definibile.

“È urgente trovare una sistemazione dignitosa e adeguata a queste persone per i prossimi giorni – si legge sul sito del CeAS – un luogo alternativo alla struttura messa a disposizione in emergenza dal Comune di Milano nelle tensostrutture di via Cambini”. “Ringrazio il Comune per aver messo a disposizione tempestivamente un luogo dove gli ospiti del CeAS e delle altre comunità hanno potuto passare una notte all’asciutto in questa situazione di emergenza – ha dichiarato don Virginio Colmegna, consigliere del CeAS e presidente della Casa della carità – Chiedo uno sforzo in tempi brevi a tutti e chiedo anche di farsi avanti a quei privati che potessero mettere a disposizione soluzioni temporanee ma dignitose”.

Come sottolinea Linda Donini, direttrice del CeAS: “La tensostruttura di via Cambini è inadeguata alla permanenza di persone che presentano tutte, chi più chi meno, problemi di salute o situazioni di fragilità”. Per offrire il proprio aiuto o ricevere informazioni, contattare Francesco Casali al 393-9015594.

giovedì 6 novembre 2014

TEMPI DIVERSI PORTA LA POESIA IN STRADA: DOMENICA 16 NOVEMBRE, PIAZZA DURANTE PRESSO I GIARDINI FAUSTO E IAIO

© Isabella Cortese
A conclusione della seconda edizione della raccolta pubblica di poesia, musica e arte di strada, torna Tempi diVersi con un evento in piazza Durante presso i giardini Fausto e Iaio. L’assalto poetico si terrà domenica 16 novembre dalle ore 18 (in caso di pioggia l'evento sarà spostato al Superground di via Dionigi Bussola 4).

Tempi diVersi è un collettivo poetico e artistico che abbiamo avuto modo di conoscere già lo scorso anno durante il primo evento del 13 ottobre 2013 (LINK). A quei tempi l’iniziativa si inseriva nella rassegna “Memoria ad alta voce” nata da un’idea dell’associazione “Amici e familiari di Fausto e Iaio”.

Da quel giorno i poeti di Tempi diVersi hanno fatto molta strada e molta strada s’è fatta poesia. “A distanza di un anno – ci ha detto Paolo Cerruto, uno dei membri del collettivo – la piattaforma Tempi diVersi si è allargata e raccoglie e amplifica sempre più numerose esperienze artistiche e creative. Vogliamo trovarci in uno spazio pubblico a condividere parole, abbassando il volume delle discoteche in cui chiudiamo per non sentirci”.

Nella poesia di Tempi diVersi, quindi, c’è anche impegno politico e sociale: “Sentiamo il bisogno di una nuova ottica creativa e di speranza – dice Paolo – Dalla crisi della cultura sta emergendo una nuova umanità; ogni fine è un potenziale inizio”.

Tempi diVersi vuole ripartire dalla strada, una strada che si fa poesia e una poesia che si fa in strada. Domenica 16 novembre dalle ore 18 ci sarà dunque molta poesia con la presentazione del libretto della seconda edizione e la lettura in musica dei poeti che hanno partecipato. I loro versi saranno affissi sul totem di piazza Durante in lingua italiana, inglese, araba e spagnola.

Non solo letture, però, nel programma della serata. Ci sarà infatti anche un live painting con “8 artisti al cubo” impegnati nella decorazione di un cubo di legno (2,5 x 2,5 m) e soprattutto tanto rap, la poesia di strada per eccellenza, con artisti come Esa, Sage&Newbie, Rio Blanco, Army, Yoma, Mr Pres, Lambdabeat, Dio Clan, Mr Fuji, Pico Rama.

Come ogni evento di Tempi diVersi, poi, non potrà mancare un tributo ad Alberto Dubito Feltrin, uno studente, scrittore e artista, scomparso nell’aprile 2012. Ad accompagnare i versi di Alberto ci sarà il sound di Pablito El Drito.

Gli organizzatori, tempo permettendo, assicurano ai partecipanti vin brulé a volontà e prelibatezze culinarie de Il cesto di Michele. Come detto, in caso di maltempo l'evento sarà spostato al Superground di via Dionigi Bussola 4.

mercoledì 29 ottobre 2014

CON AREA M LAMBRATE DIVENTA IL QUARTIERE DELLA MUSICA

Quello appena trascorso è stato un weekend scandito dal ritmo jazz…Forse non tutti si sono accorti, ma un gruppo di musicisti in marcia ha percorso le strade del quartiere Lambrate-Città Studi suonando sax, trombe, chitarre e percussioni. Era la Area M Marching Band alla prima esibizione on the road per la presentazione del progetto Area Musica: ma di cosa si tratta?

Area M è un bellissimo progetto che vuole fare di Lambrate-Città Studi il quartiere della musica. Partito questo weekend (25 e 26 ottobre), Area M ha riempito le strade, le piazze e il mercato di Valvassori Peroni con musica jazz, il genere dominante di questo progetto.

“Attraverso la musica jazz – si legge in una nota – Area M vuole mettere in una nuova luce i numerosissimi spazi esistenti nel territorio di Città Studi, alcuni già dedicati alla musica e allo spettacolo, altri chiamati a svolgere per l’occasione un ruolo diverso dal solito”.

Gli spazi coinvolti per gli eventi di Area M saranno: il Teatro Menotti (via Ciro Menotti 11), il Teatro Leonardo (via Ampère 1), l’Orto Botanico (via Valvassori Peroni 7), la Sala Attilio Levi (via Valvassori Peroni 23), l’Auditorium (via Valvassori Peroni 56), la Basilica dei S.S. Achilleo e Nereo ( viale Argonne 56), l’Aula De Donato del Politecnico (piazza Leonardo Da Vinci 32), l’Auditorium Casa dello Studente (viale Romagna 62), lo Spazio Patio (via Ampère 2), la stessa piazza Leonardo Da Vinci, Upcycle Café (via Ampère 59) e l’Osteria di Lambrate (via degli Orombelli 18).

Per ideare, promuovere e sostenere Area M si è formata una rete culturale di cui fanno parte la società cooperativa Arti & Corti (capofila del gruppo), la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, le tre associazioni culturali Orchestra di Via Padova, Artchipel Orchestra e Jazz Club Milano, Tieffe Produzioni e la Cooperativa Quellidrigrock. Partecipano al progetto in qualità di partner d’onore e/o di coproduttori il Politecnico di Milano, il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano e il Centro Studi di Politica Internazionale di Roma. Il sostegno economico per i tre anni previsti è garantito principalmente da Fondazione Cariplo, mentre media partner sono Radio Popolare e il mensile Musica Jazz.

Area M, come sostiene Emilio Sioli (il direttore generale), vuole portare la musica di qualità sotto casa degli abitanti di Lambrate-Città Studi e di tutta la zona 3. Altro scopo del progetto, però, è quello di sostenere i giovani musicisti: “Vogliamo affiancare la Fondazione Scuole Civiche di Milano in un percorso post diploma – ha detto Emilio Sioli – dando l’occasione ai giovani musicisti diplomati o laureati di presentare i loro progetti discografici che altrimenti avrebbero difficile collocazione nei tradizionali palinsesti”.

Il progetto Area Musica avrà una durata triennale e si chiuderà nel maggio 2017. Ci saranno almeno 130 appuntamenti annuali, di cui 70 di teatro musicale e altri 60 di musica jazz. Presentandosi alla biglietteria in occasione di qualsiasi spettacolo sarà possibile acquistare la Area M Card (al costo di 10 euro) con la quale si avrà diritto allo sconto del 50% su tutti i biglietti dei successivi eventi. Per visualizzare il programma dei concerti e per qualsiasi altra informazione vi rimandiamo al sito www.area-m.it.


mercoledì 22 ottobre 2014

ALLA SCOPERTA DI SPAZIO LAMBRATE: INTERVISTA E FOTOGALLERY

Dai spazio alle tue idee! Questo è l’azzeccato motto di Spazio Lambrate, un luogo artistico e molto di più, che si trova all’interno dello stabile di viale delle Rimembranze di Lambrate 16. Spiegare in poche parole che cos’è Spazio Lambrate non è facile e sicuramente sarebbe limitato; perciò abbiamo deciso di chiederlo direttamente ai responsabili: Laura Gerosa, Ilaria Degradi e Pilar Soto.

Che cos’è Spazio Lambrate? E com’è nato?

Laura: “Spazio Lambrate rappresenta innanzitutto una sfida personale. Devi sapere che il palazzo in cui ci troviamo è stato costruito da mio nonno dopo la guerra e quindi è stato affittato prima come magazzino, poi come palestra, infine come laboratorio di analisi. A causa delle spese ingenti la mia famiglia voleva venderlo, ma io ho insistito per trasformarlo in uno spazio d’arte”.

Ilaria: “Per me Spazio Lambrate è una bella scoperta. Ero alla ricerca di uno spazio creativo e per fortuna ho incontrato Laura. Questo luogo rappresenta il mio progetto di tesi e anche un progetto di vita: riqualificare gli spazi in modo culturale, artistico, creativo”.

Pilar: “Nel mio caso Spazio Lambrate è un’opportunità di crescere a livello professionale, creativo e anche personale. Spazio Lambrate è un luogo da riempire di cultura…un vuoto a rendere”.

Cosa offre Spazio Lambrate?

Laura: “Spazio Lambrate offre arte e in particolare offre degli spazi per fare arte. Abbiamo una location di 480 mq suddivisa in ampie e luminose sale di diverse tipologie, comunicanti ma indipendenti fra loro. Ovviamente questi spazi si possono affittare per mostre, eventi culturali, corsi, laboratori e molto altro: basta scriverci una mail o farci una telefonata”.

Ilaria: “La bellezza di Spazio Lambrate è che si tratta di uno spazio multidisciplinare, dove puoi trovare arti visive, musica, teatro e chi più ne ha più ne metta. Mia mamma ad esempio vorrebbe organizzare un corso di arte visiva interiore, mentre un giorno si è presentata una signora che ha proposto un corso di inglese da svolgere attraverso le arti”.

Pilar: “Io ho allestito qui la mostra Gli abitanti del silenzio con l’installazione di oggetti e vari elementi presi da luoghi abbandonati, come ad esempio l’ex fabbrica Innocenti. È stata una bella esperienza, Spazio Lambrate è il luogo ideale per mettere in mostra la propria creatività e incontrare nuove persone”.

Progetti per il futuro?

Laura: “Nell’immediato stiamo preparando un corso di teatro con Cristina Castigliola, un corso di modellazione dell’argilla e allestiremo mostre artistiche e una mostra fotografica di Massimo Fassina. E poi c’è l’Adads (Accademia dell’arte e dello spettacolo) che ha affittato uno spazio qui da noi ed organizza corsi di canto e di musica con un bellissimo pianoforte a coda. Tutto questo sarà presentato sabato 25 ottobre in una giornata di incontro col pubblico”.

Ovviamente un pensiero va anche al Fuorisalone 2015…

Laura: “Certamente, anche perché il 2015 sarà anche l’anno dell’Expo, un evento che consideriamo come una grande opportunità per l’Italia e per Milano. Vogliamo quindi metterci in mostra e per quanto riguarda il Fuorisalone valuteremo le proposte in accordo col coordinamento di Made in Lambrate e con gli spazi di via Ventura”.

Per concludere: pensate che Lambrate sia il luogo più adatto a voi? Come vivete il quartiere e la critica situazione coi rom?

Laura: “Lambrate è un luogo meraviglioso. Come detto, mio nonno ha costruito questo palazzo e quindi il destino ha voluto che fossi qui. La situazione dei rom a dire il vero la vivo proprio male perché noto un forte contrasto fra il bello e l’arte che si fa qui dentro e il brutto e il degrado che si trova là fuori. Tuttavia, forse proprio a causa dei rom, la gente si è più unita ultimamente; in questi mesi sono nate amicizie e tutti hanno idee e proposte su come migliorare la vita nel quartiere”.

Per ulteriori informazioni su Spazio Lambrate visitate il sito www.spaziolambrate.com o scrivete alla mail spaziolambrate@gmail.com.


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venerdì 3 ottobre 2014

ORTICA IN JAZZ, UN WEEKEND DEDICATO ALLE BLUE NOTES

“Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai”

A dirlo è Louis Armstrong, uno dei padri del genere, e se lo dice lui ci possiamo fidare. Quindi non chiediamoci cos’è il Jazz…ascoltiamolo! Questo weekend – 3, 4 e 5 ottobre 2014 – potrebbe essere l’occasione giusta perché si terrà la seconda edizione di Ortica in Jazz – Il prurito irresistibile delle blue notes, organizzato dalla giovanissima Associazione ZIP che per il secondo anno consecutivo ha deciso di portare della buona musica nello storico quartiere Ortica.

IL PROGRAMMA – Si comincia stasera, venerdì 3 ottobre ore 19, alla Corte di via San Faustino 3 con l’eclettica Kung Fu Banda, diretta dal Maestro Roberto Gelli. Ben 34 musicisti per dare il via al festival al tramontar del sole. A seguire alle ore 21.30 largo ai Lupi, un quartetto elettroacustico, che si esibirà allo Spazio Kamikaze di via San Faustino 5.

Sabato e domenica, invece, ci si sposta nell’affascinante cornice della Cascina Sant’Ambrogio, via Cavriana 38, ospiti dell’associazione CasciNet. Qui si esibiranno sabato 4 ottobre (ore 21.30) gli HardBop Society, progetto nato sotto la guida artistica del Maestro Luca Missiti; a seguire (ore 23) DJ Set di PJFrenzis. Domenica 5 ottobre sarà il turno del Maestro Tomelleri con la sua Civici Corsi di Jazz Swing Big Band (ore 19) per un repertorio che spazia nella musica swing americana anni ‘30, ‘40 e ’50; spazio poi ai Moton Dawson Jazz Quintet (ore 20.30) che faranno ballare con funky e modern-jazz; a chiudere la rassegna il DJ Set di Mazz Jazz.

Ortica in Jazz, però, non è soltanto musica e nel weekend presso la Cascina Sant’Ambrogio bambine e bambini saranno coinvolti in laboratori creativi pomeridiani (ore 16) per scoprire il mondo della musica divertendosi. Da segnalare anche l’inaugurazione della mostra fotografica “Fotoracconti Ortica” curata per ZIP da Alessandra Di Consoli e la biciclettata Wonder Tour coordinata da Wonder Way alla scoperta del quartiere Ortica e dintorni (domenica 5 ottobre, partenza ore 15.30 da piazza Leonardo da Vinci 32 – Politecnico).

“Il jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata notte dopo notte, ma ogni volta in modo diverso” – Ornette Coleman


martedì 30 settembre 2014

EMERGENZA ROM A LAMBRATE: INCONTRO AL CIRCOLO ACLI

“SIAMO ESASPERATI!!!”, così esordisce il comunicato diffuso nei giorni scorsi da alcuni residenti del quartiere relativamente all’emergenza rom a Lambrate. Dopo mesi di tensioni, occupazioni abusive e sgomberi non sempre efficaci, la cittadinanza vuole vederci chiaro sulla situazione di degrado che affligge il quartiere e chiede a gran voce un intervento delle istituzioni. Questa sera al Circolo ACLI di Lambrate (via Conte Rosso 5) si terrà quindi un incontro pubblico dove i residenti della zona potranno confrontarsi fra loro e con i consiglieri di zona 3 (di maggioranza e opposizione).

Ma facciamo il punto della situazione – Lambrate, come ogni quartiere di periferia a Milano, è luogo di insediamenti di comunità rom o comunque di occupazioni abusive di aree dismesse, ex fabbriche e appartamenti vuoti. In particolare, la zona storicamente più affollata è quella che va da via Rubattino verso Segrate passando sotto la tangenziale est. Lì sono presenti gli “scheletri” della vecchia Innocenti, per fare un esempio, e altri edifici abbandonati. È normale che questi luoghi siano oggetto di occupazioni abusive di rom e comunità nomadi e negli anni molti sono stati gli sgomberi. L’ultimo “sgombero di massa” (circa 140 persone) risale esattamente a due anni fa, era il settembre del 2012.

Il problema – Gli insediamenti abusivi come quelli delle comunità rom sono sicuramente un grande problema sociale per le città. Gli sgomberi spesso sono necessari sia per la sicurezza degli occupanti stessi, sia per ripristinare un’illusorio senso di legalità. Tuttavia, dopo poco gli insediamenti ritornano e la giostra riparte. Quello delle comunità rom è un dilemma per le amministrazioni pubbliche che si muovono in un’instabile equilibrio fra tolleranza e repressione. Questa sfida sociale e politica non viene mai veramente affrontata e forse si guarda troppo al consenso elettorale di una cittadinanza divisa fra chi ritiene i rom “un cancro per la società” e chi ritiene che (piacciano o non piacciano) i diritti umani valgano anche per loro.

Ognuno si faccia la propria opinione a seconda di quel che gli dice la propria coscienza. Sta di fatto che il conflitto sociale rimane e i rom non aiutano con comportamenti spesso poco civili. È quel che succede a Lambrate dove la tensione è cresciuta a causa dei costanti insediamenti di gruppi di etnia rom in piazza delle Rimembranze di Lambrate. Sporcano, gridano, si ubriacano e nel tempo libero si concedono anche qualche furto o rapina (si mormora nel quartiere e si legge sui social network). Insomma, i residenti sono stanchi: c’è chi ha paura, c’è chi cova odio razziale e c’è chi minaccia di farsi giustizia da solo prima o poi…

martedì 23 settembre 2014

CON MAMI LAMBRATE È SU MISURA DI MAMMA

La mamma è sempre la mamma, forse questo è uno dei pochi assiomi universali. Nel bene e nel male, la madre rappresenta sempre un punto di riferimento per l’essere umano: ma quanto è difficile essere mamma? Ovvio, solo le mamme lo possono sapere e raccontare…

“Diventare madre è un percorso lungo che non si esaurisce con la nascita di un bambino – si legge sul sito di MaMi Per la donna, significa accettare enormi cambiamenti fisici e personali ma anche e soprattutto rinunce e modifiche emotive e sociali. È bellissimo e naturale, ma faticoso. È una trasformazione. Di più: è la nascita di una mamma”.

La mamma è quindi quasi un’entità distinta nella società, una categoria di persone di cui bisogna avere cura e a cui bisogna portare rispetto perché rappresenta la base di tutta l’umanità. Sono molte le associazioni che offrono sostegno alle mamme, ma MaMi – Mamme a Milano è un piccolo mondo creato apposta per loro, una piccola città dove incontrarsi, aiutarsi, rilassarsi, in sostanza “un network di donne e famiglie che condividono esperienze, competenze, tempo e amicizia”.

“Ogni anno si associano a MaMi circa 300 famiglie – ci ha raccontato Renata, uno dei soci fondatori – In una città come Milano, molto spesso la maternità viene vissuta in una sorta di isolamento forzato, perché si esce dal giro del lavoro e a volte anche da quello delle amicizie. Le giornate di una mamma possono quindi diventare molto lunghe e anche difficili. Per questo è importante fare rete, trovare qualcuno che come te stia vivendo questa esperienza e stia quindi cercando di costruire nuovi equilibri col nuovo arrivato”.

La condivisione è dunque al centro del progetto MaMi, nato grazie all’impegno di due mamme, Renata e Lorena, che ormai 5 anni fa fondavano l’associazione senza scopo di lucro MaMi – Mamme a Milano grazie all’aiuto dei mariti (tengono a sottolineare) e ad altre mamme coinvolte. Ma cosa succede a MaMi?

Innanzitutto MaMi è un luogo “un'accogliente casa con giardino aperta ai soci grandi e piccini”. Lo spazio si trova ovviamente a Lambrate in via Astolfo 19 e rappresenta il quartier generale dell’associazione. Per partecipare alle attività occorre avere una tessera associativa che costa 15 euro l’anno, ma esistono anche degli “abbonamenti premium” per chi vuole usufruire di tutti i servizi offerti. Parliamo non solo delle utenze domestiche (cucina, wi-fi, fasciatoio), ma anche di tutta una serie di servizi esclusivi come sportello psicologico, sportello pedagogico, sportello lavoro, sportello legale, il servizio TrovaTate, il GAS – Gruppo di Acquisto Solidale, trattamenti di benessere, la banca del tempo e molto altro ancora, sempre con disponibili professionisti per ogni settore.

MaMi tuttavia è molto di più e organizza ogni anno degli interessantissimi corsi per donne in gravidanza, mamme, bambini e a volte anche per i papà. “Frequentare corsi e cimentarsi in attività ludiche o sportive, è un modo naturale di accogliere l'arrivo di un bambino – ci ha spiegato Renata – La parola chiave in questo caso è INSIEME. Questo vicendevole accompagnarsi fa bene al bambino e fa bene anche alla sua mamma che impara così, attraverso il fare, nuovi modi di comunicare e relazionarsi col nascituro o col bambino appena nato”.

lunedì 15 settembre 2014

QUANDO RIAPRE LA BIBLIOTECA DI VIA VALVASSORI PERONI?

La biblioteca di via Valvassori Peroni è la più grande biblioteca rionale della città. L’edificio si sviluppa su una superficie di 2.500 metri quadrati (suddivisi in 3 piani) e ospita sale studio/lettura per un totale di 200 posti a sedere, 15 postazioni informatiche e 14 postazioni per la consultazione dei cataloghi online. Oltre a ciò la biblioteca ospita una sezione dedicata agli ipovedenti che è fra le più importanti d’Italia e nella struttura adiacente ha sede il CAM (Centro Aggregazione Multifunzionale) con aule dedicate ai corsi e un grande auditorium utilizzato per eventi pubblici.

Il quartiere di Lambrate-Città Studi ha dovuto attendere circa 10 anni per vedere realizzata la biblioteca di via Valvassori Peroni, ma finalmente nel marzo 2009 l’edificio apriva i battenti. Tutto è bene quel che finisce bene? Mica tanto, perché purtroppo la biblioteca nasceva con una lunga serie di difetti strutturali che hanno portato in questi 5 anni di vita all’apertura di numerosi cantieri. Ultimo in ordine di tempo il cantiere che quest’estate aveva lo scopo di rattoppare un tetto colabrodo, incapace di mantenere all’asciutto le sale della biblioteca. In sostanza ad ogni acquazzone la biblioteca si allagava, come si può vedere in questo video.

video 

La biblioteca di Valvassori Peroni chiudeva dunque i battenti a partire dal 17 luglio con l’auspicio di poter riaprire il 15 settembre (cioè oggi). Tuttavia, come era pronosticabile, la scadenza non è stata rispettata e nei giorni scorsi la Direzione Settore Biblioteche del Comune di Milano ha diramato il seguente comunicato: “Si comunica che la riapertura al pubblico della biblioteca Valvassori Peroni è rinviata a lunedì 13 ottobre, salvo imprevisti. Il ritardo è dovuto alle avverse condizioni atmosferiche che hanno caratterizzato i mesi estivi. A far data dal 29 settembre sarà riattivata la restituzione di tutte le opere in prestito e consentito il solo prestito dei libri collocati al piano terreno (esclusa la sezione ragazzi). Ci scusiamo per il disagio”.

Piove, governo ladro. 

giovedì 4 settembre 2014

CASE DI LAMBRATE...E DINTORNI

Lambrate è un bel quartiere dove vivere. La vecchia Lambrate ha tutto il fascino e la storia di via Conte Rosso, la nuova Lambrate cresce fra gli studi di design di via Ventura e il brulicare dei giovani in Città Studi.

Passeggiando per il quartiere si riscopre il piacere di vivere come in un paesino, dove è facile riconoscere volti noti e incontrare vecchi amici. Insomma un microcosmo di storie a cavallo della ferrovia.

Proprio passeggiando per il quartiere, un giorno, mi è venuta voglia di fotografare le più belle case di Lambrate e dintorni…


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Se avete anche voi uno scorcio di Lambrate a cui siete affezionati inviateci una fotografia e la inseriremo nella fotogallery.

mercoledì 2 luglio 2014

OPEN WI-FI MILANO: DOVE SONO GLI HOTSPOT A LAMBRATE

In Italia la connessione a internet è mediamente lenta e la banda larga è ancora poco diffusa rispetto agli altri Paesi europei. Milano tuttavia si può considerare una città all’avanguardia da questo punto di vista e il progetto Open Wi-Fi Milano fa registrare numeri da record.

“In Italia Milano è il primo Comune che offre a cittadini e turisti un servizio di wi-fi gratuito per un periodo di tempo illimitato – si legge su una nota del Comune di Milano – Open Wi-Fi Milano è un servizio molto competitivo anche a livello europeo, strategico in vista di Expo2015”.

Oggi sono circa 370 gli hotspot presenti nella città, 370 aree con connessione internet Wi-Fi gratuita offerta dal Comune di Milano. Circa 300 sono le postazioni all’aperto presenti in piazze, parchi, giardini e 20 stazioni della metropolitana. Le altre 70 aree Open Wi-Fi sono all’interno di uffici pubblici, biblioteche, centri sportivi e ricreativi, ecc.

Lambrate è poi uno dei quartieri più serviti, ma vediamo nel dettaglio dove sono gli hotspot nella nostra zona e spieghiamo bene come funziona il Wi-Fi gratuito del Comune di Milano.

Secondo la mappa di Open Wi-Fi Milano le aree collegate a Lambrate sono: piazza Rimembranze di Lambrate, piazza Bottini, piazza Gobetti, piazza Udine, via Pini 1, via Ponzio 1, via Ponzio 35, via Valvassori Peroni 56, piazza Piola e piazza Leonardo da Vinci. Presto si attiverà un hotspot anche al parco Lambro, in via Van Gogh 10 presso la Cascina Molino San Gregorio.


Collegarsi al servizio di Wi-Fi gratuito del Comune di Milano è facile. Basta recarsi presso una delle aree hotspot e cercare la rete Wi-Fi pubblica. Per navigare su internet a questo punto sarà necessario registrarsi al servizio con un nome account e il proprio numero di cellulare sul quale verrà inviata una password da inserire ad ogni accesso.

Open Wi-Fi Milano garantisce una navigazione pari a 300 MB di traffico in banda larga. Superato questo limite si potrà navigare ancora per un’ora, ma la velocità di connessione sarà ridotta. Dal 2012, anno di attivazione del servizio, secondo il Comune di Milano sono stati oltre 2 milioni gli accessi al Wi-Fi e gli utenti registrati sono stati oltre 200 mila: di questi ben 25 mila sono stranieri.

Per trovare l'area Wi-Fi più vicina visita il sito info.openwifimilano.it

mercoledì 18 giugno 2014

UNA SOCIAL STREET ANCHE A LAMBRATE, RUBATTINO E DINTORNI

Vuoi conoscere i tuoi vicini di casa? Crea una social street. L’esperimento “social”, partito in un piccolo quartiere di Bologna, si è ormai diffuso a macchia d’olio in tutta Italia e adesso è arrivato anche a Lambrate. Ma che cos’è una social street?

Una social street, in sostanza, è un semplice gruppo su Facebook che ha lo scopo di far incontrare (virtualmente e fisicamente) gli abitanti di un quartiere, di una determinata via, o anche di un singolo condominio. Ovviamente più grande sarà la rete di contatti creata, più vivace e attiva sarà la social street e la vita dei suoi abitanti.

Come detto, questo esperimento è iniziato a Bologna con la social street di via Fondazza. Da lì però la “febbre social” ha contagiato moltissime città e moltissimi quartieri in Italia e non solo. Oggi nel nostro Paese si contano centinaia di social street e anche gli abitanti di Lambrate si sono attivati creando diversi gruppi su Facebook.

Nel nostro quartiere, infatti, ci sono gruppi Facebook per i residenti di piazza Piola, via Ponzio, via Ingegnoli, via Valvassori Peroni, piazza Udine e adesso anche per via Rubattino e dintorni. Domenica 22 giugno tra piazza Vigili del Fuoco e via Cutuli si terrà una cena di presentazione in cui i “socialstreeters” di via Rubattino si potranno conoscere condividendo un piatto di pasta, una torta o una bottiglia di vino.

Una social street, però, è molto di più che una cena per conoscersi (che comunque rimane il modo più divertente e facile di incontrarsi). Una social street serve anche a creare un legame pratico fra vicini di casa per aiutarsi nelle faccende domestiche, organizzare gruppi di acquisto e ad esempio scambiarsi i contatti di una baby sitter o di un buon idraulico o imbianchino.

Le social street funzionano e a dimostrarlo ci sono buoni esempi come quello di via Maiocchi a Milano, uno dei primi esperimenti della città. Grazie all’iniziativa di alcuni residenti come Lucia Maroni, di professione organizzatrice di eventi teatrali, è stato possibile creare una social street molto attiva fortemente legata anche alle attività commerciali come bar o negozi di abbigliamento.

Insomma, in una società dove sembra sempre più raro avere un reale contatto umano con gli altri, le social street rappresentano il modo migliore per far sì che il vicino non sia più uno sconosciuto. Quindi, informati se nel tuo quartiere o nella tua via esiste una social street e se non c’è creala!

venerdì 13 giugno 2014

LA BALERA DELL’ORTICA, RIAPRE LA STAGIONE ESTIVA BALLERINA

Se cercate un luogo dove mangiare, bere, ma soprattutto ballare come si faceva una volta, allora dovete assolutamente passare una serata alla Balera dell’Ortica. La Balera dell’Ortica nasce (o meglio rinasce) in quella che fu la storica dimora del Dopolavoro Ferroviario, l’associazione culturale e ricreativa dedicata ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Dopo circa 15 anni di silenzio questo luogo riprende vita nell’estate del 2012, grazie all’impegno della famiglia Di Furia e dell’associazione DLF Milano.

La Balera dell’Ortica di via Amadeo 78 era uno dei locali culto della Milano degli anni ‘80: qui si veniva per mangiare, bere, giocare a bocce, ascoltare la musica del Juke Box e ovviamente per ballare al ritmo degli anni ‘30. Liscio, Swing, Boogie Woogie, questi i generi praticati, dimenticatevi musica house, dance o elettronica. Gino Reggiani, memoria storica del DLF e “custode” della sede all'Ortica, racconta che la Balera veniva presa d'assalto ogni giorno, compreso il martedì che in teoria era il giorno di chiusura.

Nei primi anni ’90, tuttavia, la Balera chiudeva i battenti e bar e bocciofila rimanevano praticamente abbandonati. Il silenzio è durato fino a un paio d’anni fa quando, come detto, la famiglia Di Furia si è attivata per ristrutturare e riaprire la Balera dell’Ortica. Grazie all’impegno del nuovo proprietario Antonio Di Furia e grazie al contributo del Dopolavoro Ferroviario, oggi la Balera ritrova i grandi fasti dell’epoca e attira anche le nuove generazioni.

Adesso è anche ripartita la “stagione estiva ballerina”. La Balera dell’Ortica è dunque aperta tutta l’estate con serate a tema e musica dal vivo: il martedì e la domenica si balla Boogie Woogie, il venerdì e il sabato è dedicato al Liscio, mentre tutti i giovedì di luglio e agosto si potrà sperimentare lo Swing. Accedendo a questo LINK si può vedere il programma delle serate.

La novità della gestione Di Furia, però, è la cucina a prezzi popolari con la cuoca Rita che prepara piatti tipici delle sue regioni, Abruzzo ed Emilia Romagna: da provare, quindi, arrosticini e gnocco fritto! Una cena completa con menù a scelta e vino a volontà costa solo 15 o 17 euro (è gradita la prenotazione).

domenica 8 giugno 2014

MADE IN LAMBRATE, IL QUARTIERE CHE VIVE, PROGETTA E PRODUCE 365 GIORNI L’ANNO

Molti milanesi pensano che Lambrate sia un quartiere animato solo nei giorni del Fuorisalone, ma chi ci abita sa bene che non è così. Lambrate è un quartiere in grande evoluzione urbanistica e sociale, Lambrate è un quartiere che vive, progetta e produce 365 giorni l’anno.

Questo è un po’ il motto di Made in Lambrate, il progetto di valorizzazione del quartiere nato proprio nei giorni del Fuorisalone. Made in Lambrate è anche un’associazione, creatasi poche settimane fa, che riunisce una trentina di realtà della zona allo scopo di unire le forze e collaborare per migliorare il quartiere creando un network di persone, associazioni, aziende e chiunque abbia a cuore il mondo di Lambrate.

Spiegare che cos’è Made in Lambrate non è facile, perché non è mai facile spiegare un’idea e un progetto in divenire. Per questo abbiamo pensato di chiederlo direttamente al team dell'Associazione Made in Lambrate.

Innanzitutto perché “Made in Lambrate”: Lambrate deve diventare un brand?

Made in Lambrate non è un brand, ma un’idea strutturata volta a significare un’identità precisa e fondata sul tema del fare, nel senso di produrre, creare, lavorare. Tema che sia in passato sia oggi denota un valore importante del quartiere, quello appunto di accogliere attività diverse di produzione, prima industriale, oggi creativa, mentale e sociale in forte legame con il territorio e appunto con la volontà di generare sempre più connessioni e scambi locali, tesi verso l’esterno e certamente “Made in Lambrate”.