lunedì 16 settembre 2013

AFFITTI IN NERO A LAMBRATE E CITTA’ STUDI: PERCHE’ BISOGNA DENUNCIARE

Studenti “in nero” a Lambrate e città studi. È questo il panorama sul mondo degli affitti nel nostro quartiere. Secondo gli ultimi sondaggi, e alcune interviste fatte anche da noi in strada agli studenti lambratesi, uno studente su tre, o se preferite tre studenti su dieci, non hanno un contratto d’affitto regolare.

Un malcostume che non sembra passare di moda, nonostante la stretta sull’evasione fiscale promossa dall’ex governo Monti. Forse la situazione è migliorata rispetto a qualche anno fa, ma la cultura della legalità fiscale in Italia e a Milano ancora non sembra imporsi e troppo pochi sono i controlli.

I quartieri di Lambrate e Città Studi non fanno eccezione e, anche dove c’è un contratto d’affitto, si cerca comunque di fregare il fisco con “creste” sul prezzo dichiarato, finti comodati ad uso gratuito, subaffitti non registrati.

Ma quanto costa affittare una stanza a Lambrate e Città Studi?

I prezzi sono in aumento e rispetto a qualche anno fa si registra una vera e propria impennata. Ormai per una stanza singola non si scende sotto i 450 euro e per le spese extra bisogna trattare con il proprietario. Se ci accontentiamo di un posto letto in una stanza in condivisione invece, si può scendere, ma non sotto i 250 euro, augurandosi di trovare un buon compagno. Prezzi alti, ma sempre più accessibili rispetto alle case di studenti di Bocconi e Cattolica che, nel centro città, spendono dai 600 ai 700 euro.

Perché è importante denunciare

Forse non tutti sanno che… dal 2011 c’è una legge a tutela dell’affittuario che denuncia un affitto in nero. Con il decreto legislativo 23/2011 infatti un inquilino che denuncia il proprietario che si rifiuta di registrare il contratto d’affitto può ottenere agevolazioni economiche con sconti fino all’80% sul prezzo totale e una proroga del contratto d’affitto fino a 8 anni.

All’inizio dello scorso anno accademico era partita la campagna di sensibilizzazione Fuori dal Nero, gestita dai coordinamenti universitari per restare vicini agli studenti che hanno paura di denunciare o pensano non valga la pena.

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