giovedì 20 giugno 2013

TRE MARIE, UN VANTO DI LAMBRATE A RISCHIO CHIUSURA

Giorni tumultuosi fatti di scioperi, manifestazioni e presidi per i lavoratori della pasticceria Tre Marie, che si trova in via San Faustino, tra i quartieri di Lambrate e Ortica. Sembra infatti che la proprietà (e cioè la Sammontana) voglia chiudere lo stabilimento, produttore di vari dolciumi, per trasferire l’attività a Verona. 
Sono circa 240 i lavoratori coinvolti. A rischiare di più il comparto brioches (produzione fredda), mentre per il settore “prodotti da ricorrenza” (cioè panettoni, colombe, ecc.) si prospetta la creazione di una newco (new company) che si dedicherà esclusivamente ai prodotti da festa come panettoni, colombe, ecc. sotto il nome di “Tre Marie Ricorrenze”. Ma si tratta solo di un’ipotesi. 
I lavoratori hanno fatto quadrato attorno ai sindacati e hanno organizzato uno sciopero e un presidio, giovedì 13 giugno, sotto la sede di Assolombarda, l’associazione delle imprese. E poi ancora lunedì, tutti in pullman verso Empoli a manifestare direttamente sotto gli stabilimenti della Sammontana, a casa del padrone. 
C’è molta delusione e rabbia. Nel 2010 la Sammontana aveva acquistato il marchio Tre Marie dalla Barilla, promettendo di rilanciare l’attività; ora, tre anni dopo, la proprietà sembra aver cambiato programmi e, dopo aver chiuso uno stabilimento a Cornaredo (nel 2011), punta a chiudere anche a Milano la sede storica delle “Tre Marie”.

Come detto, circa 240 persone rischiano il posto di lavoro: per metà di loro (il settore croissant) è prevista infatti la mobilità, mentre l’altra metà (settore panettoni) è destinata alla newco “Tre Marie Ricorrenze”, una nuova costola di Sammontana che per ora esiste solo nella teoria e si teme abbia poco futuro
Le trattative fra le parti in causa sono in corso, ma ciò che rimane è una profonda malinconia. Pochi anni dopo la INNSE infatti, la celebre fabbrica della Lambretta, un altro marchio storico di Lambrate rischia di essere cancellato dalla crisi. Alla INNSE la lotta è servita e l’azienda è ancora viva, ma alle Tre Marie non c’è un carroponte sul quale arrampicarsi e i lavoratori dovranno inventarsi qualcosa di più creativo per difendere il proprio lavoro.

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