domenica 9 giugno 2013

IL CASO DELL’INTERNET POINT NEL MEZZANINO DI LAMBRATE

È stato sgomberato a marzo l’Internet Point situato nel mezzanino della metropolitana di Lambrate. Il motivo? Non pagava l’affitto, secondo Atm, e aveva un debito arretrato di circa 30mila euro. L’ingiunzione di sfratto risaliva a più di un anno prima e riguardava appunto un negozio nel mezzanino di Lambrate.

Un’Internet Point (a quanto si leggeva dall'insegna), ma molto di più a guardare tutti gli annunci una volta affissi in vetrina: “Cerchi lavoro? Entra!” oppure “Assistenza ai servizi per gli immigrati” e avvisi del genere. 
Per esserci i computer c’erano, ma quasi si dimenticavano in mezzo alla ressa di africani e sudamericani (per la maggior parte) che ogni pomeriggio accorrevano in cerca di lavoro e assistenza per le pratiche d’immigrazione. In poche parole il business era un altro. E, a mio modo di vedere, neanche troppo pulito.
L’internet point sembrava essere in pratica poco più di una copertura per servizi di altro genere: assistenza alle pratiche d’immigrazione e ricerca di lavoro in primis. Servizi che effettivamente venivano garantiti, ma anche pagati cari e spesso senza scontrino fiscale.
I clienti giungevano in massa e si svolgeva un piccolo colloquio conoscitivo allo scopo di redigere un bel Curriculum Vitae formato europeo, prezzo 10 euro. Il lavoro spesso veniva anche trovato grazie a vari contatti con imprese e cooperative, ma una volta stipulato un contratto c’era da pagare un extra (a seconda del tipo di contratto). E questo mi puzza di illegale...

L’Internet Point di Lambrate era uno dei tanti esercizi commerciali morosi nei confronti dell’Azienda Trasporti Milanese. Negozi “fantasma”, ignorati dall’anagrafe dei tributi e non accatastati dal comune.
Settimana scorsa è partita però la regolarizzazione da parte del comune. Pare siano 390 i negozi esclusi dalle procedure di accatastamento e quindi alleggeriti da alcune tasse fra cui l’IMU.
Per la cronaca il padrone dell’internet point racconta di essere stato “truffato” da Atm, in quanto sfrattato dopo l’esecuzione di lavori di ristrutturazione per 40mila euro che, secondo lui, dovevano essere detratti dall’affitto. La procura comunque ha aperto un’indagine, vedremo come andrà a finire.


Se qualcuno ha qualcosa da dire sulla vicenda può liberamente commentare l’articolo o scriverci alla mail lambrateonair@tiscali.it o sulla nostra pagina facebook.


di Bruno Grande

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