martedì 14 maggio 2013

LA MALA DI UNA VOLTA


Muore la notte scorsa Luciano Lutring, il solista del mitra. Classe 1937, milanese doc, Lutring proviene da una famiglia non ricca, ma benestante. Il giovane Lutring cresce nella Milano del dopoguerra, in mezzo ai reduci ed agli ex partigiani amici dei genitori.
Luciano Lutring, il solista del mitra
A vent’anni gira per Milano con un'enorme Cadillac, lo chiamano l'Americano ed è il bullo del quartiere. Compra anche una pistola da un rigattiere: un residuato di guerra, senza pallottole. La usa solo per far colpo sulle ragazze: la passione per il gentil sesso non lo abbandonerà mai. La carriera nella mala inizia per caso, nel 1957, per colpa di una bolletta della corrente che sua zia Vittoria gli aveva chiesto di pagare. Va in un ufficio postale di periferia; è l’ora di chiusura e l’impiegato non gli dà retta, continuando a fare i conti. Lui si innervosisce e picchia il pugno sul bancone e nel prendere la bolletta, scopre involontariamente la pistola che porta alla cinta. Scambiandolo per un rapinatore, l’addetto della posta gli consegna impaurito un milione di lire. E’ l’inizio della sua carriera, che lo porterà a mettere a segno decine di rapine in nord Italia e in Francia. Nella custodia del violino nasconde il suo fedele mitra che gli garantisce il soprannome di “solista del mitra”, col quale diventa famoso. Dopo sette anni di latitanza viene arrestato nel 1966 a Parigi e dopo undici anni di carcere torna in Italia per vivere sereno fino alla morte.

Renato Vallanzasca, il bel Renè
Lutring rappresenta solo uno dei tasselli che compongono il puzzle della malavita milanese del dopoguerra, di stampo romantico, partorita da quell’ambiente di criminalità spiccia conosciuta come Ligera. Il rapinatore gentiluomo, il boss della zona, il palo sono tutte figure che hanno trovato il loro ambiente proprio nei dintorni di Lambrate e hanno contribuito a costruire la zona stessa, a caratterizzarla, a renderla viva. Uno tra tutti Renato Vallanzasca. Il bel Renè nacque proprio in via Porpora ed iniziò la sua famosissima carriera facendo il bullo nella vicina piazza Gobetti, dove subì il suo primo arresto per piccoli furti all’età di 8 anni.  Nella stessa zona, di qualche anno più vecchio di Vallanzasca, operava anche Francis Turatello, un pugile di Asiago, trasferitosi in giovane età a Lambrate. Francis partì con piccoli furti d’auto, ma ben presto diventò capo di una banda criminale (costituita per lo più da immigrati di provenienza catanese) dedita al controllo delle bische clandestine della città e allo sfruttamento della prostituzione.

Oggi questa realtà sicuramente violenta, ma anche pittoresca si è completamente trasformata: niente più ladri
Etichetta della Ligera -
Birrificio Lambrate
 "gentiluomini", che offrendo un mazzo di rose alla cassiera portano via l’incasso da spendere nei lussuosi ristoranti della Milano bene. Oggi essere un fuorilegge ha perso completamente ogni accezione romantica e anche il malavitoso ricade nel minestrone del business is business. Prostituzione, spaccio ed estorsione sono gestite da rami della ‘ndrangheta, che in modo estremamente gerarchico e organizzato dirige figure provenienti da diverse parti del mondo (est europa, nord africa…); rapinatori e ladri non bramano certo la bella vita e sicuramente non sussurrano frasi in dialetto milanese alle loro vittime. Ragazzotti che vogliono fare i bulli con gli amici, povera gente e immigrati che cercano di sopravvivere. Insomma nessuna figura che può contribuire a rendere più pittoresco e caratteristico questo piccolo angolo di Milano.

R.Melocchi

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