mercoledì 24 aprile 2013

BLITZ ANIMALISTA ALLA STATALE. OCCUPATO UN LABORATORIO E LIBERATE CENTINAIA DI CAVIE

Tutto comincia sabato 20 aprile quando in seguito ad un corteo organizzato dal CoordinamentoFermare Green Hill, un gruppo di animalisti fa irruzione nel dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano, in via Vanvitelli 32, e occupa un laboratorio di ricerca, con all’interno centinaia di gabbie per le cavie. Cinque attivisti si barricano nella stanza e si incatenano alle porte chiedendo la liberazione di tutti gli animali. Dopo ore di lunghe trattative con le forze dell’ordine, gli occupanti lasciano lo stabulario dando la libertà a un coniglio e a centinaia di topi.

Foto dal sito fermaregreenhill.net
L’Università e il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) hanno denunciato alle autorità giudiziarie il blitz con le accuse di “aggressione” e “devastazione”. Anni di lavoro andati in fumo e, secondo le prime stime, danni economici per centinaia di migliaia di euro. I ricercatori della Statale di Milano erano impegnati in studi ed esperimenti per la cura di malattie del sistema nervoso come autismo, sclerosi multipla, SLA (sclerosi laterale amiotrofica), Parkinson e Alzheimer. Gli attivisti durante l’occupazione, oltre a liberare alcune cavie, hanno tolto dalle gabbie i cartellini identificativi, rendendo così impossibile il riconoscimento degli animali coinvolti nei test.
Solidarietà da tutto il mondo accademico verso i giovani ricercatori che domenica in piazza Piola hanno manifestato a favore della ricerca e della sperimentazione animale.

E voi da che parte state?
Foto dal sito fermaregreenhill.net
Ovviamente gli animalisti, ma anche personalità di spicco del mondo della medicina, ritengono crudele e inutile la sperimentazione animale o vivisezione; dall’altra parte invece la si ritiene ancora necessaria. L’obiezione principale degli animalisti, stringendo all’osso, consiste nel ritenere non attendibile, dunque inutile e anzi fuorviante, l’applicazione sull’uomo di test sperimentali fatti su altre specie (ad esempio topo o coniglio). La parte a favore della sperimentazione conferma che effettivamente il contro-test sull’uomo rimane assolutamente necessario e anzi obbligatorio per legge, ma attualmente la sperimentazione cosiddetta in vitro è ancora troppo limitata nei risultati. Con lo sviluppo di moderne tecnologie infatti la sperimentazione animale si è notevolmente ridotta, ma resta ancora un punto di partenza fondamentale nel lavoro di molti ricercatori.
La diatriba nel profondo è materia per esperti, quello che ci preme è discriminare fra chi abusa della sperimentazione e chi invece ne fa un uso entro i limiti consentiti dalla legge. Mi auguro e sono convinto che nei laboratori universitari non ci si diverta a torturare le cavie, quindi considero l’azione degli attivisti inopportuna e anche controproducente. Le cavie liberate infatti sono state rese disponibili per l’adozione ai privati, ma, come spiega Andrea Tosini, ricercatore della Statale, «si tratta di esemplari con un basso sistema immunitario, incapaci di vivere liberamente e forse anche portatori di malattie infettive».


di Bruno Grande

Link utili:
vivisezione SI vivisezione NO, una "intervista doppia" a Umberto Veronesi e Silvio Garattini http://www.oggi.it/focus/cronaca/2012/03/12/silvio-garattini-e-umberto-veronesi-pro-e-contro-la-vivisezione/

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