domenica 28 aprile 2013

29 APRILE IN MEMORIA DI SERGIO RAMELLI. MOZIONE DEL CONSIGLIO DI ZONA 3 PER VIETARE IL CORTEO NEOFASCISTA.

Il manifesto del corteo
Si terrà come ogni anno il 29 aprile il tradizionale corteo-fiaccolata in memoria di Sergio Ramelli, un ragazzo di 18 anni appartenente al Fronte della Gioventù di Milano, ucciso nel 1975 in via Paladini. Circa un mese fa però, durante una seduta del consiglio di zona 3, gli esponenti di SEL e Gruppo Sinistra per Pisapia presentavano una mozione per vietare il corteo «da sempre un pretesto utilizzato da frange di neofascisti provenienti da tutta Italia per inscenare vere e proprie parate militari con simboli nazifascisti e bandiere con la croce celtica […] caratteristiche tali da poterle identificare come apologia di fascismo».
Perentorio il NO delle opposizioni del “parlamentino”, per le quali il consiglio non ha diritto né potere di vietare o consentire manifestazioni pubbliche, compito spettante esclusivamente alla questura di Milano. «La Costituzione Italiana sancisce il diritto a manifestare le proprie opinioni – si rivendica con forza – saranno poi le autorità competenti a stabilire se vengono infrante le leggi». I promotori della mozione contro il corteo fanno invece forza sui precedenti infelici che vedono effettivamente l’esposizione di simboli e slogan filo-fascisti, raramente sanzionati dalla polizia.
Per la cronaca, neppure il voto della maggioranza di sinistra è stato compatto. Un consigliere non ha votato mentre altri tre si sono astenuti spiegando che «Pur nei limiti imposti dalla legge, deve prevalere il diritto a manifestare, soprattutto se si parla di un 18enne massacrato a morte».
Sergio Ramelli era infatti un giovane di 18 anni che il 29 aprile 1975 fu assassinato a colpi di chiave inglese in via Ettore Paladini, vicino alla casa dove abitava. Un agguato politico di militanti di estrema sinistra, verso un ragazzo che, secondo le testimonianze, nonostante l’adesione al gruppo di estrema destra, non fu mai coinvolto in violenze squadriste.

La targa in via Paladini
Sul giornale Libero è intervenuto Guido Salvini, il giudice che condannò gli assassini di Ramelli: otto studenti di Medicina facenti parte del servizio d’ordine di Avanguardia Operaia.
Il magistrato in un articolo critica la posizione assunta dagli esponenti di SEL e Gruppo per Pisapia «anche perché – secondo Salvini – le commemorazioni per i morti di sinistra a Milano si fanno ogni anno con tanto di patrocinio del Comune  e senza che nessuno si sogni di chiederne la proibizione»
Salvini propone di organizzare un dibattito pubblico, in cui noti esponenti della politica di oggi, ma già attivi negli anni Settanta, come Ignazio La Russa da una parte e Stefano Boeri dall’altra, possano intervenire per educare sulla storia e sui contenuti politici di quegli anni.
Una soluzione a mio modo di vedere saggia (anche in visione futura) perché credo che un divieto possa solo andare ad alimentare inutili tensioni tra le parti in causa.

Personalmente faccio ancora fatica a discriminare fra morti di sinistra e morti di destra, morti rossi e morti neri e quindi ritengo quantomeno inopportuna la mozione dei gruppi di sinistra del consiglio di zona.
In ogni caso il concentramento è fissato per le ore 20 in piazzale Susa.


di Bruno Grande


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