venerdì 25 gennaio 2013

INIZIATIVE A LAMBRATE PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

Domenica 27 gennaio è il Giorno della Memoria. Vediamo che dice a riguardo la legge 211 del 20 luglio 2000:
 
«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

Comune di Milano e Consiglio di Zona 3 - in collaborazione con le associazioni Musica oltre il sipario, ANPI Zona 3 e Alkaest - organizzano tre iniziative che si terranno nel nostro quartiere presso l'Auditorium di via Valvassori Peroni 56. Riportiamo qui di seguito il programma.

- VENERDI' 25 GENNAIO, ore 21.00

“CHE NON ABBIANO FINE MAI” - A cura dell’associazione Musica oltre il sipario.

Uno spettacolo musicale che racconta il dramma del popolo ebraico e della Shoah, passando attraverso la vita di una giovane poetessa e partigiana ebrea.
Con musica e canti della tradizione ebraica grazie ai musicisti Eyal Lerner (flauti), Luigi Maione (chitarra) e Federico Bagnasco (contrabbasso).

- SABATO 26 GENNAIO, ore 21.00

“QUANDO I TRENI ARRIVAVANO IN ORARIO” - A cura di ANPI Zona 3.

Lettura scenica di Elena Cerasetti, Raffaella D’Angelo e Alessandro Pavia e contributi video di Maurizio Pratesi di AmiciInvideo, di Eugenio Di Fraia e Gianni Lacerenza - è un dialogo a distanza tratto dalla biografia di Liliana Segre e Adamo Sordini: una bambina ebrea deportata ad Auschwitz e un operaio deII’Innocenti deportato a Mauthausen, ambedue miracolosamente sopravvissuti all’inferno dei lager.

- DOMENICA 27 GENNAIO, ore 21.00

“IL RITORNO DI KLARA” - A cura dell’associazione teatro ALKAEST.

Spettacolo teatrale su una ragazza che ritorna dopo essere sopravvissuta ad un campo di concentramento. Con Adriana Libretti, Lorena Nocera e Giovanni Battista Storti. Tratto dal romanzo di Soazig Aaron “La donna che disse no. Un ritorno da Auschwitz”.

sabato 19 gennaio 2013

IL FAES ACQUISISCE L'ISTITUTO MARIA IMMACOLATA DI VIA AMADEO. OMBRE E POLEMICHE.

Innanzitutto, che cos’è il FAES? È una sigla che sta per “FAmiglia E Scuola”, è un’associazione «sorta a Milano nel 1974 per iniziativa di un gruppo di genitori e insegnanti». Questa associazione gestisce «scuole paritarie non statali» (in sostanza private) di ispirazione cristiana, ma considerate laiche, in cui tuttavia si ritiene che «la dimensione religiosa è costitutiva della persona e la sua valorizzazione è parte della formazione completa a cui si tende per ciascun alunno». Così si legge dal sito FAES.
Il modello formativo? «Si ispira alle intuizioni educative di San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei».
Segni particolari: sono scuole omogenee. Che vuol dire? Semplicemente separazione dei sessi, maschietti da una parte e femminucce dall’altra!
Per chi se lo stia chiedendo, confermo…Corre l’anno 2013!
Un po’ di slogan: «Centralità alla persona», «Scuole omogenee: scuole diverse per valorizzare ogni studente», «L'omogeneità è una grande opportunità che valorizza le qualità dei ragazzi e sviluppa in modo ordinato e focalizzato le caratteristiche di femmine e maschi: lo confermano risultati e studiosi di tutto il mondo».
E per dare credibilità alla proposta vengono citati grandi nomi come sponsor del modello single-sex: i principini Henry & William, le attrici Cate Blachett, Gwyneth Paltrow e..…rullo di tamburi..…HARRY POTTER!! (alias Daniel Radcliffe).
A Milano tutte le scuole gestite dal FAES sono in zona Lambrate: scuola materna e asilo nido AURORA in via Nöe - scuola ARGONNE, istituto esclusivamente maschile, che ospita elementari, medie e liceo, ora in via M. Gioia, ma dall’anno scolastico 2013-2014 si sposterà in via Zanoia ang. via Ponzio - scuola MONFORTE, rigorosamente femminile, che ospita elementari, medie e liceo, ora in via Zanoia, ma dall’anno scolastico 2013-2014 in via Amadeo 11.

L'Istituto Maria Immacolata di via Amadeo
I fatti: il 19 ottobre 2012 viene fatta girare una circolare nelle classi dello storico Istituto Maria Immacolata (IMI) di via Amadeo 11 e contemporaneamente una mail viene inviata ai genitori: l’IMI ha ceduto la scuola in gestione al FAES. Cosa è successo? Una specie di fallimento o bancarotta; non sapevo potesse succedere anche a una scuola, ma evidentemente è così. Nonostante le decine di milioni di euro (di soldi pubblici) stanziate per le scuole private dalla regione Lombardia negli anni di amministrazione Formigoni…
Da IMI a FAES dunque, che cambia? Innanzitutto la retta annuale che, secondo i primi rumors, verrà raddoppiata a partire dai 2000-2500 euro precedentemente stabiliti; e poi questo così innovativo modello di educazione di educazione firmato Opus Dei. Dall’anno prossimo i maschi dell’IMI non son più i benvenuti, meglio classi omogenee single-sex, così da evitare perversi traviamenti giovanili.
Beh i genitori IMI si sono parecchio arrabbiati. Sul blog del FAES è stata aperta una pagina dove fosse possibile trovare info e aggiornamenti sulla vicenda. Si è acceso subito un vivace dibattito che ha assunto presto la forma di un vero e proprio scontro fra genitori IMI e sostenitori FAES. I commenti, considerati troppo “spinti”, sono stati bloccati dopo due giorni poiché «è ben noto a tutti che il web esalta l’emotività e non favorisce il dialogo».
I genitori IMI si sono così uniti in una class action per chiedere almeno che le sezioni attualmente presenti nell’istituto possano concludere il proprio ciclo scolastico, senza smembramenti di classe e troppi cambi di docenti.
Per fortuna il buon senso ha prevalso e le richieste fatte hanno avuto buon esito. Questo è uno stralcio della lettera inviata dal presidente FAES al consiglio d’istituto IMI: «In sostanza la Vostra richiesta di individuare una modalità organizzativa che consenta di “ospitare” la conclusione dei cicli in corso, per i soli alunni già iscritti, nel rispetto delle scelte educative e formative fatte dalle famiglie IMI ha trovato riscontro negli accordi tra la Congregazione ed il FAES. In particolare il FAES acquisirà solamente la scuola dell’Infanzia IMI. Al tempo stesso la Congregazione porterà a conclusione nel medesimo stabile i cicli scolastici in corso della primaria e della secondaria di primo grado, per i soli alunni già iscritti, mantenendo per quanto possibile le attuali classi e i relativi docenti».
In pratica le classi della scuola elementare e media potranno concludere nella sede di via Amadeo i loro percorsi, «al naturale esaurimento dei cicli in corso (4 anni per la scuola elementare e 2 anni per la scuola media) l'IMI cesserà le attività didattiche».
E gli studenti del liceo? Beh evidentemente son considerati abbastanza maturi da sopportare questo trauma.

L’Istituto Maria Immacolata svanirà quindi nel nulla. Riassumiamo per concludere con chiarezza il valzer di sedi FAES: la struttura di via Amadeo 11 ospiterà la scuola materna e asilo nido AURORA, che però manterrà anche la precedente locazione in via Zanoia, e la scuola femminile MONFORTE che si trasferirà da via Zanoia. La scuola ARGONNE prenderà il posto della MONFORTE.
Per concludere definitivamente, parafrasando alcuni dei commenti che si possono trovare sul blog FAES, ci chiediamo come sia possibile che una scuola privata, creata da una congregazione cattolica e quindi legata fortemente (e anche supponiamo economicamente) alla Chiesa come istituzione, possa “fallire” con migliaia di euro di debiti dopo decine di anni di attività. Forse qualcuno ai piani alti tiene a diffondere il modello FAES?
L’associazione respinge le accuse, rivendicando anzi lo spirito di carità e di solidarietà che li ha spinti al soccorso dei fratelli dell’IMI che «hanno bussato a tutte le porte possibili a Milano» in cerca di aiuto.
Senz’altro le modalità di questo passaggio di consegna non sono piaciute ai genitori IMI (prevalentemente di fede e orientamento cattolico è lecito supporre). Vi invitiamo ancora una volta a leggere i commenti spesso vivaci, ma ragionevoli sul blog FAES.

di Bruno Grande
Tutti i virgolettati «…» sono citazioni fedeli dal sito o dal blog FAES.

Qui una bella inchiesta sui finanziamenti alle scuole private da parte di Regione Lombardia a cura di Luciano Muhlbauer (candidato come consigliere regionale per la lista Etico A Sinistra). -->LINK
Qui altri link utili:

venerdì 18 gennaio 2013

VIA BAZZINI – FINE DEI LAVORI


Sono finalmente finiti i lavori in via Bazzini, iniziati ben sette anni fa. Ripercorriamo in sintesi i fatti accaduti. In via Bazzini, tra i civici 20 e 22, vi era una piccola area verde attrezzata in cui i bambini e ragazzi del quartiere andavano a giocare passando i pomeriggi. Ricordo che, quando mio nonno veniva a prendermi alla vicina scuola elementare San Giuseppe, ci fermavamo sempre mezzoretta a giocare in quei piccoli, ma frequentati giardini.
Nei primi anni del 2000, in particolare con la guida dell’ex sindaco Albertini, cominciarono le proposte di costruire parcheggi sotterranei in diverse zone di Milano, tra le quali i giardini di via Bazzini.
Foto scattata da Francesca Segattini
Nonostante le diverse proteste per non far abbattere i cinque alberi secolari presenti all’interno dell’area verde, nel 2004 vennero approvati i lavori, che iniziarono ufficialmente nel 2006.
Dopo un primo avvio, durante il quale vennero abbattuti gli alberi e si fecero i primi scavi, i lavori si fermarono. Ricorsi da parte dei condomini adiacenti, passaggi e cessioni di appalti fecero tardare notevolmente il proseguo dei lavori, che ripresero soltanto tra il 2011 e il 2012.
Dopo circa sette anni  dall’inizio dei lavori, sono finalmente pronti i nuovi giardini di via Bazzini e i parcheggi sotterranei dovrebbero essere accessibili. L’inaugurazione della riapertura di quella piccola, ma importante area è stata stamattina. Erano molte le persone che sono accorse per documentare l’evento, che, dopo aver aspettato così tanto, sembrava ormai irraggiungibile.
I bambini della zona potranno finalmente tornare a giocare in un giardino vicino a casa, via Bazzini sarà finalmente più scorrevole e gli automobilisti avranno libero accesso ai loro adorati parcheggi.

R.Melocchi

venerdì 11 gennaio 2013

A CHI PIACE L’ACQUA DEL SINDACO?

Una casa dell'Acqua a Bresso (MI)

A partire dal 19 dicembre il Comune di Milano ha finanziato l’installazione di cinque “Case” dell’acqua distribuite per la città e gestite da Metropolitana Milanese Spa. Stiamo parlando di veri e propri distributori pubblici gratuiti di acqua, liscia o gassata, a cui tutti i cittadini potranno accedere tramite la tessera regionale dei servizi. L’iniziativa non è una novità per tutti, perché nell’hinterland milanese sono già presenti da qualche anno un’ottantina di "Case" a disposizione dei residenti. 

L’installazione più comoda per noi lambratesi sarà quella dei giardinetti di via Morgagni, vicino alla fermata della rossa Lima; in sostanza stiamo parlando dei parchetti adiacenti a Piazza Bacone, per chi fosse poco pratico delle vie del proprio quartiere.

I cinque centri milanesi saranno attivi da febbraio e, per rassicurare tutti coloro che vorranno usufruirne, è stato attivato anche il portale MilanoBlu, dove si potranno controllare i livelli di sicurezza e potabilità delle acque cittadine oltre che la dislocazione di tutte le fontanelle pubbliche. Un occasione da non perdere, sia per i residenti di Lambrate che per i milanesi tutti!

di C.Masciadri



mercoledì 9 gennaio 2013

BUON 2013...ALLO SVINCOLO DI LAMBRATE DELLA TANGENZIALE EST

Dovrebbe essere l'anno buono questo, salvo sorprese last minute, tipo boh...il ritrovamento di fossili legati ad un'antica civiltà sconosciuta...o la scoperta di un giacimento diamantifero, qui a Lambrate. Vi immaginate? Beh tutto può succedere...
In ogni caso il 2013 è considerato l'anno di definitiva realizzazione dell'avveniristico progetto dello "Svincolo Lambrate" targato Pro Iter S.r.l. (in verità si parla di un vago "inizio 2014", poiché è sempre meglio non essere troppo precisi quando si parla di date di scadenza).
Qui il nostro primo articolo inchiesta sullo svincolo --> LINK
Qualche passo incoraggiante comunque è stato fatto, vediamo a che punto siamo: recenti interventi hanno consentito la riapertura dell'ingresso in Tangenziale Est da via Rombon in direzione Bologna (A1) e hanno dato vita a una nuova uscita - Lambrate - dalla Tangenziale Est provenienza Venezia (A4) e direzione via Rombon (svincolo stradale fra l'altro dalla guidabilità piuttosto sportiva per chi è appassionato). La stessa uscita - Lambrate - venendo da Bologna (A1) è invece sì aperta, ma ancora piuttosto scomoda, considerando che bisogna raggiungere la prima rotonda sulla SP Cassanese a Segrate per poi invertire la marcia e tornare in città.
In sostanza delle 8 rampe che dovrebbero collegare la Tangenziale Est con Milano, da una parte, e con l'hinterland dall'altra, ad oggi ne sono usufruibili solo 4, la metà, e con ogni probabilità non presentano ancora una forma definitiva.
Inoltre nel progetto originario (che è misteriosamente scomparso dal sito serravalle.it per far posto a un altro progetto rivisitato in stile "Monti" diciamo, cioè con parecchi tagli) si manifestava con orgoglio la volontà della realizzazione, ancora teorica per il momento, di "percorsi pedonali e ciclopedonali che collegheranno la città di Milano con il centro cittadino di Segrate" ed addirittura di "Barriere fonoassorbenti" e "Dune antirumore rinverdite", il tutto con il serio impegno di non intaccare l'armonia ambientale della zona. Anche l'armonia qui è tutta teorica...
La sostanza è che praticamente per vent'anni i lambratesi hanno dovuto sopportare i disagi di un cantiere selvaggio che, oltre al disservizio, crea anche degrado in un panorama che già di per sé non può essere esaltante.
La cosa che ritengo più grave in ogni caso, più che i problemi "tecnici", è la questione della trasparenza riguardo all'informazione che i cittadini avrebbero (anzi HANNO) il diritto di ricevere e che invece ha latitato parecchio durante quest'annosa vicenda.
Noi lambratesi comunque siamo un popolo paziente e non perdiamo mai la speranza. Buon 2013.


- Qui sotto un link che rimanda a una scheda dettagliata sulla "Riqualifica dello svincolo Lambrate/Segrate" - fonte: TRAIL - Portale nazionale delle infrastrutture di trasporto e logistica del sistema camerale": http://www.trail.unioncamere.it/scheda_intervento_dettaglio.asp?id=1157
(da notare l'indicazione "Data fine lavori: N. D.")
- Qui invece una mappa schematica del progetto: http://www.urbanfile.org/it/2008/06/riqualificazione-svincolo-lambrate-tangenziale-est/

di Bruno Grande

venerdì 4 gennaio 2013

IL CONSIGLIO DI ZONA 3 E IL GIORNO DELLA MEMORIA

Il 20 dicembre 2012, alla vigilia della presunta fine del mondo, si è riunito il consiglio di Zona 3 nella sede di via Sansovino 9. L’ordine del giorno ovviamente non verteva sulle sorti dell’umana stirpe a fronte della tragica previsione dei Maya, bensì sulle iniziative da intraprendere il mese successivo alla riunione, più precisamente il 27 gennaio (Giorno della Memoria), per ricordare nel modo più efficace ciò che accadde al popolo ebraico e nel mondo.
Tempo prima della riunione del 20 dicembre si era già parlato, sempre all’interno del Consiglio di Zona, di un possibile finanziamento (circa 3500 euro) a favore di queste iniziative, che prevedevano un incontro con un testimone della Shoah all’auditorium della biblioteca Valvassori Peroni. La proposta fatta sembrava appropriata e in linea con quanto prevede la legge italiana 211 del 20 luglio 2000:

In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.

Sembrava inoltre che fossero d’accordo tutti i 41 consiglieri del Consiglio di Zona 3, compresa Patrizia Bedori, esponente del Movimento 5 Stelle. Purtroppo, però, Patrizia Bedori non si considera un consigliere eletto senza vincolo di mandato, come prescrive la Costituzione della Repubblica italiana,  ma una semplice "portavoce" incaricata di votare come la maggioranza dei sostenitori decide, sostenendo quindi quella forma di democrazia diretta portata avanti dalla politica del Movimento 5 Stelle. Così il consigliere comunale rimette la decisione in mano ai sostenitori del Movimento attraverso i social network. Queste sono alcune risposte date dai “grillini”:

Perché dare soldi solo agli ebrei? 
Il Consiglio di Zona dovrebbe dare i soldi per iniziative a favore di altri popoli oppressi, come i palestinesi.
Sono soldi pubblici, non è giusto sprecarli così.

Ed è così che la maggioranza delle persone che aderiscono al Movimento 5 Stelle vota no alla proposta delle iniziative per il Giorno della Memoria.
Torniamo, quindi, alla riunione del Consiglio di Zona 3 del 20 dicembre 2012 durante la quale si vota per l’approvazione delle iniziative a favore del Giorno della Memoria. Nonostante Patrizia Bedori si dichiari personalmente favorevole si vede costretta a votare no, precisando comunque che:
Noi del movimento pensiamo che i massacri e le persecuzioni razziali, religiose, di genere, politiche, siano tutte da ricordare e da condannare, crediamo  che ancora più importante sia ricordare degnamente quegli episodi della storia contemporanea che hanno toccato proprio il nostro Paese. Perché quello che è accaduto in passato può accadere di nuovo e la storia non ha molta fantasia, ma la crudeltà umana sì. E’ solo che in un momento di gravissima crisi economica i consigli di zona che hanno pochi soldi si dovrebbero occupare con priorità assoluta dei meno fortunati fra i nostri cittadini indirizzando l’aiuto ai più deboli con tutte le risorse a disposizione, dando prova di sensibilità sociale sia in sede di proposte che  di ascolto. I Consigli di Zona sono nati per ascoltare le istanze della popolazione milanese e i loro problemi ed opinioni per poi ricondurli all’interno del consiglio Comunale e non certo per fare concorsi per il presepe più bello o per il calendario di zona3.
La maggioranza si è comunque mostrata favorevole alle iniziative proposte, che hanno ricevuto quindi l’approvazione del consiglio con immediata eseguibilità.

Fonti: 


R.Melocchi.

giovedì 3 gennaio 2013

L'OMBELICO DEL MONDO!!! IN VIA CONSOLE FLAMINIO

No, non siamo ancora sotto gli effetti stupefacenti del prosecco di capodanno...C'è un buco gigantesco in via Console Flaminio. Fate attenzione!!
Solerti cittadini di quartiere hanno dato l'allarme per un abnorme cratere che si apre proprio all'altezza di un cantiere che già da tempo restringe la via, rendendo complesso il passaggio delle auto. I primi rilevamenti del Nucleo di intervento rapido denunciano una possibile infiltrazione d'acqua come causa del collasso del manto stradale.
Quindi occhio a dove mettete i piedi!!
Se vi capita per strada o sui marciapiedi di trovare buchi, accidenti o ostacoli di qualche genere, avvisate subito i vigili urbani di quartiere. Nel caso di danni a persone o cose, che so se inciampate causandovi una distorsione alla caviglia oppure in auto spaccate la sospensione della ruota (facendo le corna), il comune è tenuto a risarcirvi! Ma solo se il problema era stato segnalato in precedenza.

Il caso ha allertato anche i reporter del Corriere della Sera: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_gennaio_2/via-console-flaminio-lambrate-voragine-asfalto-smottamento-2113376554953.shtml

Nelle ultime ore abbiamo verificato il tentativo quantomeno grossolano di risolvere il problema. Ora al posto del buco abbiamo una serie di gobbe asfaltate.
Nella speranza che il tratto di strada riprenda al più presto un aspetto dignitoso, predichiamo la prudenza per automobilisti e soprattutto motociclisti e ciclisti.