mercoledì 10 ottobre 2012

RIQUALIFICARE PIAZZA BERNINI? FORSE…


Nelle ultime settimane si sono rincorse su vari quotidiani nazionali, ma anche sul sito del Comune, voci che parlavano di un ricorso del concessionario dei parcheggi di piazza Bernini, contro la revoca del progetto da parte del comune. Secondo queste voci il ricorso sarebbe stato bocciato inesorabilmente dal Tar. La prima cosa da mettere subito in chiaro è che il ricorso c’è stato, ma il Tar non si è ancora pronunciato in merito alla questione (si parla di un’attesa di alcuni mesi) quindi il Comune non ha ancora avuto il via libera ufficiale per la riqualificazione dell’area, anche se ufficialmente potrebbe far partire i lavori subito, con ovviamente il rischio di sprecare denaro nel caso in cui il Tar desse ragione al concessionario.

Lavori abbandonati in Piazza Bernini
Ieri sera, presso la parrocchia di San Giovanni in Laterano adiacente alla piazza, si è svolta un’assemblea dei residenti, con la presenza del comitato contrario alla realizzazione dei box e di coloro che invece fanno parte della Cooperativa Città Studi Nuova, quella che ha dato mandato di costruire al concessionario, e che hanno versato negli anni passati un anticipo di 11.000 euro per la costruzione del parcheggio sotterraneo. Ultima presenza all'assemblea, quella di due assessori del Comune, quello ai lavori pubblici Lucia Castellano, e quello a mobilità e ambiente, Pierfrancesco Maran.

Per chi non è pratico della “questione Bernini” proviamo a fare un piccolo excursus chiarificatore, anche se ovviamente una storia lunga più di vent’anni non può essere facilmente riassunta in poche righe. Nel 1985 appare il primo bando del Comune e, dopo un grottesco iter amministrativo con svariati ricorsi al Tar, alberi tagliati, lavori mai partiti e ulteriori bandi comunali, finalmente nel 2007 la giunta Moratti avvia la pratica. A quel punto però si scopre che i costruttori hanno fatto “confusione” coi documenti per ottenere le autorizzazioni dei vigili del fuoco. Le indagini portano il presidente della Cooperativa e un progettista a patteggiare rispettivamente 8 e 6 mesi di carcere per aver manomesso la carte. I lavori si bloccano nuovamente e arriviamo quindi alla situazione attuale della piazza, recintata e con i macchinari fermi.

Lo scorso anno la nuova giunta Pisapia decide quindi di dare una svolta al piano parcheggi della città (che conta ancora più di cento parcheggi sotto esame oltre che di una ventina revocati) e, per concedere la ripresa dei lavori, fissa nuove regole che prevedono l' allontanamento delle persone coinvolte nelle vicende giudiziarie. La prescrizione non viene però rispettata dal ex-presidente della cooperativa, che si dimette ma si presenta comunque alla riunione con il Comune (in qualità di libero cittadino, sostengono gli appartenenti alla cooperativa stessa, in pratica è su questo punto che dovrà deliberare il Tar); il Comune stesso coglie quindi al balzo l’occasione di proseguire sulla sua linea ecologista decisamente contraria ai parcheggi, ed il 22 giugno revoca il progetto.

La viabilità attuale della Piazza
A questo punto torniamo all'assemblea di ieri sera, nella quale, salvo qualche intervento di squilibrati che chiedevano la riqualificazione di un semplice marciapiede ancor prima del risoluzione del problema generale, sono emerse principalmente tre correnti di pensiero. La prima, e assolutamente minoritaria , è quella di coloro che hanno già pagato l’anticipo sui box e vogliono che i lavori riprendano; la seconda è composta dai cittadini del comitato per la piazza, da sempre contrari al parcheggio, che chiedono a gran voce un’immediata riqualificazione della piazza stessa; la terza corrente è formata da coloro che hanno già sborsato i famosi 11.000 euro, ma che oramai, stufi della situazione insostenibile, aspirano semplicemente a riavere indietro il proprio denaro, assieme ad una piazza vivibile da parte di tutti.

Il Comune da parte sua, tramite i due assessori presenti all’assemblea, assicura che un primo progetto di riqualificazione parziale partirà entro Marzo,  guarda caso data entro la quale dovrebbe arrivare il giudizio del Tar. Ma evidentemente ci sono già pochi soldi nelle casse municipali e non vanno sprecati per un progetto che potrebbe rivelarsi inutile, nel caso in cui venisse data ragione al concessionario. Inoltre l’assessore Castellano promette che verrà fatto quanto in potere da parte del Comune per far sì che i soldi anticipati dai cittadini vengano restituiti dal concessionario medesimo, ed il problema principale ora risiede proprio in questo. Tralasciando infatti l’enorme danno subito da tutti i residenti della zona negli ultimi vent’anni, e tralasciando il fatto che si impiegheranno comunque mesi per veder tornare finalmente vivibile la piazza (in attesa del giudizio del Tar), non vi è ancora la certezza che il famoso e cospicuo anticipo versato da ben 66 famiglie nel corso degli anni verrà infine restituito. 
Come si suol dire, oltre al danno si prevede in arrivo anche la beffa.
di C. Masciadri

Nessun commento:

Posta un commento