lunedì 29 ottobre 2012

IL LAMBRETTA SGOMBERATO CERCA UNA NUOVA CASA

È stato sgomberato martedì mattina, dopo le diffide della questura delle ultime settimane, il centro sociale Lambretta, che da aprile si era stabilito nelle quattro villette ALER di via Apollodoro. http://lambrateonair.blogspot.it/2012/06/la-rinascita-delle-case-aler-di-via.html  Le iniziative indette dal “gruppo di antagonisti” negli ultimi giorni di occupazione (presidi, assemblee pubbliche e “passeggiate di quartiere”) non son servite a smuovere la coscienza degli organi istituzionali, ma hanno tuttavia messo al centro del dibattito i veri temi cruciali della questione: la sensibilizzazione al problema degli spazi inutilizzati della città e la possibilità di un’attività di autogestione diretta da parte dei cittadini. In questo senso l’esempio dato dal collettivo è stato apprezzato dal quartiere e anche da alcune personalità politiche. Martedì stesso l’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, partecipando al corteo del Lambretta, lasciava dichiarazioni emblematiche: «Abbiamo sempre condannato ogni forma di occupazione ma devo dire, innanzitutto da cittadino, che è incredibile che le istituzioni lascino gli spazi inutilizzati, mentre dovrebbero essere le prime a dare risposte concrete a una necessità di socialità che si esprime magari in forme non condivisibili, ma che alla fine non fanno male ai quartieri».

Sta di fatto che l’ALER è riuscita a far valere i propri “diritti” e le forze dell’ordine hanno ripristinato la “legalità”…come? Lo raccontano i tre ragazzi del collettivo che durante lo sgombero si sono arrampicati sul tetto di una villetta, lasciata solo mercoledì pomeriggio. I tre “climbers” testimoniano che “l’impresa di pulizia” dei locali ALER non è andata molto per il sottile e si è assicurata di porre le basi per una “riqualificazione” del luogo. «Hanno distrutto tutto e spaccato tutto - ha spiegato Matteo - abbiamo visto un operaio che rompeva i sanitari, le tubature, i lampadari per rendere le palazzine inagibili».

E il comune? Dopo un non giustificabile silenzio durato mesi su una questione alquanto spinosa ed importante per la città, il sindaco Pisapia ha dichiarato che dello sgombero non sapeva nulla: «La proposta di sgombero non è stata autorizzata dal Comune, ma dall'Aler, con una motivazione che non convince assolutamente, cioè che parte di quelle villette fossero destinate ad Expo, cosa non vera».
Un panorama piuttosto desolante insomma visto anche che la liberazione di questi spazi era stata invocata gran voce dall’ex assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti, arrestato poche settimane fa per aver comprato voti dalla ‘ndrangheta.
Nella serata di martedì, alla fine del corteo, un gruppetto sparuto degli ex-occupanti ha effettuato un blitz all’istituto grafico Rizzoli di piazza Occhialini (a pochi metri dalle case di via Apollodoro). La nuova occupazione è però durata poche ore e l’edificio è tornato deserto. «Abbiamo deciso di occupare solo per mostrare ai giornalisti e quindi alla città l'inspiegabile stato di degrado in cui versano le strutture scolastiche. Questo non è né sarà il nuovo spazio del collettivo Lambretta, l'esperienza di piazza Ferravilla comunque non finisce e la nostra lotta proseguirà».

Credo che chiunque sia passato al Lambretta, anche solo per una volta, abbia avuto un’ottima impressione del progetto e delle iniziative messe in campo da questo gruppo di ragazzi; ribadisco ancora che non mi sarebbe spiaciuta una presa di posizione più coraggiosa e perentoria da parte dell’amministrazione comunale che invece in sostanza ha lasciato fare. Tuttavia c’è da segnalare per lo meno una discreta attenzione sul tema del degrado e dell’abbandono degli spazi urbani. L’assessore Majorino ha dichiarato che nei prossimi giorni il comune presenterà il progetto di assegnazione di un migliaio di spazi vuoti nella città.
di Bruno Grande

Nessun commento:

Posta un commento