venerdì 30 marzo 2012

ROGHI SULLA FERROVIA

Sono stimati oltre la soglia del milione di euro i danni causati dai roghi che, nella notte tra domenica e lunedì scorsi, hanno gravemente danneggiato due centraline elettriche sul tratto ferroviario Lambrate – Rogoredo. Dietro, secondo gli investigatori, c'è l'impronta anarco-insurrezionalista. Sul luogo sono state rinvenute alcune bottiglie incendiarie e due scritte sulle pareti delle cabine: “NO TAV” (ma il movimento valsusino ha perentoriamente negato ogni
coinvolgimento) e “Sole e Baleno vivono” (i soprannomi di due anarchici arrestati nel 1998 e trovati impiccati nei rispettivi luoghi di detenzione). Parecchi i disagi per i pendolari, lunedì mattina, con diversi rallentamenti e un treno cancellato. L'assessore alla mobilità ragionale Cattaneo ha dichiarato: “Veri atti criminali con cui si colpisce non l'alta velocità, ma chi prende il
treno per lavorare e andare a scuola”. Commento impeccabile, a mio parere, ed episodio che deve far riflettere sui movimenti di protesta in generale, forse troppo spesso colpevoli di atti che fanno il solletico alle istituzioni, ma che gravano invece ripetutamente sui cittadini, su quella massa silenziosa (ma non per questo ignava) che ne paga le conseguenze (vedi il milione di euro di soldi PUBBLICI che serviranno per le riparazioni).
Certo l'altra faccia della medaglia è il mondo dell'informazione, reo di aprire solo raramente dibattiti costruttivi su questioni importanti, per poi alzare polveroni e coprire pagine di cronaca con questi episodi effimeri (da un punto di vista mediatico) che presto finiscono nel dimenticatoio.

mercoledì 28 marzo 2012

VIA FELTRE, INCIDENTE IN BICI PER DAVIDE CASSANI

Per un banale incidente in bicicletta, l’ex-corridore e noto commentatore Rai Davide Cassani ha rischiato di perdere la vita.  Lunedì sera infatti, mentre rientrava a casa percorrendo la strada di tutti i giorni con la sua “bicicletta da passeggio” (testuali parole di Cassani), il commentatore romagnolo è stato vittima di una brutta caduta che gli ha fatto riportare la frattura dello zigomo e del piatto orbitale, oltre che passare un’ora in stato di incoscienza.

L’incidente, avvenuto in via Feltre all’altezza della rotonda per raggiungere il cimitero di Lambrate (o gli East End, a seconda delle personali abitudini), si è sviluppato in modo banale e autonomo. Difatti il pantalone dello stesso ciclista si è incastrato nella catena sbalzandolo di sella e scaraventandolo violentemente a terra.

Fortunatamente Cassani, dopo essere stato portato d’urgenza al San Raffaele, ha ripreso rapidamente conoscenza, rassicurando amici e famigliari con un comunicato on-line (http://www.davidecassani.it/in-evidenza/tutto-bene-quel-che-finisce-bene ). A Davide, grande ciclista ma anche stimato commentatore ed ex-collega storico di Auro Bulbarelli, vanno tutti i nostri migliori auguri di una pronta guarigione, nella speranza di rivederlo presto in cabina di regia a commentare il Giro d’Italia e tutte le altre maggiori manifestazioni ciclistiche.

C. Masciadri

sabato 24 marzo 2012

RAPINA.MI

E’ di pochi giorni fa (21 marzo) l’arresto di un uomo di 32 anni, italiano, etichettato come rapinatore seriale di farmacie. E’ stato fermato dalla Polizia di Stato mentre guidava una Fiat Panda bianca, dopo aver compiuto la sua ultima rapina alla farmacia di via Iglesias, in zona viale Monza.
La notizia ci giunge dopo un’altra rapina, quella messa in atto alla Farmacia Argonne di via Lomellina, angolo via Masotto. Il 19 marzo, intorno alle 11.30, un malvivente col volto coperto da un casco, ha fatto irruzione nella farmacia. L’uomo ha minacciato con un taglierino un farmacista e un dipendente, intimando loro di consegnargli tutti i soldi disponibili. Le vittime sono state costrette a lasciargli 800 euro. Fuori dalla farmacia un complice del malvivente teneva caldo il motore dello scooter. I due sono riusciti a fuggire. Prive di sistemi di sicurezza e guardie giurate, ricche di incassi per la vendita di medicinali costosi, le farmacie entrano sempre di più nel mirino di rapinatori e malviventi. La Polizia di Stato dovrà stare ben allerta, ma a mio avviso non basta. Servono sistemi di sicurezza più efficaci, non solo per incastrare criminali, ma per garantire ai farmacisti una sicurezza e una serenità maggiore sul proprio posto di lavoro.
R.Melocchi

giovedì 22 marzo 2012

SPAZIO BLACKAUT: IL COMUNE CHE FA? (seconda parte)

Facciamo un po’ il riassunto della situazione. Nel maggio 2011 alcuni ragazzi dei collettivi studenteschi della zona hanno occupato dei casolari abbandonati di proprietà comunale. A settembre però si è venuto a sapere che “delle persone”, non riconducibili a gruppi organizzati, hanno preso possesso delle strutture e vi si sono insediati in modo permanente.
Il problema è che questi “squatter”, così vengono chiamati nel gergo giornalistico gli occupanti abusivi, organizzano feste e rave a base di alcol e musica techno sparata a tutto volume, creando disagi ai residenti dei condomini limitrofi, i quali si sono ribellati a questa situazione di degrado
e anarchia dando vita ad una raccolta di firme per lo sgombero dell’area. Il consigliere di zona 3 del Pdl G. Boari si è messo a capo della rivendicazione e, nell’ottobre 2011, ha ottenuto che fosse inserita nell’ordine del giorno della seduta del consiglio una mozione per lo sgombero. Tuttavia la discussione della questione è stata rinviata a, probabilmente, momenti più opportuni. Sta di fatto che la situazione oggi è quella di sei mesi fa. Il problema non è però solo legato a musica alta e schiamazzi notturni: gli edifici in questione non sono in sicurezza e nel tetto è stata riscontrata (fin dai tempi dei primi occupanti) la presenza di amianto. Inoltre per la zona in questione è previsto un progetto di riqualificazione che prevede l’ampiamento dell’istituto alberghiero Vespucci, adiacente allo Spazio Occupato. La polizia locale, che riceve decine di segnalazioni ogni fine settimana, afferma di non poter intervenire direttamente.

Siamo alle solite insomma: tra temporeggiamenti politici e cavilli burocratici si lasciano irrisolte questioni spinose che si trascinano per mesi, logorando i rapporti sociali e annichilendo sempre più il dialogo cittadini-istituzioni, che dovrebbe essere al centro di una democrazia efficiente e di una città aperta e dinamica.

Chiunque volesse aggiungere qualcosa a riguardo è invitato a postare un commento all’articolo, così da approfondire la questione e chiarire i fatti. Teniamo a ribadire che non è nostra intenzione dare giudizi politici o di etica civile, il nostro scopo è solo quella di creare una costruttiva rete informativa e di condivisione di “pezzi di vita” del quartiere.

di Bruno Grande
FONTI:

domenica 18 marzo 2012

CHE COS'E' LO SPAZIO BLACKAUT? (prima parte)

Un volantino, comparso per le strade del nostro quartiere nei primi giorni del giugno 2011, esordiva così:
“Siamo i ragazzi/e dei collettivi studenteschi dei licei di Milano che il 5 maggio hanno rotto le catene che chiudevano l'ex orto botanico in via Valvassori Peroni 10, lasciato nel più totale abbandono dalle giunte comunali di centrodestra. Abbiamo soprannominato il posto Spazio Occupato BlackAut"
Continuando a leggere, si ha modo di apprezzare (o non apprezzare) una sorta di progetto di valore politico-sociale, in buona parte, credo, condivisibile (o comunque non riprovevole):
“La scelta di riabilitare questo spazio nasce dalla necessità di avere centri di aggregazione fuori dalle logiche del mercato […] Vogliamo che questo luogo sia attraversato da chiunque sia interessato a questo progetto, dallo studente universitario alla mamma col bambino, attraverso: concerti, laboratori artistici, cineforum, pomeriggi di rilassamento nel prato, tornei sportivi, aule studio, ecc.”

Il fatto è questo: nel maggio 2011 uno spazio “pubblico”, o forse è meglio dire di “proprietà” del comune di Milano, comprendente tre casolari una volta legati all'orto botanico di via Golgi, viene occupato (in modo consapevolmente abusivo) da un gruppo di ragazzi e studenti della zona.
Qualche giorno fa è uscito sulla Repubblica un articolo riportante le lamentele dei residenti delle palazzine limitrofe, che denunciavano lo stato di degrado e di sporcizia degli edifici occupati (per la verità già in origine piuttosto fatiscenti e soprattutto pericolosi causa la presenza di amianto) e i comportamenti incivili, o comunque non rientranti nella categoria di “ordine pubblico”, da parte degli occupanti, definiti nell'articolo “anarchici e squatter”.
Pochi giorni dopo il “Collettivo BlackAut”, cioè i primi occupanti di maggio, sulla propria pagina di facebook, ha smentito la propria partecipazione a tutti gli eventi ed attività che si svolgono all'interno dello Spazio Occupato. Ma allora oggi chi sta occupando questo spazio?

Pare che l'area sia stata letteralmente “scippata” da qualcun altro come afferma il “Collettivo BlackAut” in un comunicato che risale a settembre 2011:
“Da qualche tempo delle persone si sono inserite in modo abitativo nello spazio, inizialmente in modo temporaneo, successivamente in permanenza stabile”.
Nel comunicato si manifestava l'intenzione di riprendere possesso degli edifici e continuare le attività ed iniziative previste in origine. Nonostante questo auspicio, evidentemente dev'esserci stato qualche intoppo...

TO BE CONTINUED...


di Bruno Grande

giovedì 15 marzo 2012

AFFITTANO LETTO MATRIMONIALE PER NASCONDERE HASHISH, ARRESTATI DUE CONIUGI


Lui camionista di 57 anni lei, casalinga, di anni ne ha 45. Entrambi incensurati e con due figli adolescenti a carico, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato. La coppia nascondeva la “modica” quantità di 160 kg di hashish sotto il proprio letto matrimoniale, ricevendo come compenso un pagamento mensile di 500 euro da parte dei veri spacciatori, due fratelli Italiani che acquistavano la droga direttamente dal Marocco per poi smerciarla in tutto il Milanese.

L’uomo, residente con la famiglia in via Bellincione, traversa di via Rombon, si è giustificato affermando che aveva assoluta necessità di denaro per pagare le bollette, a causa dei continui ritardi da parte del suo datore di lavoro nel recapitargli lo stipendio.

Dato l’elevato quantitativo di droga che è stato ritrovato nell’appartamento, personalmente non mi sento di appoggiare il camionista nella scelta delle modalità con cui sostenere economicamente la propria famiglia. Quel che è certo però è che anche a Lambrate, probabilmente a causa dell’attuale situazione economica, sempre più persone rischiano di sprofondare in condizioni disagiate. Condizioni all’interno delle quali si ha sempre meno da perdere e in cui ci si ritrova quindi maggiormente portati ad accostarsi alla delinquenza. Un segnale, se non inquietante, quanto meno indicativo delle pieghe che stanno prendendo la società e il quartiere in cui viviamo.

C. Masciadri

Per approfondire:


mercoledì 14 marzo 2012

ADDIO INCROCIO MALEDETTO

Riqualificazione, nuovi posti auto, maggiore spazio per la viabilità. Queste sono le tappe raggiunte alla fine dei lavori cominciati l’ultimo autunno all’incrocio tra via Tajiani e via Milesi, qui a Lambrate. L’incrocio è percorso regolarmente dal tram 5, ma fino a poco tempo fa il mezzo era costretto a lunghe soste per colpa di auto parcheggiate male, che ostruivano lo strettissimo passaggio. Per questo motivo l’incrocio era stato etichettato dai manovratori dell’ATM come “maledetto”.

La soluzione sembrava essere lontano: i posti auto erano pochi ed era impossibile (per irregolarità urbanistiche) mettere panettoni che impedissero il parcheggio in curva. Ma fortunatamente un modo è stato trovato. In entrambe le vie sono iniziati i lavori per l’allargamento dei marciapiedi e il riposizionamento complessivo dei posti auto. Ora sembra difficile ostruire il passaggio del tram parcheggiando in curva.
Sembra essere un piccolo, ma importante passo per garantire un miglior servizio dei mezzi pubblici di superficie, senza limitare ulteriormente lo spazio per automobili e pedoni. Un ottimo intervento di riqualificazione, che si inserisce in un puzzle di lavori che a Lambrate sembrano aver preso la giusta via.

R.Melocchi

venerdì 9 marzo 2012

C’ERA UNA VOLTA IL TERRORISMO

Era il 19 ottobre del 1981 quando i due agenti della polizia di stato, Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, si accorsero di un auto sospetta in via Vallazze. Al tentativo degli agenti di bloccare la vettura, però, gli occupanti di quest’ultima reagirono aprendo il fuoco. A bordo dell’auto c’erano dei terroristi della formazione di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari. Buonantuono e Tumminello morirono nella sparatoria, mentre un terzo poliziotto, Angelo Velati, fu solamente ferito. Due anni più tardi i Carabinieri di Milano arrestarono gli assassini. Dal quel giorno, proprio davanti al luogo della sparatoria, sono affisse una targa commemorativa e una corona di fiori.

L’anno scorso, dopo 30 anni dall’omicidio dei due agenti, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha sostenuto che il modo migliore per "ricordare i disastri del passato e le loro vittime e contemporaneamente dare un segnale forte alla città, e soprattutto a chi ancora pensa di risolvere i problemi che ci sono con la violenza" fosse dedicare a Buonantuono e Tumminello il giardino di piazza Gobetti. E così è stato! Sempre il sindaco, all’inaugurazione del giardino, ha ringraziato tutte le forze dell’ordine, "persone che, come Carlo e Vincenzo, oggi si adoperano per la sicurezza dei cittadini anche in un momento di grande difficolta', con sforzo e impegno quotidiani, ma molto spesso con troppe poche risorse". A mio avviso è sempre importante ricordarsi di quegli anni “neri”, in cui estremisti (di entrambe le parti politiche) e terroristi seminavano paura per le strade di Milano. Paura che ha raggiunto, in più puntate, anche la nostra zona. Parlare di questi episodi non è solo un omaggio o un ricordo delle vittime, ma è anche un modo per condannare la violenza, l’anti-costituzionalità e la brutalità immorale che troppo spesso si è mascherata dietro a “ideologie politiche”.


R.Melocchi

domenica 4 marzo 2012

TWB: TV - WEB - BIBLIOTECA

Si inaugura, con l'apertura dei laboratori di mercoledì 7 marzo, il progetto di "Citizen Journalism" alla biblioteca Valvassori peroni di Lambrate. Un progetto ambizioso e a lungo termine: la costituzione di una web tv e di un blog, allo scopo di documentare il territorio e promuovere le attività della biblioteca.
Tre cicli di incontri spalmati su 16 mesi, con laboratori gratuiti di videogiornalismo e formazione multimediale, propedeutici all'inserimento nella redazione della web tv.
Per info visitate il sito http://twbiblio.wordpress.com/
Orari laboratori: il mercoledì ore 14.30 - 16.30 (indirizzato a ragazzi tra i 17 e i 22 anni) oppure ore 16.30 - 18.30 (indirizzato a giovani adulti). Per partecipare occorre iscriversi entro martedì 6 marzo al "banco prestiti" della biblioteca o scrivendo all'indirizzo mail: redazione.twb@gmail.com.