martedì 28 febbraio 2012

INCHIESTA SULLO SVINCOLO DI LAMBRATE

Non so proprio da dove cominciare… Forse basterebbe parlare di una “classica storia italiana”.

Siamo nei primi anni ’90, nasce l’idea di collegare Milano e la tangenziale Est (tramite lo svincolo di Lambrate) al “centro intermodale” di Segrate, area particolarmente ricca di industrie e centri commerciali. Lo scopo è quello di creare un’ampia zona di interscambio gomma-rotaia in uno dei centri economici-commerciali più importanti dell’hinterland milanese.

Il progetto prevedeva la costruzione di una strada, praticamente parallela alla SP Cassanese, che collegasse Lambrate a Segrate e di un ulteriore tratto viario fra Segrate e Pioltello, che giungesse fino alla SP Rivoltana. I Lavori cominciano nel febbraio ’91, ma sono subito sospesi a causa dei mancati accordi fra i Comuni interessati. Direttore dei Lavori: l’Ing. Diego Ceccherelli.

Trovato un accordo nel dicembre ’91 ed approvata una prima versione sulla ristrutturazione dello svincolo di Lambrate, i lavori vengono ripresi nel gennaio ’92, ma dopo meno di un anno, interviene un altro impedimento: la falda acquifera sottostante i cantieri manifesta un “imprevisto e costante innalzamento […] che invertiva un trend di discesa praticamente costante negli ultimi 25 anni”. Servono troppi soldi per realizzare adeguati sistemi di impermeabilizzazione e di drenaggio dell’acqua, così i lavori vengono sospesi e definitivamente interrotti nel 1994.

Dicembre 2000: si trova un accordo fra comuni ed enti interessati, ma devono passare 4 anni perché si riesca a delineare un progetto definitivo. Se ne occupa la Pro Iter Srl: certo non è un compito facile, si tratta di far convivere ben 8 rampe stradali, su più livelli, che smaltiscano il traffico su 8 direzioni diverse. Ma noi italiani siamo creativi e si fa addirittura di più.

E’ prevista infatti anche la costruzione di alcune “dune fonoisolanti”, aventi lo scopo di limitare l’impatto acustico legato al traffico, e (udite udite!) una pista ciclabile sopraelevata che "sovrappassa tutte le rampe e sottopassa la tangenziale est", a unire la periferia milanese a Segrate. Insomma si chiude lo svincolo di Lambrate e si aprono i cantieri.

La consegna dei lavori (come cita il pannello informativo nascosto all’interno del cantiere) è datata dicembre 2007 e i tempi di realizzazione stimati in 927 giorni (circa 2 anni e mezzo). Siamo a febbraio 2012 e di anni ne son passati 4; i lavori non sono finiti, ma fin qui nulla di insolito. La cosa preoccupante è che il cantiere appare letteralmente abbandonato a sé stesso. Il problema? La falda acquifera…un antico nemico insomma.

Dal progetto della Pro Iter Srl, si intuisce la strategia: approfittare del basso livello della falda (rilevato negli ultimi anni), per realizzare una sorta di “guscio” impermeabilizzante a protezione del cantiere. Evidentemente dev’esserci stato un “imprevisto” e, ad oggi, tutto è fermo. Volete informazioni? Chiedete all’Ing. Diego Ceccherelli. Sì proprio lui, ancora direttore dei lavori, vent’anni dopo…

Pare occorrano 100 milioni di euro (non voglio pensare a quanti già ne siano stati spesi in questi anni) per pompare l’acqua fuori dall’area interessata e applicare una copertura impermeabile.

Un’ennesima “incompiuta” insomma, in un territorio dinamico e intriso di movimenti commerciali che tradotto significa sviluppo economico e soprattutto lavoro.


di Bruno Grande

FONTI:

Le citazioni virgolettate e in corsivo da

Consigliamo anche la visione dell'inchiesta di Faso (il bassista di Elio e le storie tese)

3 commenti:

  1. Dal comune qualche risposta? Quanto dovremo aspettare per avere di nuovo il nostro svincolo??

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  2. Al comune ho scritto qualche giorno fa. Attendo risposta e vi terrò aggiornati. Per quanto riguarda la riapertura sono sinceramente molto pessimista, nel senso che, dando un'occhiata ai cantieri, non si ha l'impressione che sia stato fatto molto del progetto iniziale. Quindi: o decidono di abbandonare completamente l'ambizioso progetto (cosa difficile temo) e riaprire lo svincolo così com'era prima o aspettano una buon'anima disposta a finanziare i lavori e vanno avanti fino a chissà quando(nell'articolo sulla Repubblica si parla di una catena di centri commerciali che ovviamente avrebbe tutti gli interessi a rendere più fruibile la zona). Spero di portare in futuro rosei aggiornamenti.

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    1. Abbiamo scritto all'assessore Maran per avere una data precisa e realistica della conclusione dei lavori. Nessuna risposta. Qualcuno ha novita'? Ci stanno proprio prendendo in giro. Grazie

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