martedì 25 dicembre 2012

BUON NATALE...ALLA COLONNINA ELETTRICA DI VIA PACINI

Mi viene il magone…pure sotto Natale!
A Lambrate son presenti ben 2 stazioni di ricarica per automobili elettriche perfettamente funzionanti.
Mancano solo...le automobili elettriche.

La colonnina elettrica di via Pacini
Per chi non le avesse mai notate una si trova in piazza Leonardo da Vinci (angolo via Ampere), l’altra in via Pacini (all’altezza del civico 74, appena prima di piazza Bottini). Sono state installate più di un anno fa dall’azienda energetica A2A, con area parcheggio riservata agli utenti, quasi sempre malinconicamente vuota oppure occupata abusivamente. Ma non è questo il dramma.
Il dramma semmai è l’arretratezza industriale e (soprattutto) culturale che domina l’universo economico italiano quantomeno in questo settore.
«Non capisco l’euforia per l’elettrico. È inutile che cerchiamo di illuderci che salverà l’industria dell’auto». Questo, che suona molto come un cinico commento da Bar Sport, ci sorprenderà (ma neanche tanto) scoprire che si tratta di una dichiarazione dell’amministratore delegato della FIAT Sergio Marchionne, fra l’altro aizzato da una polemica con il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che nel corso del suo mandato aveva tentato un approccio con i vertici FIAT allo scopo di stimolare uno sviluppo ecologico del mercato dell’auto in Italia.
La risposta? picche! «Queste tecnologie hanno un costo altissimo». E allora perché non vi sforzate di ridurre i costi? Magari con un investimento in Italia...
Anche perché intanto nel 2013 negli Stati Uniti, prodotta esclusivamente negli stabilimenti Chrysler, uscirà un modello elettrico dell’italianissima 500. L’auto è già stata presentata al salone di Los Angeles. Ma non pensate a un'inversione di tendenza delle politiche FIAT; sembra infatti che la versione eco-sostenibile sia stata praticamente imposta dalle rigidissime norme sulle emissioni inquinanti vigenti nello stato della California.
Da qualche parte per cambiare la mentalità bisognerà pur iniziare…(L'ex governatore californiano Schwarzenegger girava con un Hummer A IDROGENO!)

Ma guardiamo in casa nostra: il ministro Clini a novembre ha visitato Belumbury, fabbrica automobilistica italiana al 100% (a parte il nome) che presenta Dany, il primo modello autoctono di auto elettrica.
Il prezzo? È ancora un mistero anche se le prime indiscrezioni parlano di una cifra non inferiore a 20.000 euro. «Gli incentivi normativi però ci sono e sono molto efficaci – afferma il ministro Clini – e se si decide che nel centro delle città si entra solo con auto elettriche e ibride si arriva a una svolta»

Una svolta. Con buona pace di Marchionne una svolta è quello che ci vorrebbe in questo momento storico ed economico. Con buona pace del ministro Clini l’impressione è che i cittadini milanesi abbiano bisogno di ancora un po' di tempo per metabolizzare l’indigesta AREA C.
 
 
di Bruno Grande
 

mercoledì 19 dicembre 2012

SERVIZIO RADIOBUS, ULTIMA FERMATA.

«A metà tra il trasporto pubblico tradizionale e il taxi, il Radiobus è il nostro autobus a chiamata che ti viene a prendere e ti porta a destinazione su tutta Milano»
Bella la vita eh? Senza dubbio, ma (come al solito) non come ce la raccontano.

Quella che potete leggere qui sopra è l’affascinante descrizione del servizio Radiobus; per chi non lo sapesse si tratta una navetta notturna, attiva (si fa per dire) tutti i giorni dalle 20 alle 2 di notte per gli utenti habituè della MilanoByNight, sprovvisti di mezzi autonomi.
Fonti ufficiali documentano che il servizio apre nel bilancio ATM buchi da 4 milioni di euro l’anno e quindi sta lentamente e tacitamente sparendo. Per molti la notizia potrà risultare nient'affatto una tragedia, anzi il servizio, di fatto, da collettivo si trasformava praticamente e costantemente in individuale supportando una media di 2 passeggeri a corsa. Tradotto in termini economici: grandi spese, piccoli ricavi. Inoltre i simpatici pulmini gialli si erano distinti per le creative manovre dei loro autisti più che per la loro utilità.
- Vedi parcheggio in perfetto stile “spina di pesce”…su pista ciclabile!! --> LINK
- Vedi autista fuori servizio che arrotonda chiedendo il "pizzo" a ragazzi della movida milanese (5 € a testa per una corsa extra). --> LINK

Ma nonostante tutto proteste e reclami abbondano. Sarebbero circa 700 i clienti abituali, soprattutto persone anziane, disabili e donne che non si sentono sicure di viaggiare sui mezzi pubblici canonici durante la notte. Addirittura abbiamo scovato una raccolta di firme online (--> LINK) avente lo scopo di far pressione sull’Assessore alla mobilità Maran, affinché non interrompa il servizio. I promotori della petizione si dichiarano disposti a pagare fino a 5 € per il servizio (contro i 2 € + 1,50 € del biglietto ordinario che rappresenta la tariffa attuale). Effettivamente sempre meno di un taxi spiegano. Per ora sono arrivati a 11 firme. Buona fortuna.

Per la cronaca il servizio RadioBus non è ancora definitivamente morto, ma «continua ad essere disponibile con priorità per le persone con disabilità». Non è chiaro se si tratti di priorità o esclusiva...In pratica si attende solo la chiusura ufficiale del servizio «come elemento di chiarezza e trasparenza verso i cittadini» spiega l’Assessore Maran.

L’ATM dal canto suo ha preparato un piano alternativo, che sopperisca alle lacune lasciate dalla scomparsa del Radiobus. E cosa tira fuori dal cilindro magico? Il Radiobus di quartiere! Cambia nulla nella forma (e nel nome), poco nella sostanza. Stesso numero di prenotazione (02/48034803) e sempre orari notturni (22 - 2). Ora però l’itinerario è prestabilito entro i vari quartieri. Qui il LINK ATM.
Anche noi lambratesi siamo onorati di questo servigio. Il nostro Radiobus di quartiere si chiama Q39 e ha il capolinea in Piazza Bottini. In alternativa si può chiamare e prenotare al numero sopraindicato specificando orario, luogo di partenza e di arrivo. Buon viaggio.
 
 
di Bruno Grande

sabato 8 dicembre 2012

UN'ESECUZIONE SPIETATA, CADAVERE IN VIA CADUTI DI MARCINELLE

Il classico macabro format di un’esecuzione di stampo malavitoso, a sangue freddo, opera di professionisti. È questo il profilo dell’assassinio di un uomo italiano di 48 anni trovato morto in via Caduti di Marcinelle questo pomeriggio verso l’una.
I carabinieri sono stati allertati da un passante accortosi del cadavere abbandonato in un prato presso i capannoni dell'ex fabbrica Innocenti. All’inizio si era pensato a un decesso per cause naturali, vista l’assenza di evidenti segni di violenza sul corpo; solo in un secondo momento si è scoperto un piccolo foro di proiettile sulla nuca dell’uomo. Un lavoro pulito insomma... La vittima era già nota alle forze dell’ordine per reati quali detenzione non autorizzata di armi da fuoco e sfruttamento della prostituzione. Con molta probabilità, secondo i primi pareri, l’omicidio si sarebbe consumato lontano dal luogo del ritrovamento.
 
Non è neanche di una settimana fa la notizia dell’arresto di due giovani albanesi di 25 anni, fratelli gemelli, sempre con l’accusa di sfruttamento della prostituzione ed estorsione aggravata. I due sono stati fermati dopo l'efficace denuncia di una prostituta che aveva ricevuto minacce di morte poiché “occupava” il tratto di strada riservato alle protette dei due uomini, due giovani ragazze dell’est Europa. Purtroppo i regolamenti di conti sono all’ordine del giorno per queste attività malavitose. Che anche il ritrovamento di questo cadavere a Lambrate abbia legami con questo episodio?
Ciò che rimane è che a rimetterci in questi delitti sono sempre i pesci piccoli, sbandati, delinquentelli da quattro soldi, magari giovani e soprattutto le donne della strada sfruttate dalle mafie. Ci auguriamo che la giustizia ordinaria sia sempre più inflessibile e severa e contribuisca ad arginare un fenomeno spaventoso per la grande diffusione e per il fatto che sia davanti agli occhi di tutti, tutti i giorni.

venerdì 7 dicembre 2012

DEJAVU' LAMBRETTA

Riecco il Lambretta! Appena un mese dopo lo sgombero, il 24 novembre scorso, il collettivo "di studenti e lavoratori precari" ha fatto ritorno negli spazi occupati fra l'aprile e l'ottobre di quest'anno. Come forse ormai sapete si tratta di quattro villette "stile liberty" situate in via Apollodoro, di proprietà della regione Lombardia, ma affidate alla gestione dell'ALER, ente che si occupa di collocamento e manutenzione delle case popolari sul nostro territorio.
La cronostoria del centro sociale Lambretta è piuttosto nota o comunque facilmente rintracciabile sul web, quindi ci limiteremo a fornire un breve aggiornamento della situazione.
I ragazzi rientrati nelle strutture testimoniano il ripristino del degrado e del disfacimento, che per qualche mese aveva abbandonato queste abitazioni dopo anni di colpevole incuria: di nuovo siringhe, di nuovo spaccio, di nuovo sporcizia e caos; ma non solo. Chi ha compiuto lo sgombero fisico delle strutture si è assicurato di mettere fuori uso impianti elettrici ed idraulici, così da scoraggiare nuove occupazioni. In sostanza quindi c'è bisogno di manodopera e di materiali, per riqualificare (ma sul serio) questi spazi e far ripartire i laboratori e le attività interrotte.
La campagna "Ricostruiamo il Lambretta" parte domani, intanto, durante la settimana, sono organizzati incontri e cineforum a tema.


di Bruno Grande

sabato 1 dicembre 2012

DEPOSITI ATM APERTI AL PUBBLICO


Strepitosa iniziativa da parte dell’ATM, che apre le porte dello storico deposito di via Teodosio. L’officina per tram  di via Teodosio venne inaugurata nel lontano 1929 e rappresenta ancora oggi un esempio brillante di architettura industriale. Nella storia è stata spesso utilizzata da ATM per eventi di prestigio aperti alla cittadinanza. L’edificio ha una superficie coperta di 29 mila mq ed è strutturata a campate. Trecento persone lavorano all’interno di questa officina curando la manutenzione del parco tranviario e di quello metropolitano.
Oggi e domani (1 e 2 dicembre 2012) dalle 10.00 alle 18.30 i cittadini sono invitati a visitare il deposito e partecipare alle innumerevoli iniziative proposte.  Tutti i visitatori potranno intraprendere un percorso interattivo che si snoda attraverso cinque aree tematiche: dalle tecnologie ai servizi notturni, dai veicoli storici a quelli di mobilità integrata come Bike sharing e Car sharing, passando anche per la “regia del trasporto” ovvero il mondo della manutenzione e di chi guida i mezzi. I dipendenti ATM accompagneranno i cittadini spiegando le diverse fasi del loro lavoro e consentendo ai più piccoli di simulare la guida dei tram.
Gli adulti potranno cimentarsi con quiz sul trasporto e curiosare tra le informazioni più particolari dell’azienda. Per gli appassionati della storia del trasporto pubblico, un angolo dedicato
alla consultazione di libri e documenti storici su tram, bus e metrò.
Un’iniziativa meravigliosa, che mette in luce un simbolo importante ed internazionalmente riconosciuto di Milano, il tram. Ancora una volta lambrate si apre ai cittadini, rendendoli protagonisti della loro stessa città.

R.Melocchi.

Fonte: http://www.atm-mi.it/it/AtmNews/Comunicati/Pagine/PorteAperteATM1e2dicembrealdepositodiviaTeodosio.aspx

martedì 27 novembre 2012

ZERO GRAVITY SI RINNOVA E INAUGURA UN PARK INDOOR


Dopo i successi dello Snow Park (http://www.lambrateonair.blogspot.it/2012/01/lambrate-puoi-trovare-di-tutto-anche-lo.html), che potete trovare ancora al centro Crespi di via Valvassori Peroni, il team di Zero Gravity non lascia ma anzi raddoppia con l’inaugurazione dell’Indoor Freestyle Park all’interno della medesima struttura comunale.

Foto di Zero Gravity
Si tratterà della prima palestra in Italia dedicata interamente al freestyle, e si troverà proprio dietro casa nostra! Tra le moltissime attrezzature a disposizione, spiccano due trampolini elastici olimpionici con uscita in Foam Pit e due pedane per tuffi in Foam Pit a corpo libero per i più esperti, oltre a una grande varietà di tappetti elastici e trampolini per tutti gli appassionati.

Le strutture saranno presentate venerdì 30 Novembre con una festa di apertura, con aperitivo, dj set e open bar. Fino al 2 Dicembre inoltre sarà possibile provare gratuitamente tutte le strutture presenti, sotto la supervisione del personale addetto. Lambrate On Air non mancherà sicuramente all’ultima curiosa novità del nostro quartiere, quindi vi aspettiamo tutti venerdì!

C. Masciadri

Trovate tutte le informazioni per l’evento di inaugurazione su Facebook: http://www.facebook.com/events/336192436488122/?fref=tck

martedì 20 novembre 2012

ECCO POLENT-ONE, UNA POLENTOTECA A LAMBRATE



Foto di C.Masciadri
Come insegnano gli esperti in economia (per lo meno quelli non troppo disfattisti) anche nei periodi di crisi si possono scoprire certi settori di sviluppo. Ed è così che Lambrate, nel giro di un anno, dopo aver visto sdoppiarsi (e non per gli effetti dell'alcol) lo storico Birrificio e dopo aver visto nascere la prima tiramisumeria della città, ora ospita anche una polentoteca DOC. DOC perché direttamente da Bergamo arriva il proprietario e ideatore di PolentOne, Marco Pirovano, che, dopo aver consolidato l’esperimento imprenditoriale nella città della polenta per antonomasia, ha ora deciso di esportare il piatto. Farina di granturco e acqua gli ingredienti base per quella che è una delle ricette più popolari ed antiche al mondo; unico aiuto new age un miscelatore meccanico che alleggerisce i dipendenti dai canonici 40 minuti di mescolatura a mano, che sarebbero richiesti per la preparazione artigianale. E come viene servita? Ma ovvio, alla spina!!

Foto di C.Masciadri
Tel chi el menù. Due versioni: “liscia” (cioè bramata gialla) o taragna. Variegate invece le possibilità di farcitura e condimenti: sugo di cinghiale o capriolo, ragù di carne chianina (cioè appartenente a bovini della val di Chiana dal non roseo futuro), anatra, lepre, formaggi come zola o taleggio, salumi vari. E poi c’è la versione dolce (e gettonatissima) con la Nutella e altri piatti assortiti, oppure sfiziosi spiedini con salsiccia, polenta alla griglia, polenta alla contadina e alla boscaiola. Insomma in totale una trentina di piatti per uno spuntino low cost (5 euro di media). 
Per testare con le vostre bocche la novità del quartiere dovete passare in via Pascoli 60 (orari 11-15 / 18-21), per uno "snack" take-away o un pasto più comodo, seduti  sugli sgabelloni presenti nel locale.
Insomma, un bel palliativo per il freddo invernale che incombe...
di Bruno Grande
Trovate tutte le nostre foto alla polentoteca su Facebook, all'indirizzo: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.388344847907965.91966.210690652340053&type=1
Links:

mercoledì 14 novembre 2012

LAMBRATE SOLIDALE. UN AIUTO AI SENZATETTO.

SABATO 17 NOVEMBRE dalle 9.30 alle 17.00 in 9 punti della città si terrà un’iniziativa solidale per i senzatetto. Lo scopo è quello di raccogliere materiale per aiutare queste persone a difendersi dal freddo invernale dei prossimi mesi. Si chiede la donazione di COPERTE, SACCHI A PELO, GIACCONI E CAPPOTTI, ma anche eventualmente di libri, cd e oggetti per lo svago. Insomma ciò che possiamo dare diamo!
A LAMBRATE il punto di raccolta è in VIA BASSINI angolo VIA VALVASSORI PERONI. (Altro punto di raccolta in Zona 3 si trova in P.za Argentina)

Qualche numero sul fenomeno degli “HOMELESS” in Italia preso da un’indagine Istat di un anno fa.(La stima si basa sul numero di persone che nei mesi di novembre e dicembre 2011 ha utilizzato un servizio di mensa o accoglienza notturna - 370 mense e 434 dormitori - nei 158 comuni italiani più importanti).
Ovviamente fornire dati precisi sul fenomeno è impossibile, in ogni caso sono state contate 47.648 presenze. Si pensa che una stima reale possa raggiungere le 51.000 unità. Si consideri che il dato esclude dal conteggio le famiglie Rom e i minorenni.

ALTRI DATI: il 59% dei senzatetto è straniero (fra questi il 9,3% possiede una laurea!). Le donne rappresentano il 13% del totale. Milano e Roma contano il 44% delle presenze; la nostra città detiene il triste primato con 13.115 senza dimora.
 
LE CAUSE? Ben il 61,9% di queste persone ha perso lavoro, il 59% si è separato dal coniuge o dai figli e il 16,2% dichiara di stare male o molto male. Il 76% dei soggetti ha limitazioni fisiche, handicap, disabilità varie, insufficienze, malattie, disturbi mentali e in alcuni casi soffre di dipendenza da droga o alcol.

Il Comune invita la cittadinanza, in vista dell’arrivo del freddo invernale, a segnalare le persone in stato di bisogno e a contattare le due strutture comunali che si occupano del soccorso e della prima accoglienza: Centro Aiuto Stazione Centrale di via Ferrante Aporti 3 (tel. 02-884.47645); la Casa dell’Accoglienza Ortles di viale Ortles 69 (tel. 02-884.45239).
 


di Bruno Grande 
 
Link utili:  
qui il link di un articolo preso da un blog molto interessante:

venerdì 2 novembre 2012

CAMPUS DI CITTA’ STUDI, IL PROGETTO ESISTE (MA NON E’ CHIARO)


La notizia aveva cominciato a diffondersi tra studenti e residenti già da qualche anno, ma forse non tutti sanno che da alcuni mesi è ufficialmente partito il progetto Città Studi Campus Sostenibile, promosso da Politecnico di Milano e dall’Università degli Studi di Milano. Le voci che si rincorrevano riguardavano diversi punti nevralgici della zona: in primis la piscina Ponzio, che il Politecnico aveva chiesto in concessione per trasformarla in residenza studentesca; il progetto dell’università prevedeva la ristrutturazione della piscina, che sarebbe stata coperta per poter essere utilizzata tutto l’anno, oltre che la chiusura del parchetto pubblico per costruirci residenze per gli studenti. Questa proposta però, dopo un’iniziale approvazione da parte del comune, è stata bocciata dal consiglio di zona per la sostanziale esclusione della Zona stessa dal processo di riqualificazione. Altra proposta molto chiacchierata era stata quella sulla pedonalizzazione di via Celoria, ma in questa occasione l’università ha tentato di abbassare la mira per evitare un altro rifiuto, chiedendo innanzitutto di pedonalizzare Piazza Leonardo, per poi ipotizzare soltanto in seguito il medesimo processo per via Celoria, Ponzio e Pascal. Ad ora non si sa bene che esito abbia avuto questa richiesta!
Veduta aerea della zona in cui dovrebbe nascere il campus
L’unica cosa certa fino a questo momento è che non ci sia minimamente chiarezza sulle reali proposte delle università, oltre al fatto che il consiglio di Zona richiede da mesi un maggior coinvolgimento nelle scelte decisionali. Richiesta quanto meno legittima, dato che una trasformazione del genere nella zona dovrebbe prevedere una fruibilità totale e non solo giornaliera dei luoghi culturali o di ristorazione, rivolgendosi non solo agli studenti ma anche e soprattutto ai cittadini.
Per tentare di coinvolgere studenti e residenti quindi, Politecnico e Statale hanno dato vita a un sito ben organizzato, seppur anch’esso poco chiaro sugli obiettivi del progetto, http://www.campus-sostenibile.polimi.it/web/guest, e sono stati creati mediante il sito stesso anche 5 diversi tavoli di lavoro in cui vengono discussi e approfonditi i relativi temi. I tavoli Accessibility, Energy, People ed Environment, sono riservati agli studenti delle due comunità scientifiche; il tavolo City invece è accessibile a tutti e vi si invita caldamente a partecipare i residenti, per trasformare assieme “il quartiere universitario in una parte di città esemplare per qualità della vita e sostenibilità ambientale”. Tutti inoltre possono segnalare le loro idee ai tavoli di lavoro, mediante gli appositi forum creati sul sito stesso. La notizia più interessante però è che il progetto di Ateneo promuove un concorso di idee rivolto ai giovani, per la riqualificazione degli spazi aperti del Campus Bonardi. L’obiettivo è infatti quello di articolare gli spazi situati in via Bonardi, tra via Ponzio e Piazza Leonardo, in funzione di usi molteplici e nel rispetto di requisiti di vivibilità e qualità ambientale. Il bando scadrà l’11 gennaio 2013 ed è aperto a tutti gli studenti e ricercatori del Politecnico e della Statale; potrete trovare tutte le informazioni sul bando nel sito stesso del progetto.
Nel frattempo la nostra speranza è che qualcuno si prenda la responsabilità di fare un po’ di chiarezza su quelle che sono le intenzioni delle due prestigiose università milanesi. Contemporaneamente aspiriamo anche ad un sano dialogo con le istituzioni e tra di esse, dato che Zona e Comune non sempre sembrano viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda.

C. Masciadri


http://www.z3xmi.it/pagina.phtml?_id_articolo=1764-Campus-sostenibile-non-un-progetto%2C-ma-uniniziativa%21.html

mercoledì 31 ottobre 2012

AGGRESSIONE IN VIA CLERICETTI

Un brutto episodio di violenza quello consumatosi nella notte di venerdì scorso in via Clericetti. Secondo le ricostruzioni dei giornali tutto comincia con una botta e risposta, evidentemente non troppo amichevole, fra un automobilista di 26 anni e una ragazza che gli rimproverava una manovra un po' azzardata e pericolosa. Da ciò sarebbe nato un brusco diverbio che avrebbe anche coinvolto i due amici che accompagnavano la giovane. A quel punto però pare la situazione sia degenerata e l'automobilista, un meccanico incensurato, avrebbe tirato fuori dal baule un tirapugni di ferro e un attrezzo del mestiere minacciando i giovani. Da "semplice" aggressore l'uomo si qualifica anche rapinatore e cerca di estirpare ai malcapitati cellulari e portafogli. I ragazzi a quel punto si rifugiano nell'androne di un condominio, ma questo losco personaggio sfonda addirittura la vetrata del portone e colpisce al volto uno dei ragazzi provocandogli una ferita al volto. Solo a quel punto un testimone riesce ad avvertire i carabinieri che intervengono arrestando l'aggressore per rapina aggravata.
Scene di ordinaria follia insomma, di quelle che purtroppo si consumano spesso per le strade italiane ed anche lambratesi evidentemente. Per quanto mi riguarda è ricorrenza frequentissima dover assistere ad anche violenti litigi fra automobilisti nati per banali insulti o semplici strombazzate di clacson. Certo questo caso ha evidenziato la psiche disturbata di un violento delinquente, più che di un semplice "automobilista incazzato", ma è anche vero che l'uomo era incensurato e tutto scaturisce da un banale diverbio.
Ma allora, mi dico, se la gente non riesce proprio a sopportare lo stress da "utilitaria" o non tollera un "sempreverde" vaffa...forse è meglio che la macchina la lasci a casa ed esca più spesso in "piediVia" (come diceva mio nonno), e cioè a piedi!! I piedi, teniamo a ricordare, sono mezzo economico (gratuito oserei dire!), sostenibile, ecologico, sono mezzo anti-stress, benefico per la linea e per lo stile di vita; sono mezzo sociale grazie al quale si possono incontrare altri fruitori dei piedi (i cosiddetti pedoni), sono mezzo versatile, variabile a nostro piacimento: mi fermo, riparto, sterzo quando mi pare senza star a seguire noiosi cartelli stradali; inoltre credo che sia mezzo attraverso il quale esimersi da tediose abitudini quali cercar parcheggio o rimanere in coda al semaforo, attività che evidentemente fanno alzare un po' troppo la pressione a qualche intollerante...

Un automobilista.

lunedì 29 ottobre 2012

IL LAMBRETTA SGOMBERATO CERCA UNA NUOVA CASA

È stato sgomberato martedì mattina, dopo le diffide della questura delle ultime settimane, il centro sociale Lambretta, che da aprile si era stabilito nelle quattro villette ALER di via Apollodoro. http://lambrateonair.blogspot.it/2012/06/la-rinascita-delle-case-aler-di-via.html  Le iniziative indette dal “gruppo di antagonisti” negli ultimi giorni di occupazione (presidi, assemblee pubbliche e “passeggiate di quartiere”) non son servite a smuovere la coscienza degli organi istituzionali, ma hanno tuttavia messo al centro del dibattito i veri temi cruciali della questione: la sensibilizzazione al problema degli spazi inutilizzati della città e la possibilità di un’attività di autogestione diretta da parte dei cittadini. In questo senso l’esempio dato dal collettivo è stato apprezzato dal quartiere e anche da alcune personalità politiche. Martedì stesso l’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, partecipando al corteo del Lambretta, lasciava dichiarazioni emblematiche: «Abbiamo sempre condannato ogni forma di occupazione ma devo dire, innanzitutto da cittadino, che è incredibile che le istituzioni lascino gli spazi inutilizzati, mentre dovrebbero essere le prime a dare risposte concrete a una necessità di socialità che si esprime magari in forme non condivisibili, ma che alla fine non fanno male ai quartieri».

Sta di fatto che l’ALER è riuscita a far valere i propri “diritti” e le forze dell’ordine hanno ripristinato la “legalità”…come? Lo raccontano i tre ragazzi del collettivo che durante lo sgombero si sono arrampicati sul tetto di una villetta, lasciata solo mercoledì pomeriggio. I tre “climbers” testimoniano che “l’impresa di pulizia” dei locali ALER non è andata molto per il sottile e si è assicurata di porre le basi per una “riqualificazione” del luogo. «Hanno distrutto tutto e spaccato tutto - ha spiegato Matteo - abbiamo visto un operaio che rompeva i sanitari, le tubature, i lampadari per rendere le palazzine inagibili».

E il comune? Dopo un non giustificabile silenzio durato mesi su una questione alquanto spinosa ed importante per la città, il sindaco Pisapia ha dichiarato che dello sgombero non sapeva nulla: «La proposta di sgombero non è stata autorizzata dal Comune, ma dall'Aler, con una motivazione che non convince assolutamente, cioè che parte di quelle villette fossero destinate ad Expo, cosa non vera».
Un panorama piuttosto desolante insomma visto anche che la liberazione di questi spazi era stata invocata gran voce dall’ex assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti, arrestato poche settimane fa per aver comprato voti dalla ‘ndrangheta.
Nella serata di martedì, alla fine del corteo, un gruppetto sparuto degli ex-occupanti ha effettuato un blitz all’istituto grafico Rizzoli di piazza Occhialini (a pochi metri dalle case di via Apollodoro). La nuova occupazione è però durata poche ore e l’edificio è tornato deserto. «Abbiamo deciso di occupare solo per mostrare ai giornalisti e quindi alla città l'inspiegabile stato di degrado in cui versano le strutture scolastiche. Questo non è né sarà il nuovo spazio del collettivo Lambretta, l'esperienza di piazza Ferravilla comunque non finisce e la nostra lotta proseguirà».

Credo che chiunque sia passato al Lambretta, anche solo per una volta, abbia avuto un’ottima impressione del progetto e delle iniziative messe in campo da questo gruppo di ragazzi; ribadisco ancora che non mi sarebbe spiaciuta una presa di posizione più coraggiosa e perentoria da parte dell’amministrazione comunale che invece in sostanza ha lasciato fare. Tuttavia c’è da segnalare per lo meno una discreta attenzione sul tema del degrado e dell’abbandono degli spazi urbani. L’assessore Majorino ha dichiarato che nei prossimi giorni il comune presenterà il progetto di assegnazione di un migliaio di spazi vuoti nella città.
di Bruno Grande

mercoledì 10 ottobre 2012

RIQUALIFICARE PIAZZA BERNINI? FORSE…


Nelle ultime settimane si sono rincorse su vari quotidiani nazionali, ma anche sul sito del Comune, voci che parlavano di un ricorso del concessionario dei parcheggi di piazza Bernini, contro la revoca del progetto da parte del comune. Secondo queste voci il ricorso sarebbe stato bocciato inesorabilmente dal Tar. La prima cosa da mettere subito in chiaro è che il ricorso c’è stato, ma il Tar non si è ancora pronunciato in merito alla questione (si parla di un’attesa di alcuni mesi) quindi il Comune non ha ancora avuto il via libera ufficiale per la riqualificazione dell’area, anche se ufficialmente potrebbe far partire i lavori subito, con ovviamente il rischio di sprecare denaro nel caso in cui il Tar desse ragione al concessionario.

Lavori abbandonati in Piazza Bernini
Ieri sera, presso la parrocchia di San Giovanni in Laterano adiacente alla piazza, si è svolta un’assemblea dei residenti, con la presenza del comitato contrario alla realizzazione dei box e di coloro che invece fanno parte della Cooperativa Città Studi Nuova, quella che ha dato mandato di costruire al concessionario, e che hanno versato negli anni passati un anticipo di 11.000 euro per la costruzione del parcheggio sotterraneo. Ultima presenza all'assemblea, quella di due assessori del Comune, quello ai lavori pubblici Lucia Castellano, e quello a mobilità e ambiente, Pierfrancesco Maran.

Per chi non è pratico della “questione Bernini” proviamo a fare un piccolo excursus chiarificatore, anche se ovviamente una storia lunga più di vent’anni non può essere facilmente riassunta in poche righe. Nel 1985 appare il primo bando del Comune e, dopo un grottesco iter amministrativo con svariati ricorsi al Tar, alberi tagliati, lavori mai partiti e ulteriori bandi comunali, finalmente nel 2007 la giunta Moratti avvia la pratica. A quel punto però si scopre che i costruttori hanno fatto “confusione” coi documenti per ottenere le autorizzazioni dei vigili del fuoco. Le indagini portano il presidente della Cooperativa e un progettista a patteggiare rispettivamente 8 e 6 mesi di carcere per aver manomesso la carte. I lavori si bloccano nuovamente e arriviamo quindi alla situazione attuale della piazza, recintata e con i macchinari fermi.

Lo scorso anno la nuova giunta Pisapia decide quindi di dare una svolta al piano parcheggi della città (che conta ancora più di cento parcheggi sotto esame oltre che di una ventina revocati) e, per concedere la ripresa dei lavori, fissa nuove regole che prevedono l' allontanamento delle persone coinvolte nelle vicende giudiziarie. La prescrizione non viene però rispettata dal ex-presidente della cooperativa, che si dimette ma si presenta comunque alla riunione con il Comune (in qualità di libero cittadino, sostengono gli appartenenti alla cooperativa stessa, in pratica è su questo punto che dovrà deliberare il Tar); il Comune stesso coglie quindi al balzo l’occasione di proseguire sulla sua linea ecologista decisamente contraria ai parcheggi, ed il 22 giugno revoca il progetto.

La viabilità attuale della Piazza
A questo punto torniamo all'assemblea di ieri sera, nella quale, salvo qualche intervento di squilibrati che chiedevano la riqualificazione di un semplice marciapiede ancor prima del risoluzione del problema generale, sono emerse principalmente tre correnti di pensiero. La prima, e assolutamente minoritaria , è quella di coloro che hanno già pagato l’anticipo sui box e vogliono che i lavori riprendano; la seconda è composta dai cittadini del comitato per la piazza, da sempre contrari al parcheggio, che chiedono a gran voce un’immediata riqualificazione della piazza stessa; la terza corrente è formata da coloro che hanno già sborsato i famosi 11.000 euro, ma che oramai, stufi della situazione insostenibile, aspirano semplicemente a riavere indietro il proprio denaro, assieme ad una piazza vivibile da parte di tutti.

Il Comune da parte sua, tramite i due assessori presenti all’assemblea, assicura che un primo progetto di riqualificazione parziale partirà entro Marzo,  guarda caso data entro la quale dovrebbe arrivare il giudizio del Tar. Ma evidentemente ci sono già pochi soldi nelle casse municipali e non vanno sprecati per un progetto che potrebbe rivelarsi inutile, nel caso in cui venisse data ragione al concessionario. Inoltre l’assessore Castellano promette che verrà fatto quanto in potere da parte del Comune per far sì che i soldi anticipati dai cittadini vengano restituiti dal concessionario medesimo, ed il problema principale ora risiede proprio in questo. Tralasciando infatti l’enorme danno subito da tutti i residenti della zona negli ultimi vent’anni, e tralasciando il fatto che si impiegheranno comunque mesi per veder tornare finalmente vivibile la piazza (in attesa del giudizio del Tar), non vi è ancora la certezza che il famoso e cospicuo anticipo versato da ben 66 famiglie nel corso degli anni verrà infine restituito. 
Come si suol dire, oltre al danno si prevede in arrivo anche la beffa.
di C. Masciadri

martedì 2 ottobre 2012

IL COMITATO Z3XMILANO SI CONFRONTA CON I CITTADINI SABATO 6 OTTOBRE


Nell’atipica cornice dei giardini di piazza Durante, recentemente intitolati a Fausto e Iaio (http://lambrateonair.blogspot.it/2012/01/fausto-e-iaio.html),  il Comitato della zona 3, nato per sostenere la campagna di Pisapia e ora molto attento allo sviluppo del quartiere, presenterà il 6 Ottobre il proprio lavoro svolto negli ultimi dodici mesi.

Inoltre i cittadini verranno invitati a partecipare e contribuire ai dieci gruppi di lavoro nati all’interno del comitato stesso, ossia: gruppo donne, gruppo biblioteche, gruppo scuola, redazione z3xmi,  gruppo consumo critico, gruppo ambiente e territorio, gruppo “lavoro e attività produttive”, gruppo comunicazione e ascolto, gruppo “chessemagna”.

L’appuntamento è fissato quindi per la giornata di Sabato 6 Ottobre, dalle ore 15 in avanti, e sono ovviamente invitati a partecipare i residenti della zona 3 ma anche tutti i cittadini milanesi desiderosi di contribuire a migliorare il tenore di vita della nostra città.

C. Masciadri

per saperne di più: http://www.z3xmi.it/pagina.phtml?_id_articolo=2566-DIRE,-FARE,-PARTECIPARE..html

lunedì 24 settembre 2012

LO SGOMBERO DELLO SPAZIO BLACKAUT

Eccoci forse giunti all’epilogo di una storia lambratese piuttosto torbida e nebulosa, che mette però in luce (e non è la prima volta) tutte le contraddizioni del sistema immobiliare pubblico e privato della città.

Il “BlackAut” è stato sgomberato la mattina di lunedì 17 settembre dalla polizia, pare senza tensioni e resistenze. Ricordate di cosa stiamo parlando? http://lambrateonair.blogspot.it/2012/03/spazio-black-aut-il-comune-che-fa.html  Questo spazio nasce dall’occupazione di tre fatiscenti casolari in via Valvassori Peroni 10, fra il campo di rugby e il liceo Vespucci per intenderci. Una volta questi edifici appartenevano al dirimpettaio orto botanico, ma, abbandonati al degrado e alla ruggine, nel maggio del 2011 vennero occupati da un collettivo di studenti della zona, “sfrattati”pochi mesi dopo, senza troppi complimenti, da un gruppo di squatter (personaggi non ben identificati, definiti in un articolo de Il Giornale come “una via di mezzo tra punk, anarchici e semplici impasticcati” parole di grande profondità intellettuale).
Ora, per dirla all’italiana, la situazione è tornata alla normalità e alla legalità... Dal comune fanno sapere che l’interesse prioritario è la messa in sicurezza delle strutture, che presentano ancora una copertura in amianto già ampiamente deteriorato e quindi altamente nocivo (ricordiamo che siamo in prossimità di scuole, Vespucci, Cairoli e Clericetti, centri sportivi e una biblioteca!). Alla buon ora…
Ovviamente il futuro delle strutture è ancora avvolto dall’indeterminatezza e da un sostanziale menefreghismo. Quello che è certo è che non potranno andare in porto i progetti di ampliamento dell’istituto alberghiero Vespucci, profilatisi tempo fa, causa un decreto Monti sui progetti a lungo termine.
Certo la questione era piuttosto intricata e risulta interessante una ricerca sul tema: vi consigliamo di leggere gli interessanti commenti al nostro articolo di marzo (in cui sono intervenuti degli ex occupanti) e questo articolo di repubblica con annesso un bel fotoreportage.


di Bruno Grande

venerdì 21 settembre 2012

MILANO TOLLERANZA ZERO

Pochi mesi fa vi abbiamo parlato del Collettivo Lambretta e dell’occupazione delle villette ALER di via Apollodoro… Certo la parola occupazione già potrebbe far storcere il naso a qualcuno, potrebbe dare un’idea sbagliata di ciò di cui stiamo parlando, potrebbe turbare l’animo di qualche strenuo difensore del sacrosanto diritto alla proprietà privata. E allora mettiamoci un bel paio di virgolette a questa “occupazione” e parliamo di liberazione delle case ALER di via Apollodoro. Ecco, ora va molto meglio. Leggete l’articolo:  http://lambrateonair.blogspot.it/2012/06/la-rinascita-delle-case-aler-di-via.html

Notizia di qualche giorno fa è che il Lambretta è sotto sgombero e il progetto di fare di questo ex fortino di eroinomani un nuovo spazio sociale del quartiere, libero, autonomo e aperto a tutti, è messo seriamente in discussione dalle politiche di speculazione della Regione Lombardia (dei professionisti del mestiere). Non si capisce infatti tutta questa fretta per lo sgombero, così tutt'a un tratto, quando le case in questione sono abbandonate da decine di anni, ancora oggi non c'è nessun piano concreto di ristrutturazione e le aste per la vendita degli immobili indette negli ultimi mesi sono state un flop. Leggere per credere  http://milanoinmovimento.com/news-stream/la-regione-preferisce-degrado-e-spaccio-al-lambretta-la-richiesta-di-sgombero-di-aler-e-regione-e-immotivata
I ragazzi del Lambretta non capiscono queste logiche e chiedono rispetto, il rispetto per chi ha svolto un servizio per la comunità, senza che glielo chiedesse nessuno, e ha restituito al quartiere un luogo bellissimo e ricco di potenzialità.
Che non mi si venga a dire che “la legge è la legge e va rispettata". Per come la vedo io, la legge è mezzo di giustizia, non strumento di repressione.
 
Per domenica 23 settembre dalle ore 17 è indetta un'assemblea pubblica nel cortile delle villette di via Apollodoro. http://www.facebook.com/profile.php?id=1526165281#!/events/150824288392265/
Molte info sul Lambretta le trovate sul sito http://milanoinmovimento.com/


 
 di Bruno Grande

martedì 11 settembre 2012

NUOVI PROGETTI PER RUBATTINO


Negli ultimi mesi sono ricominciate a trapelare le solite voci più o meno attendibili sugli ennesimi progetti di riqualificazione dell’ex stabilimento della Lambretta di viale Rubattino. Il tutto dovrebbe partire a Gennaio 2013, ma prima cerchiamo di fare un po’ d’ordine su quanto avvenuto in passato.
Il comune, dal 1996 ad oggi, ha continuato a modificare il Programma Urbanistico in collaborazione con la Società Rubattino S.R.L., responsabile della costruzione degli edifici residenziali in parte ancora da ultimare, e con la Aedes Immobiliare S.P.A., società immobiliare proprietaria di tutto il terreno dove un tempo si costruivano le automobili e dove ora è rimasto attivo solo un capannone dell’Innse.
Il nuovo “restauro” dovrebbe portare il centro della zona a diventare nel 2015 il nuovo polo cittadino del cibo, una grande piazza coperta dove produttori e consumatori si incontrano secondo la filosofia del chilometro zero. Il progetto prevede anche la costruzione di un cinema multisala e di uno spazio per spettacoli dal vivo, oltre che di nuove residenze, di un complesso scolastico/universitario e di un impianto sportivo, con una futuristica pista di atletica che dovrebbe snodarsi intorno a tutta l’area coinvolta nel progetto.
La piantina del nuovo progetto dell'area ex-Lambretta
Come sicuramente avrete notato, l’uso del condizionale stride un po’ con le allettanti notizie che giungono da Comune e aziende private, ma parlando di Rubattino appare di doveroso utilizzo. Siamo stati ormai infatti tristemente abituati a grandi proposte per riqualificare la zona, lasciate poi decadere per mancanza di fondi. Anche in questo caso i 350 milioni di euro necessari per cominciare a Gennaio appaiono difficilmente reperibili, soprattutto essendo in un periodo di forte flessione economica come ci viene ricordato ogni giorno. Quel che è certo però, e di ciò vi è di che rallegrarsi, è che il consiglio di zona 3 assieme all’associazione “Comitato amici del Metrobosco” ha realmente indetto un bando, rivolto a studenti universitari, architetti e ingegneri fino ai 40 anni, per la realizzazione del Parco della Lambretta previsto nel progetto del comune. Chiunque fosse interessato a partecipare troverà  tutte le informazioni sul sito http://parcolambrettamilano.it/Lambretta/ , ed avrà tempo per prendervi parte fino al 30 Novembre 2012. Con la speranza che finalmente Lambrate e i suoi abitanti possano avere un polo di attrazione sociale e culturale adatto a tutte le età, di cui in zona si sente la mancanza da ormai troppo tempo.
di C. Masciadri

Per un ulteriore approfondimento consigliamo l’articolo di Teresa Monestiroli apparso su Repubblica il Maggio scorso: http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/05/13/news/rubattino_la_fabbrica_sopravvive_circondata_dai_palazzi_e_dal_parco-35007180/

venerdì 7 settembre 2012

MAFIA SOTTO CASA

Racket, pizzo, estorsione. E' quello che succede nella nostra città e anche nella nostra zona.
Loreno Tetti è un "paninaro" di città studi, forse qualcuno lo conosce, il suo camioncino rosso si trova davanti all'Università, in via Celoria. Loreno è stato l'unico ad aver avuto il coraggio di parlare alla Guardia di Finanza e poi in Tribunale, al processo contro il clan Flachi ('Ndrangheta). Ha raccontato quello che accade a chi vuole lavorare, costretti a pagare il  pizzo e a subire estorsioni; gli altri, a parte uno che dopo si è trasferito all'estero, al momento di parlare sono stati colpiti da "incredibili" amnesie.
Per questo il camion di Loreno nella notte tra il 17 e il 18 luglio è stato incendiato. “Sono disperato, questo è il prezzo per chi denuncia. Mi hanno lasciato solo”, le parole di Tetti dopo l'accaduto. Le istituzioni, ancora una volta, non sono riuscite a proteggere chi denuncia; gli unici che sono stati vicini alla vittima sono stati le studentesse e gli studenti di fisica. Proprio per manifestare la loro solidarietà alcune organizzazioni (
 Milano Democratica contro le mafie,  Libera Milano, Stampoantimafioso.it, Associazione Saveria Antiochia Omicron, Studenti di Fisica) hanno indetto un presidio lundedì 10 settembre alle 13 e 30, in via celoria 16, prorio davanti al paninaro. Diffondete la voce, cerchiamo di far sentire la vicinanza  e la solidarietà della cittadinanza e della zona! Per saperne di più allego un'intervista di radio popolare a Loreno Tetti: http://www.youtube.com/watch?v=1-hQ8ciZcrI.

Articolo di Matteo Rovina.

Fonti:
http://www.milanox.eu/arriva-il-presidio-di-solidarieta-al-paninaro-minacciato-dalla-ndrangheta/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/25/milano-la-mafia-che-brucia/304819/ 

mercoledì 5 settembre 2012

COME DIVENTARE UN VIDEOREPORTER...ALLA BIBLIOTECA VALVASSORI PERONI

Prosegue il progetto "Citizen journalism" alla biblioteca Valvassori Peroni di Lambrate. Ecco qualche info sul nuovo ciclo di laboratori che prenderanno il via MERCOLEDI' 19 SETTEMBRE.

- "LABORATORIO DI VIDEOGIORNALISMO PER ASPIRANTI REPORTER": incontri sul videogiornalismo propedeutici all'inserimento nella redazione della Web Tv della biblioteca, finalizzati alla realizzazione di videoreportage su temi legati al quartiere. (periodo di svolgimento: 19 Settembre - 31 Ottobre, tutti i mercoledì ore 14,30 - 16)

- "CORSO DI FORMAZIONE IN TEORIA E TECNICA AUDIOVISIVA": in questi incontri si va più sullo specifico, nell'apprendimento delle tecniche di ripresa e montaggio di video-inchiesta (periodo di svolgimento: 19 Settembre - 12 Dicembre, tutti i mercoledì ore 16 - 19)

- "LABORATORIO DI VIDEOCLIP / SPOT": incontri utili ad apprendere le nozioni base per la realizzazione di booktrailer, ovvero brevi spot per pubblicizzare un libro. (periodo di svolgimento: 19 Settembre - 31 Ottobre, tutti i mercoledì ore 16,30 - 18)

Tutti i laboratori sono completamente gratuiti, occorre iscriversi consegnando i propri dati al banco prestiti della biblioteca o scrivendo alla mail redazione.twb@gmail.com (i corsi saranno attivati con un minimo di 5 iscritti). Non lasciatevi sfuggire l'occasione!

venerdì 31 agosto 2012

HOME SWEET HOME

Riecco Lambrate. Riecco i lambratesi, di rientro da vacanze indimenticabili…da vacanze da sballo, danzanti, ebbre, oppure da vacanze sobrie, medie, noiose, vacanze “come l’altr’anno”, vacanze con conquiste, vacanze “del primo bacio” o vacanze solitarie;  vacanze della maturità o vacanze impegnate, intellettuali, mistiche…ovviamente vacanze all’insegna dell’austerity (si fa per dire) vista la crisi che c’è. Finalmente (o forse purtroppo) le strade riprendono vita, la stazione ricomincia a brulicare, si riaffolla la metro e i tram…cazzo il 23 non passa! Colpa dei lavori in corso (c’è un collegamento in superficie, ma non è la stessa cosa). Ecco, i lavori in corso, i cantieri, d’estate ci si sbizzarrisce, vengon su come funghi. Riscopriamo le vie e inciampiamo in marciapiedi, salvagenti, aiole che non ci ricordavamo. Agghiacciante notizia in chiave parcheggio per gli abitanti del rettangolo Pacini-Grossich-Buschi-Peroni (dal comune fanno sapere che tutto questo “gran varietà” d’asfalto è per la nostra sicurezza e per agevolare il traffico e il flusso pedonale). Non vi sentite un po’ coccolati?

Si ripopola la biblioteca e si percepisce un po’ di nervosismo. Un in bocca al lupo ai liceali per i corsi di recupero, agli appena diplomati che cercano di districarsi nell’ingarbugliato mondo universitario (Lambrate offre ampia possibilità di scelta), in bocca al lupo a chi prepara i test d’ingresso. Le zanzare non vi romperanno più le palle.
E poi riaprono i locali (insomma non solo il birrificio!), ricomincia la stagione sportiva (ogni squadra di calcio si chiede: chi sarà il primo ad esultare alla Balotelli?), ricomincia la stagione teatrale ed artistica, chissà quante novità.
Noi cercheremo di documentarvi tutto il possibile, ma invitiamo tutti quelli che ci seguono a segnalarci news lambratesi, di qualsiasi tipo. Scriveteci alla nostra mail lambrateonair@tiscali.it, pubblicheremo le vostre segnalazioni ed anche i vostri articoli.

Auguriamo un buon anno scolastico, accademico o lavorativo a tutti!
 
 
La redazione di Lambrate On Air

sabato 28 luglio 2012

IL COMUNE CHIUDE IL PARCO ALLE AUTO MA PERDE LA STRADA


Solo poche settimana fa, uno dei maggiori quotidiani nazionali riportava la decisione del comune di chiudere definitivamente ai mezzi a motore l’accesso al parco Lambro dall’ingresso di via Feltre. Già da alcuni anni si era deciso di vietare l’entrata nella stagione estiva e durante alcune ore della giornata, mentre d’ora in avanti il divieto sarà totale e annuale. Per fare ciò verranno utilizzati i pilomat, cilindri di cemento azionabili tramite telecomando  già visti per alcune vie del centro,  i quali sono già stati installati ma non sono ancora entrati in funzione, anche se a nostro parere il problema è un altro.
Difatti il comune ha motivato la decisione di chiudere completamente al traffico una delle maggiori aree verdi della città (773mila metri quadrati), non tanto per una questione ambientale e di inquinamento, quanto per tentare di porre fine alle feste notturne non autorizzate e di conseguenza, a loro parere, far diminuire drasticamente anche la delinquenza. Se ovviamente risulta condivisibile l’idea di bloccare il traffico all’interno di un parco, appare invece poco comprensibile questo voler connettere le feste all’interno dell’area con i vari e purtroppo frequenti episodi di delinquenza che accadono nel parco stesso.
Infatti basterebbe recarsi un paio di volte al Lambro la sera, per comprendere come risse, scippi o sparatorie, siano da attribuire principalmente a tossici e spacciatori, e qualche volta pure a sudamericani e polizia locale (http://lambrateonair.blogspot.it/2012/02/parco-lambro-in-un-inseguimento-vigile.html). Attualmente non resta che attendere, per scoprire quali effetti miracolosi potranno mai avere dei pilomat sulla sicurezza dei cittadini.

C.Masciadri

Per saperne di più:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/07/11/news/parco_lambro_vietato_alle_auto_i_pilomat_sbarrano_gli_ingressi-38851557/

giovedì 28 giugno 2012

LA RINASCITA DELLE CASE ALER DI VIA APOLLODORO

“Non sembra neanche di essere a Milano...” questo è uno dei commenti più gettonati (e rispecchianti la verità) che si possono ascoltare passeggiando fra i verdi ed ameni cortili delle villette ALER di via Apollodoro. Il 21 aprile 2012 un gruppo di ragazzi e lavoratori precari del collettivo Lambretta ha deciso di restituire alla comunità questi bellissimi spazi, con l'occupazione di tre villette (alle quali se n'è aggiunta una quarta da poche settimane). Le case di proprietà della ALER (ente che gestisce le case popolari per conto del comune di Milano) erano abbandonate da anni al degrado e al consumo e spaccio di eroina.
Domenica 17 giugno è stata organizzata una giornata di presentazione dello spazio e di incontro con gli abitanti del quartiere. Abbiamo avuto la possibilità di visitare gli spazi e di conoscere i numerosi progetti già in pista, come ad esempio l'allestimento di una palestra, di una sala studio, di una sala computer con wi-fi, di un orto e di un cineforum (fissato il mercoledì sera). Altre idee in divenire sono quelle relative all'apertura di una sala prove, di un pub e alla costituzione di un laboratorio di falegnameria e di una foresteria.
L'impressione che ho avuto è stata molto positiva, i ragazzi con cui ho parlato (molti ancora soltanto liceali) mostrano entusiasmo, convinzione e consapevolezza riguardo al progetto e ai principi comuni che ispirano il loro lavoro, che sono socialità e condivisione.
Come ho detto, complessivamente, gli spazi hanno ancora un aspetto da “work in progress”, ma già parecchio è stato fatto (pulizia in primis). Se non altro, ci tengo a sottolinearlo, è stato liberato uno spazio che fino a poco tempo fa era zona franca per gli eroinomani in attesa della propria dose al CAD, il centro di recupero per tossici dipendenti che sorge proprio in via Apollodoro, di fronte alle case occupate. I ragazzi raccontano di aver riempito numerosi secchi con siringhe e confezioni di metadone e portano testimonianza di qualche spiacevole episodio di conflitto con alcuni di questi “ex occupanti”.
In conclusione quindi invitiamo a passare in via Apollodoro 3 (ingresso anche da P.za Ferravilla) domenica 1 luglio a partire dalle 17.30 per il secondo incontro con il quartiere, così che ognuno possa farsi la propria idea, libero da preconcetti o condizionamenti vari.
Per quanto mi riguarda ho solo da fare i complimenti a questo gruppo che ha mostrato subito estrema decisione e idee chiare, a partire dall'occupazione, un'azione illegale, è vero, ma un'azione che, proprio per i buoni progetti messi in campo, non ha creato malumori né dentro al comune e al consiglio di zona, né tra il vicinato.



di Bruno Grande

mercoledì 13 giugno 2012

SUICIDIO ALLA STAZIONE


“Che palle sti treni sempre in ritardo!" questo il pensiero dei pendolari questa mattina, quando la circolazione dei treni ha rallentato notevolmente, proprio nell'ora di punta per chi è abituato a muoversi tra Milano ed hinterland.
La causa dei ritardi è purtroppo drammatica. E’ successo stamattina. Un ragazzo cingalese di 21 anni ha perso la vita gettandosi sotto un treno a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Lambrate, tra i binari 7 e 8. Alle 6.00 piazza Monte Titano era popolata dal personale del 118 e dalla Polfer (polizia ferroviaria) intervenuti subito, ma per il ragazzo non c’è stato niente da fare. E’ morto sul colpo.
Si sta cercando di ricostruire l’accaduto. Tutto fa pensare ad un suicidio. Il capotreno, intervistato dalle autorità, sostiene di aver visto il ragazzo e di aver provato a frenare il treno, ma ormai era tardi.

R.Melocchi

venerdì 8 giugno 2012

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO, BIBLIOTECA DI VALVASSORI PERONI ANCORA CHIUSA


“La biblioteca è chiusa per gravi problemi strutturali.” Così titolava un cartello appeso nei giorni scorsi all’ingresso della struttura comunale di zona 3. Per l’ennesima volta infatti, la tanto tormentata e disastrata biblioteca di via Peroni ha chiuso i battenti causando parecchi disagi ai diversi utenti abituali, ma anche svariate perplessità.

Per chi di voi infatti è di buona memoria, non sarà difficile ricordare i recenti trascorsi dell’edificio situato tra il centro sportivo Crespi e il campetto dello Zelasco. Tutto incominciò con il progetto del 2001, che prevedeva l’inaugurazione della Biblioteca già due anni dopo, ma importanti difetti strutturali obbligarono il Comune a rimandare tutto, rescindendo il contratto con l’impresa di costruzione e iniziando un susseguirsi di contenziosi giudiziari che ovviamente obbligarono a porre il cantiere in uno stato di fermo. Dopo una nuova assegnazione dei lavori, con conseguente sperpero di altro denaro pubblico, la biblioteca venne finalmente inaugurata nel Marzo 2009, anche se evidentemente molti problemi non furono mai risolti.

E’ infatti ormai un dato abituale, la chiusura temporanea nei periodi di pioggia della zona studio a fianco della sezione DVD.
L’ultima volta è stata proprio poche settimane fa (http://lambrateonair.blogspot.it/2012/05/allagata-biblioteca-valvassori-peroni.html) quando l’allagamento della stanza ha obbligato (?) gli addetti a risolvere la questione ribaltando alcuni tavoli per fare da scudo al resto della biblioteca. Da allora l’aula studio è rimasta inagibile, ma la vera goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancanza di corrente elettrica. L’impianto è infatti misteriosamente saltato giovedì scorso, e dato che nessuno è riuscito a porvi rimedio lunedì è stata dichiarata la chiusura dell’intero stabile, che comprende anche la struttura del CAM e un bar, fino a data da destinarsi.

Nella giornata di ieri il Comune ha reso noto che la biblioteca verrà riaperta l’11 giugno, ad eccezione della solita sala inferiore alluvionata, ma le perplessità sull’affidabilità della struttura restano. Siamo sicuri infatti che una ispezione accurata porterebbe a dichiarare l’inagibilità dell’edificio, troppo spesso protagonista di episodi pericolosi per utenti e dipendenti, con allagamenti, cornicioni pericolanti e bagni non a norma. Per chi come me è cresciuto in questa zona, attendendo con ansia una biblioteca dove poter preparare la maturità e gli esami universitari, oppure semplicemente transitare per leggere qualche quotidiano e scambiare due chiacchiere, si prospettano due decisioni “sentimentalmente” contrastanti. Sostenere una completa e necessaria ristrutturazione dell’edificio, con conseguente utilizzo di denaro e lunghi tempi di attesa, oppure proseguire alla spera in dio il più a lungo possibile, evitando però così la chiusura della più grande biblioteca pubblica della città per diversi mesi? Ognuno di voi avrà sicuramente le proprie ragioni per sostenere una tesi piuttosto che un’altra, quello però di cui purtroppo siamo sicuri è che non spetterà a noi utenti decidere, bensì a sconosciuti dipendenti comunali che troppo spesso hanno dimostrato di essere legati agli ambienti delle speculazioni edilizie.

di Claudio Masciadri


per maggior informazioni sui costi e protagonisti della vicenda vi rimandiamo a: http://www.chiamamilano.it/notiziario/277/5

lunedì 28 maggio 2012

CHE FINE HA FATTO IL CINEMA SPLENDOR? (seconda parte)

Storia del cinema Splendor chiuso dal 2007. Leggete il prologo: www.lambrateonair.it/2012/05/che-fine-ha-fatto-il-cinema-splendor.html

I negozianti della zona (al di là di un'azzardata ipotesi riguardo infiltrazioni di stampo malavitoso) sono testimoni di numerosi indizi che portano a pensare che in questi anni ci sia stato più di un passaggio di proprietà e che diversi progetti siano stati elaborati per questo spazio: un supermercato, una sala giochi, un centro benessere, una palestra...

Solo per quest'ultima, però, ci sono prove concrete poiché dall'ingresso posteriore del cinema (quello che dà su via Donatello) si possono scorgere all'interno delle macchine per il sollevamento pesi, anch'esse apparentemente abbandonate al degrado. Pare che ogni tanto qualche ingegnere o funzionario sia passato per un sopralluogo e che uno dei nuovi proprietari si sia fermato al bar di fronte al cinema per un caffè, lasciando un biglietto da visita.

Sta di fatto che da più di 5 anni lo spazio è vuoto, abbandonato e preda della muffa. Sembra che i nuovi proprietari non abbiano mai avuto l'intenzione (e l'interesse) di mettersi seriamente a programmare vere ristrutturazioni, ma siano solo in atto dei processi di compravendita di un immobile per fini speculativi.

Come al solito comunque quelli che ci rimettono di più (o forse i soli a rimetterci) sono i cittadini, che prima avevano un cinema ed ora non ce l'hanno più, in un momento di generale penuria di spazi ricreativi e artistici, come emerge anche dal dibattito nato nelle ultime settimane attorno a Macao. Ci auguriamo che queste voci, vengano smentite da un'iniziativa che riporti in vita il cinema Splendor, magari con il progetto di uno spazio usufruibile dalla comunità. Ma forse chiediamo troppo...

di Bruno Grande (in collaborazione con Claudio Mascadri)

Potete trovare altre foto sulla nostra pagina facebook: www.facebook.com/media/set/...