giovedì 22 dicembre 2011

ACCORDO BESTA – POLITECNICO SULLA RICERCA

La Ricerca, si sa, non occupa le prime posizioni della lista delle priorità italiane. La questione dei fondi per la ricerca era già ostica qualche anno fa (2009 circa), quando la percentuale del Pil speso per la ricerca era sotto la media europea di un buon 0,7% (1,1% contro l’1,8% europeo). Nel 2010 l’Italia era ben lungi dal raggiungere l’obiettivo del 3% del Pil che gli stati dell’Unione Europea si erano posti. Oggi, con la crisi, la situazione non sembra migliorare, ma il mero aspetto economico non è il solo fattore che marcia contro lo sviluppo della Ricerca scientifica. La questione forse più amara di oggi è che mancano percorsi di carriera lineari e dinamici. La competitività e la competenza delle menti che il nostro Paese, e Milano in particolare, ospitano non trovano appoggio per i propri lavori e progetti.

In questo caso l’istituto neurologico Carlo Besta (via Celoria 11) e il Politecnico di Milano vanno controcorrente. E’ di pochi giorni fa, infatti, la notizia del protocollo d’intesa tra l’istituto e l’università. Un accordo che prevede la collaborazione per una “Ricerca comune”, che avrà come campo di applicazione la robotica per la riabilitazione, la nanomedicina e le nanotecnologie, la gestione e l’interpretazione delle bioimmagini. Il progetto si basa, tra l’altro, sulla formazione dei laureandi e dottorandi, inserendoli in progetti di ricerca e di attività tecniche. L’idea è indirizzata anche ad offrire approfondimenti che abbracciano un ventaglio piuttosto ampio di realtà mediche e ingegneristiche.

Come nelle più importanti Università anglosassoni, anche Milano, a partire dalla nostra zona, si candida ad essere un luogo di lancio per il mondo professionale in ambito scientifico.

Ora non ci resta che prendere esempio da questa intesa, sperando di arrivare ad avere sistemi di valutazioni e un funzionamento della Ricerca serio, meritocratico e oggettivo, come già avviene in altri paesi.

per saperne di più --> v

R.Melocchi

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